Output sempre identico: quando a valle c'è un'automazione
Novanta richieste al mese dal modulo del sito di Serramenti Dal Ben, smistate da un'automazione. Uno schema a otto campi con valori ammessi chiusi, un valore «da_rivedere» che è la cosa più importante di tutte, e venti casi limite di collaudo.
- Scrivere uno schema esplicito con campi fissi e valori ammessi chiusi
- Rendere «non lo so» un valore di prima classe invece di costringere a indovinare
- Collaudare con venti casi limite prima di collegare l'automazione
- Far validare l'output a valle invece di fidarsi, e mandare in coda umana ciò che non passa
- Versionare lo schema, perché aggiungere un campo rompe tutto quello che viene dopo
Finché leggi tu la risposta, un output un po' diverso dal solito è un fastidio. Se a valle c'è un'automazione, lo stesso output diventa una riga sbagliata in un foglio, un'email al commerciale che non c'entra, o un'automazione che si ferma alle tre di notte senza che nessuno se ne accorga. Cambia il livello di rigidità richiesto: non basta un formato, serve uno schema — e serve che l'automazione non si fidi.
| Per un umano basta | Per un'automazione serve |
|---|---|
| I campi che servono | Tutti i campi sempre presenti, anche vuoti: assente si scrive null |
| Una categoria sensata | Un elenco chiuso di valori ammessi, e un valore per «non lo so» |
| Una risposta ordinata | Nessun testo prima o dopo, una riga per elemento, validazione a valle |
Questa lezione fa parte di PCS LAB
Prompting avanzato è un corso avanzato incluso nell'abbonamento: 49€ al mese per tutti i corsi premium, compresi quelli che escono mentre sei abbonato. Si disdice quando vuoi.
Hai già l'abbonamento? Accedi