Grafiche che si leggono sul telefono
La grafica del giovedì della gastronomia Da Ivana conteneva diciannove informazioni e sul telefono era larga sette centimetri. Un messaggio solo, un titolo alto 150 pixel e tre blocchi di testo: la prova del pollice, le misure che contano e il testo scritto prima di aprire il programma.
- Ridurre una grafica a un messaggio solo, e sapere dove finisce tutto quello che togli
- Fare la prova del pollice: guardarla un secondo alle dimensioni vere e scrivere che cosa è rimasto
- Applicare le misure che decidono la leggibilità: altezza del titolo, caratteri per riga, margine di sicurezza, contrasto
- Scrivere il testo prima di aprire il programma di grafica, con i limiti dati in caratteri e non in parole
Ivana Trentin ha una gastronomia da asporto a Rovigo e ogni mercoledì sera pubblica la grafica del menù del giorno dopo, che è il giorno degli gnocchi fatti a mano. Dentro quel quadrato ci sono diciannove informazioni: sei piatti, sei prezzi, la data, l'orario di ritiro, il numero, l'indirizzo, il logo. Sullo schermo del computer si legge tutto benissimo. Poi tre persone l'hanno guardata un secondo sul telefono, alle dimensioni vere, e nessuna delle tre ha saputo dire né che piatto ci fosse né in che giorno.
Il mercoledì dopo Ivana ha pubblicato la stessa identica comunicazione — stesso menù, stessi prezzi, stessa ora — e le prenotazioni del giovedì sono passate da dodici a trentuno. La differenza si è ripetuta per quattro giovedì di fila. Non ha pagato niente e non ha cambiato mestiere: ha cambiato quante cose stanno dentro l'immagine e quanto è grande quella che resta. Sono decisioni che si prendono con dei numeri, non con il gusto.
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