Il tuo primo sistema AIGratis20 min di lettura

Costruisci il tuo primo sistema AI

Otto passi su una tua attività vera: qual è il problema, quale AI, quali informazioni, il prompt, i documenti, la bozza, il controllo, e come si automatizzerebbe. Alla fine due righe — OGGI e DOMANI — e il pezzo che non cambia fra le due.

Cosa saprai fare
  • Portare a termine in otto passi un'attività vera del tuo lavoro, partendo da un numero contato e non stimato
  • Sapere, passo per passo, quando puoi andare avanti e quando devi fermarti: un errore al passo 1 si paga al passo 7
  • Controllare prezzi e informazioni di una bozza in pochi minuti, e correggere il sistema invece della singola risposta
  • Descrivere a parole come si automatizzerebbe il tuo caso, senza costruire niente

Capire

Questa lezione non insegna niente di nuovo. È il montaggio: prende quello che hai già visto — scegliere lo strumento, scrivere un prompt con le sei parti, allegare i tuoi documenti, verificare quello che esce, non dare in pasto i dati delle persone — e lo mette in fila su una tua attività vera. Alla fine non hai finito un corso: hai una cosa che usi la settimana prossima.

Un sistema non è uno strumento. È quattro cose messe insieme: un'attività che si ripete, informazioni scritte da qualche parte invece che nella tua testa, una richiesta stabile che dà sempre lo stesso tipo di risultato, e una persona che controlla prima che qualcosa esca di casa. Togline una e non è più un sistema: è una chat fortunata, che funziona il martedì e non funziona il giovedì.

Gli otto passi sono in ordine per un motivo pratico, e la regola da tenere a mente è una sola: un errore al passo 1 si scopre al passo 7. Se hai scelto l'attività sbagliata, o non hai contato quante volte capita davvero, tutto quello che costruisci dopo funziona benissimo e non serve a niente — e te ne accorgi solo quando hai in mano la bozza e ti chiedi che cosa farci. Per questo ogni passo ha un criterio di uscita, e non è un formalismo: è il cancello che ti risparmia il fine settimana.

PassoChe cosa faiSi va avanti quando
1 — Qual è il problemaScegli una sola attività ripetitiva e la misuriHai due numeri contati: quante volte al mese e quanti minuti l'una. Se non sai i numeri, il passo non è finito
2 — Quale AI usoScegli lo strumento per compito, non per famaHai dato lo stesso identico caso vero a due strumenti, nella stessa giornata, e sai dire in una riga perché hai scelto quello che hai scelto
3 — Quali informazioni devo darleListino, condizioni, tempi, e cosa non facciamoI documenti esistono davvero, hanno una data in prima riga e un responsabile, e sai dire per ogni informazione se sta nel prompt o in un documento
4 — Scrivo il promptLe sei parti del modulo 3, e il formato disegnato primaCi sono tutte e sei le parti, e l'uscita finisce con due sezioni: da dove viene ogni numero, e che cosa hai dato per scontato
5 — Gli do i documentiAllegare, e verificare che li abbia lettiLa domanda di controllo risponde giusto: quanti file, quali, di che data
6 — Ottengo una bozzaUn caso vero, non uno inventato per l'occasioneLa bozza ha tutte le sezioni che avevi chiesto, nessuna in più, e nessuna è vuota
7 — Controllo prezzi e informazioniIl passo che non si salta maiOgni prezzo l'hai ritrovato nel listino e ogni tempo nelle condizioni, e hai trovato almeno una cosa da correggere
8 — Come si automatizzerebbeA parole, su una pagina. Senza costruire nienteSai dire l'evento che fa partire tutto, i passaggi, e i tre punti in cui il sistema si ferma e chiama una persona
Gli otto passi e il cancello di ciascuno. La colonna che conta è la terza: finché non è vera, il passo dopo lo cominci in perdita.

Vedere

Alessio Mazzola ha Mazzola Giardini a Vercelli: manutenzione del verde per privati e piccoli condomini — sfalcio, siepi, potature, sgomberi. Sono in tre e lavorano entro trenta chilometri. Da marzo a ottobre il telefono non smette, da novembre a febbraio si tira il fiato.

Passo 1. Prima di aprire qualunque cosa, Alessio conta. Non a memoria: apre la casella, il numero aziendale e il modulo del sito e guarda i tre mesi da aprile a giugno 2026. 81 richieste di preventivo in tre mesi, cioè 27 al mese. A memoria ne avrebbe dette «una quindicina». Poi cronometra sei richieste vere, una alla volta, con il cronometro del telefono acceso sul tavolo.

PassaggioMinutiR o M
Leggere la richiesta e capire che lavoro chiede5R
Cercare l'indirizzo, controllare se è in zona, guardare il giardino dall'alto6R
Scrivere l'email con le domande che mancano12R
Decidere il prezzo: quante ore di squadra, quanti viaggi, quanto smaltimento9M
Scrivere il preventivo e l'email di accompagnamento6R
Segnare la richiesta sul foglio2R
Totale40
I 40 minuti di una richiesta, scomposti. R = a parità di ingresso dà sempre lo stesso risultato e lo saprei dettare a una persona appena assunta. M = dipende dal mestiere.

27 richieste per 40 minuti fanno 18 ore al mese. Ma il numero che fa davvero male non è quello: sono i 2,8 giorni che passano in media fra l'arrivo della richiesta e la prima risposta, perché quei dodici minuti di email Alessio li scrive la sera, dopo il cantiere, e certe sere non li scrive affatto. E ce n'è un terzo, peggiore ancora: in 19 casi su 27 manca almeno un dato indispensabile, quindi serve comunque una seconda email, e la seconda email aggiunge altri due o tre giorni.

Ogni volta che arriva una richiesta di preventivo — 27 al mese — ci metto 40 minuti, e passano quasi tre giorni prima che il cliente riceva la prima risposta. In 19 casi su 27 mancano dati e serve una seconda email. Chi ne paga il prezzo è il cliente, che intanto ha chiesto anche a un altro.

La frase del problema di Alessio, alla fine del passo 1

Guarda la riga da 9 minuti, l'unica marcata M. Decidere il prezzo dipende da quanto è messo male quel giardino, da quanto è pieno il calendario delle squadre, da che cliente è. Quella riga non entra nel sistema e non ci entrerà mai: è la parte per cui Alessio viene pagato. Il sistema lavora sulle altre cinque righe, 31 minuti su 40.

Facciamolo insieme

Da qui in avanti il caso è svolto per intero. Tu farai lo stesso sul tuo, con il quaderno che trovi più sotto.

  1. Passo 1 — il problema. Fatto: 27 richieste al mese, 40 minuti l'una, 19 su 27 incomplete, 2,8 giorni di attesa. Contati sulla casella e sul modulo del sito, da aprile a giugno 2026.
  2. Passo 2 — quale AI. Il compito è «leggere un testo libero, confrontarlo con quattro documenti miei e prepararmi una risposta»: serve uno strumento che accetti file e ragioni sul testo, non un motore di ricerca. Alessio ne prova due, lo stesso giorno, dandogli la stessa identica richiesta vera di un cliente. Uno gli restituisce una email pronta ma con un prezzo inventato; l'altro gli dice per prima cosa che cosa manca. Sceglie il secondo, e la riga che scrive nel quaderno è: «mi ha detto che cosa non sapeva invece di riempire il buco».
  3. Passo 3 — quali informazioni. Quattro documenti, non quindici. Il listino 2026 (sfalcio a metro quadro con due fasce, siepi a metro lineare, potature a ora, smaltimento a viaggio). Le condizioni 2026 (raggio di 30 km, tempi di intervento diversi fra alta e bassa stagione, importo minimo, che cosa è compreso). I tempi di squadra (quanto ci mette una squadra a fare che cosa). E il quarto, quello che non ha scritto nessuno: cosa non facciamo — abbattimenti di alberi ad alto fusto, impianti di irrigazione, progettazione di giardini nuovi, lavori sotto i 150 €. Ognuno con la data in prima riga.
  4. Sempre al passo 3, la parte che vale il doppio: Alessio riguarda dieci richieste vecchie e segna che cosa mancava ogni volta. Ne escono otto dati, sempre gli stessi. Quegli otto dati diventano il cuore del prompt: sono le domande che il sistema farà al posto suo, il giorno stesso invece che tre giorni dopo.
  5. Passo 4 — il prompt. Le sei parti del modulo 3 — contesto, obiettivo, dati, vincoli, formato, controllo — senza inventare niente di nuovo. La sola cosa che Alessio fa prima di scrivere è disegnare le sezioni dell'uscita, con i titoli e il numero massimo di righe. Le ultime due sezioni sono sempre le stesse e sono quelle che rendono possibile il passo 7: *da dove viene ogni numero* e *che cosa hai dato per scontato*.
  6. Passo 5 — i documenti. Allega i quattro file e prima di ogni altra cosa fa la domanda di controllo: quanti file hai letto, come si chiamano, di che data sono. Risponde giusto, si prosegue. (È lo stesso controllo del modulo 4: un documento letto a metà produce risposte perfette e false.)
  7. Passo 6 — la bozza. Un caso vero, arrivato dal modulo del sito, con il nome del cliente tolto — l'abitudine del modulo sulla privacy. Due minuti di attesa.
  8. Passo 7 — il controllo. Sei minuti, con il listino aperto accanto. È il passo che non si salta mai, ed è raccontato qui sotto per intero.
  9. Passo 8 — come si automatizzerebbe. Una pagina, a parole, senza aprire nessuno strumento.
Il prompt di Alessio, compilato sul suo caso
Sono Alessio Mazzola, ho una ditta di manutenzione del verde a Vercelli: sfalcio, siepi, potature e sgomberi. Siamo in tre e lavoriamo entro 30 chilometri.

OBIETTIVO
Ti do una richiesta di preventivo arrivata dal modulo del sito. Devi prepararmi la PRIMA risposta da mandare al cliente e dirmi che cosa manca per fare il preventivo vero. Non devi fare il preventivo: il prezzo lo decido io.

I DOCUMENTI CHE TI HO ALLEGATO
- listino-2026: i prezzi.
- condizioni-2026: zona servita, tempi di intervento, importo minimo, che cosa è compreso e che cosa no.
- tempi-squadra: quanto ci mette una squadra per ogni tipo di lavoro.
- cosa-non-facciamo: i lavori che non prendiamo.

LA RICHIESTA, COSÌ COM'È ARRIVATA (il nome l'ho tolto io)
"""
Buongiorno, avrei bisogno di un preventivo per il giardino di casa nostra a Borgo Vercelli. È messo maluccio, non ci mette mano nessuno da due anni: c'è l'erba alta, la siepe davanti e due piante sul retro. Fatemi sapere quanto costa e quando potreste venire. Grazie
"""

I DATI CHE MI SERVONO SEMPRE E CHE QUASI MAI CI SONO
1. comune o indirizzo
2. metri quadri di prato
3. metri lineari di siepe e altezza
4. quante piante, di che altezza, e se vanno potate o tolte
5. una volta sola o manutenzione per tutta la stagione
6. se si passa con il mezzo, e se ci sono cancelli o scale
7. chi smaltisce il verde tagliato
8. entro quando servirebbe

FORMATO — sei sezioni, in quest'ordine, con questi titoli
1) CHE LAVORO CHIEDE — massimo 3 righe
2) È IN ZONA — 1 riga, con i chilometri
3) I DATI CHE MANCANO — solo quelli dell'elenco qui sopra che non ci sono, uno per riga
4) BOZZA DI EMAIL — massimo 12 righe, italiano semplice, dando del lei
5) SOLO PER ME — fascia di prezzo indicativa, e accanto a ogni numero e a ogni tempo che hai scritto sopra il documento e la voce da cui l'hai preso
6) CHE COSA HAI DATO PER SCONTATO — massimo 3 righe

VINCOLI
- Prezzi, tempi e condizioni SOLO dai documenti allegati. Se una cosa non c'è nei documenti, scrivi «da verificare» invece di scriverla.
- Se ti manca il dato per scegliere fra due fasce di prezzo, NON scegliere: scrivimi tutte e due le fasce e dimmi quale dato ti serve.
- Nell'email non mettere nessun prezzo.
- Nell'email non fare più di quattro domande: le altre le farò io al telefono.
- Niente «massima professionalità», «leader del settore», «preventivo su misura».
Nota le due righe dei vincoli sui numeri e sulle fasce: sono le uniche due che distinguono una bozza controllabile in sei minuti da una da riscrivere. E nota che il nome della cliente è stato tolto prima di incollare la richiesta.
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1) CHE LAVORO CHIEDE
Sfalcio di erba alta su un giardino privato lasciato due anni senza
manutenzione, potatura di una siepe sul fronte e intervento su due piante
sul retro. Non dice se una volta sola o per tutta la stagione.

2) È IN ZONA
Sì: Borgo Vercelli è a circa 7 km da Vercelli, dentro il raggio di 30 km.

3) I DATI CHE MANCANO — 7 su 8
- metri quadri di prato
- metri lineari di siepe e altezza
- quante piante, di che altezza, e se vanno potate o tolte
- una volta sola o manutenzione per tutta la stagione
- se si passa con il mezzo, cancelli o scale
- chi smaltisce il verde tagliato
- entro quando servirebbe

4) BOZZA DI EMAIL
Buongiorno,
grazie della richiesta. Borgo Vercelli rientra nella nostra zona, quindi
possiamo occuparcene.
Per farle un preventivo serio invece di un numero a caso mi servono quattro
informazioni:
- quanti metri quadri è, più o meno, il prato;
- quanto è lunga la siepe e quanto è alta;
- che piante sono quelle sul retro e quanto sono alte;
- se le serve un intervento una volta sola o la manutenzione per tutta la
  stagione.
Se ha una foto del giardino fatta dal cancello, vale più di qualsiasi
descrizione. Il sopralluogo è gratuito.
Appena ho questi dati le mando il preventivo. In questo periodo dell'anno
entriamo in calendario entro dieci giorni lavorativi.
Un saluto

5) SOLO PER ME — fascia di prezzo e provenienze
Prato: non posso darti una fascia sola, non conosco i metri quadri.
  fino a 500 mq -> 0,42 €/mq   (listino-2026, voce «sfalcio, fino a 500 mq»)
  oltre 500 mq  -> 0,36 €/mq   (listino-2026, voce «sfalcio, oltre 500 mq»)
  Il dato che mi serve: i metri quadri di prato.
Siepe: 4,80 € al metro lineare fino a 2 m (listino-2026, voce «siepi»).
  Sopra i 2 m il listino non dice niente: da verificare.
Piante: 38 € l'ora a persona (listino-2026, voce «potature»). Quante ore
  dipende dalle piante, che non conosco.
Smaltimento: 45 € a viaggio, sempre a parte (condizioni-2026, «smaltimento»).
Importo minimo: 150 € (condizioni-2026, voce «importo minimo»).
Tempi: da aprile a giugno si entra in calendario entro 10 giorni lavorativi
  (condizioni-2026, voce «tempi di intervento»).

6) CHE COSA HO DATO PER SCONTATO
- Che «due piante sul retro» siano da potare e non da abbattere. Se sono da
  abbattere, cosa-non-facciamo dice che non li prendete.
- Che il sopralluogo sia gratuito: non l'ho trovato in nessun documento.
- Che il giardino sia di un privato e non di un condominio.
Passo 6 — la bozza uscita, accorciata nelle sezioni 1 e 2

Passo 7 — il controllo, cioè il passo che non si salta mai

Alessio apre il listino accanto alla bozza e va a ritrovare ogni numero e ogni tempo, uno per uno. Sono sei minuti, e sono sei e non venti solo grazie alla sezione 5: le provenienze sono già scritte, lui deve solo andare a verificare che ci siano davvero. I prezzi tornano, le due fasce sono quelle giuste, i dieci giorni lavorativi sono quelli dell'alta stagione. Poi arriva alla sezione 6, e lì trova due cose.

Che cosa ha trovatoPerché è un problemaDove si corregge
«Il sopralluogo è gratuito», dichiarato nella sezione 6 come cosa data per scontataÈ vero per questo cliente e falso per un altro: da Mazzola il sopralluogo è gratuito entro 15 km, e Borgo Vercelli è a 7. A un cliente a 25 km quella riga sarebbe stata una promessa sbagliata, scritta con la stessa identica sicurezzaNei documenti: la riga non c'era in nessuno dei quattro. Alessio la aggiunge alle condizioni — «sopralluogo gratuito entro 15 km, 40 € oltre» — e la data in prima riga
«Due piante sul retro»: potare o abbattere? La bozza lo dà per scontato, e l'email non lo chiedeGli abbattimenti di alto fusto sono nel documento *cosa non facciamo*. Su una richiesta su venti, la prima risposta prometterebbe un lavoro che non si faNel prompt: nella lista degli otto dati, il punto 4 diventa «quante piante, di che altezza, e se vanno potate o tolte». Una riga
I sei minuti del passo 7. Guarda l'ultima colonna: in nessuno dei due casi si corregge la bozza.

Il punto della tabella è tutto nell'ultima colonna. Alessio non ha corretto la risposta: ha corretto il sistema. Correggere la risposta serve una volta; correggere il sistema serve le altre ventisei del mese. È la differenza fra usare un assistente e averne costruito uno.

E la prima volta com'era andata? Il primo prompt di Alessio non aveva le due righe dei vincoli sui numeri. La prima bozza aveva scelto 0,42 €/mq dando per scontato che il giardino fosse sotto i 500 metri quadri — nessuno gliel'aveva detto — e aveva scritto «interveniamo entro cinque giorni», che è il tempo della bassa stagione. Due errori scritti benissimo, che nessuno avrebbe notato leggendo di corsa. Due righe di vincolo li hanno tolti tutti e due, e con loro tutta la categoria.

Passo 8 — come si automatizzerebbe, a parole

Qui non si costruisce niente. Si scrive su una pagina, in italiano, che cosa succederebbe se nessuno dovesse più copiare e incollare — e serve a due cose: capire se ne vale la pena, e sapere che cosa chiedere il giorno in cui deciderai di farlo fare a qualcuno.

  • L'evento. Che cosa fa partire tutto. Da Mazzola: un modulo compilato sul sito. Oggi le richieste arrivano da tre parti — modulo, email, numero aziendale — e questa è già una scoperta: finché entrano da tre porte, nessuna automazione può partire da sola, e la prima cosa da fare non è tecnica, è far entrare tutti dalla stessa porta.
  • I passaggi, con accanto chi li esegue. Il sito registra la richiesta (software) · l'assistente la legge, la confronta con i quattro documenti e prepara le sei sezioni (AI) · la bozza arriva ad Alessio (software) · Alessio controlla e decide il prezzo (persona) · la risposta parte e la richiesta finisce su una riga del foglio (software).
  • Dove si ferma e chiama una persona. Fuori zona. Lavoro che sta in *cosa non facciamo*. Richiesta a nome di un condominio. E poi sempre, comunque, prima che qualcosa esca.
  • Con che cosa si farebbe. Esistono strumenti nati apposta per collegare fra loro cose del genere: Make, n8n e Zapier sono i tre che sentirai nominare. Non è questo il momento di aprirli, e non è questo il corso in cui si imparano.
I cinque livelli: chiedere in chat, allegare un documento, un assistente con i tuoi file, un'automazione che parte da sola, un agente che decide i passi. Accanto a ogni livello lo schema di che cosa si collega a che cosa.
Il sistema che hai appena costruito sta al secondo gradino, ed è il gradino che rende di più di tutti. Il passo 8 serve a guardare il terzo e il quarto da qui, non a salirci oggi.

Le due righe

Tutto il progetto sta in due righe. Sono la cosa da tenere a mente quando il resto della lezione sarà sbiadito.

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OGGI     cliente -> email  -> IO LEGGO -> cerco il listino -> preparo -> risposta
                            [-------------- 40 minuti --------------]
                            [------------ dopo 2,8 giorni ------------]


DOMANI   cliente -> modulo -> l'AI legge e prepara -> IO CONTROLLO -> risposta
                            [---- 2 minuti ----]     [-- 17 minuti --]
                            [------------ lo stesso giorno -----------]
Il percorso di una richiesta di preventivo, prima e dopo

Guarda che cosa è cambiato: il canale d'ingresso, e chi fa la fatica. E guarda soprattutto il pezzo che non cambia. In tutte e due le righe c'è io controllo, ed è sempre nello stesso posto: alla fine, prima che qualcosa esca di casa. Non è rimasto lì per prudenza né perché la tecnologia non è ancora abbastanza brava. È lì perché è l'unico passaggio che decide: un prezzo sbagliato, un tempo promesso male, un lavoro che non fate diventano un problema tuo nel momento esatto in cui escono dalla tua casella. Un sistema AI fatto bene non toglie quella riga: la rende corta.

Perché ha funzionato

  • I due numeri contati al passo 1 (27 e 40) sono quelli che rendono decidibile tutto il resto. Senza, «ci metto troppo tempo» resta una sensazione, non sai se il sistema ha funzionato e al passo 8 non hai niente da mettere nel conto. Il numero che Alessio aveva in testa — «una quindicina» — era sbagliato del 45%.
  • La sezione 5, «da dove viene ogni numero», è quella che ha fatto costare sei minuti il controllo invece di venti. Senza provenienze, verificare una bozza vuol dire rileggersi quattro documenti; con le provenienze vuol dire spuntare sei righe. È la differenza fra un controllo che si fa e uno che dopo due settimane si smette di fare.
  • La sezione 6, «che cosa hai dato per scontato», è quella che ha trovato la frase vera per caso. Un assistente non può sapere che da Mazzola il sopralluogo è gratuito entro 15 km — ma sa di non saperlo, se glielo chiedi. Quella sezione trasforma un'informazione mancante in una riga scritta invece che in un silenzio.
  • «Se ti manca il dato per scegliere fra due fasce, non scegliere» è una riga sola che ha eliminato il tipo di errore più costoso: quello dato per certo. La forma è sempre la stessa e vale ovunque — un divieto seguito da che cosa fare al suo posto. Vietare senza dare l'alternativa lascia il vuoto, e il vuoto viene riempito.
  • **Il quarto documento, *cosa non facciamo*.** Non ce l'ha scritto nessuno, in nessuna azienda, ed è quello che impedisce di promettere un abbattimento che non farete mai. Il perimetro di un lavoro non è fatto solo di quello che si fa.
  • I 9 minuti marcati M sono rimasti fuori. Il prezzo lo decide Alessio, e il prompt lo dice esplicitamente: «non devi fare il preventivo». Chi prova a far decidere il prezzo all'assistente ottiene numeri plausibili e passa più tempo a correggerli di quanto ne avrebbe messo a farli.
  • «Nell'email non più di quattro domande» è il vincolo che ha reso la bozza spedibile invece che da riscrivere. I dati mancanti erano sette: sette domande in una prima email fanno sparire il cliente. Le altre tre Alessio le fa al telefono, e le fa meglio.

Prova tu

Adesso tocca al tuo caso. Il quaderno qui sotto ha gli otto passi, i campi da compilare e, sotto il titolo di ogni passo, il cancello: la riga che dice quando puoi andare avanti. Non ci sono risposte dentro, perché le risposte sono le tue.

Il quaderno del progetto
Otto passi, una pagina o due per passo. Il passo 1 viene meglio a penna, con un cronometro accanto e senza un computer davanti.
Esercizio

Il tuo primo sistema, in otto passi

Obiettivo: Uscire con un sistema che usi la settimana prossima su un'attività vera, e con due date: quella in cui hai contato il numero di partenza e quella in cui lo rimisurerai.

  1. Scegli una sola attività: quella che hai fatto più volte questa settimana. Non la più importante — la più ripetitiva. Sono due cose diverse e confonderle rovina tutto il resto.
  2. Passo 1. Conta, non stimare: apri la casella, il calendario o il registro e guarda tre mesi veri. Poi cronometra tre casi, uno alla volta. Scomponi in passaggi e segna R o M accanto a ognuno: nel dubbio è M.
  3. Passo 2. Prendi un caso vero già successo, togli i dati delle persone e dallo a due strumenti nella stessa giornata, senza aggiustamenti in mezzo. Scegli quello che ti ha detto che cosa non sapeva, non quello che ha riempito i buchi meglio.
  4. Passo 3. Metti insieme da tre a cinque documenti, ognuno con la data in prima riga e un responsabile. Il quarto scrivilo adesso, perché non esiste: *cosa non facciamo*. Poi riguarda dieci casi vecchi e segna i dati che mancavano ogni volta.
  5. Passo 4. Disegna prima le sezioni dell'uscita, con i titoli e il numero massimo di righe. Poi scrivi il prompt con le sei parti del modulo 3. Le ultime due sezioni sono sempre *da dove viene ogni numero* e *che cosa hai dato per scontato*.
  6. Passi 5 e 6. Allega i documenti, fai la domanda di controllo (quanti file, quali, di che data) e prosegui solo se risponde giusto. Poi lancia un caso vero, non uno inventato per l'occasione.
  7. Passo 7. Con i documenti aperti accanto, ritrova ogni numero e ogni tempo. Cronometra quanto ci metti. Quando trovi qualcosa, chiediti dove si corregge: nel prompt o nei documenti. Mai nella risposta.
  8. Passo 8. Su una pagina, a parole: l'evento che fa partire tutto, i passaggi con accanto chi li esegue, i tre punti in cui si ferma e chiama una persona, e le due righe OGGI e DOMANI. Senza aprire nessuno strumento.
  9. Metti in calendario, fra un mese, il giorno in cui rimisuri il numero del passo 1. Se non lo metti adesso non lo metterai più, e senza quella misura non saprai mai se il sistema serve.

💡 Se non riesci a scegliere l'attività, quasi mai è indecisione: è che nessuna di quelle a cui stai pensando è abbastanza ripetitiva. Prendi quella che hai fatto più volte questa settimana e vai avanti lo stesso — il passo 8 ti dirà da solo se valeva la pena, e saperlo è già un risultato.

Se ti blocchi, apri qui

Le persone si bloccano quasi sempre negli stessi tre punti. Ecco come si sbloccano.

Dove ti sei bloccatoChe cosa sta succedendo davveroCome si sblocca
Al passo 1: «non ho i numeri, il gestionale non me li dà»Quasi sempre i numeri ci sono, ma in un posto che non ti sembra una fonte: la casella di posta, il calendario, il blocchettoCerca nella casella una parola che compare in tutte quelle richieste e conta i risultati di tre mesi. Dieci minuti. Se proprio non c'è nulla da contare, comincia a segnarle su un foglio per due settimane e riprendi fra due settimane: il progetto aspetta
Al passo 3: «i miei documenti non esistono, ho tutto in testa»È la situazione normale, non l'eccezione. Ed è anche il motivo per cui oggi quel lavoro lo puoi fare solo tuNon scriverli tutti: scrivi il più noioso, quello che detteresti a una persona appena assunta. Mezz'ora di dettatura vale più di quattro documenti immaginati. Il quarto — *cosa non facciamo* — si scrive in dieci minuti e di solito è il più utile dei quattro
Al passo 7: «ho controllato e non ho trovato niente»Nel 90% dei casi non è una bozza perfetta: è un controllo fatto rileggendo invece che verificandoNon rileggere: prendi un numero alla volta e vai a ritrovarlo nel documento. Se la bozza non dice da dove vengono i numeri, il problema è al passo 4 — manca la sezione delle provenienze, e senza quella il controllo è impossibile da fare in pochi minuti

E se alla fine del passo 8 il conto ti dice che non vale la pena di andare oltre, hai comunque finito il progetto. Sapere dove non spendere il prossimo fine settimana è un risultato, e vale le ore che ti risparmia.

Devi ottenere questo

È la valutazione del progetto: una voce per passo. Il progetto è finito quando le hai tutte e otto, e non prima — una voce vuota non è una dimenticanza, è un passo che si ripresenterà più avanti.

  • Passo 1 — una frase con dentro un numero contato. «Ricevo N richieste al mese e ci metto M minuti a ognuna, e chi ne paga il prezzo è ...». Con accanto la fonte su cui hai contato e il periodo. Non «rispondo lentamente».
  • Passo 2 — uno strumento scelto, e una riga che dice perché. Con la prova che lo stesso identico caso è andato a due candidati. La riga non può essere «è il più conosciuto».
  • Passo 3 — da tre a cinque documenti veri, ognuno con la data in prima riga e un responsabile, e fra questi *cosa non facciamo*. Più l'elenco dei dati che mancano quasi sempre, ricavato da dieci casi veri.
  • Passo 4 — un prompt con tutte e sei le parti, e un'uscita che finisce con *da dove viene ogni numero* e *che cosa hai dato per scontato*.
  • Passo 5 — la domanda di controllo che risponde giusto: quanti file, quali, di che data.
  • Passo 6 — una bozza vera su un caso vero, con tutte le sezioni che avevi chiesto, nessuna in più e nessuna vuota.
  • Passo 7 — il controllo fatto, cronometrato, e almeno una correzione applicata al prompt o ai documenti. Non alla risposta.
  • Passo 8 — una pagina con l'evento, i passaggi, i tre punti di fermata e le due righe OGGI e DOMANI, in cui «io controllo» compare in tutte e due.
Controlla — e se qualcosa non torna, il passo a cui tornare
  • Hai tutte e otto le voci, il numero di partenza è contato e in calendario c'è il giorno in cui lo rimisuriÈ un sistema, non una chat fortunata. La prova che manca è una sola: farlo eseguire a un'altra persona senza spiegarglielo a voce. Se ci riesce, hai un sistema; se deve chiamarti, quello che hai è ancora un'abitudine tua
  • Al passo 1 hai scritto «ci metto troppo tempo» o «rispondo tardi», senza un numeroTorna al passo 1. Non è un cavillo: senza un numero contato non saprai mai se il sistema ha funzionato, e al passo 8 non avrai niente da mettere nel conto. Conta su una fonte vera — casella, calendario, registro — per un periodo che sai dichiarare
  • Il sistema va benissimo su un caso e male sugli altri dueTorna al passo 1. Hai scelto un'attività che non è uguale a se stessa. Non si aggiusta con il prompt: si cambia attività, oppure si restringe a quel pezzo che invece si ripete sempre identico
  • Hai scelto lo strumento perché è quello che usano tutti, senza dare lo stesso caso a un secondoTorna al passo 2. La prova costa dieci minuti: lo stesso identico caso vero, a due strumenti, nella stessa giornata e senza aggiustamenti in mezzo. Si tiene quello che ti ha detto che cosa non sapeva, non quello che ha riempito i buchi meglio — e «è il più conosciuto» non è una riga di motivo
  • Alla domanda di controllo l'assistente sbaglia quanti file ha letto, come si chiamano o di che data sonoTorna al passo 5, e non proseguire. Un documento letto a metà — o non letto affatto — produce risposte perfette e false, e al passo 7 non avresti nessun modo di distinguerle da quelle giuste. Riallega, rifai la domanda di controllo, e vai avanti solo quando risponde giusto su tutti e tre i punti
  • La bozza del passo 6 è ben scritta ma i prezzi non stanno nel tuo listinoTorna al passo 3. O il documento manca, o è vecchio, o è una scansione che non si legge. Aggiungilo o riscrivilo, mettici la data in prima riga, e rifai il passo 5
  • Compaiono tempi, condizioni o garanzie che non hai mai scritto da nessuna parteTorna al passo 4, ai vincoli. Manca la riga «solo dai documenti allegati; se non c'è, scrivi *da verificare*». Ricordati che ogni divieto vuole accanto l'azione da fare al suo posto, altrimenti il vuoto viene riempito lo stesso
  • Al passo 7 non hai trovato niente da correggereTorna al passo 7 e rifallo diversamente: non rileggere, verifica. Prendi un numero alla volta e vai a ritrovarlo nel documento. Se davvero non c'è modo di ritrovarli, il problema è al passo 4: manca la sezione delle provenienze
  • Il controllo del passo 7 ti costa più tempo di quanto ne risparmiTorna al passo 4. Quasi sempre è l'uscita: troppo lunga, senza limiti di righe, senza le provenienze. Un controllo che non sta in pochi minuti è un controllo che fra due settimane nessuno farà più — e a quel punto quello che esce non lo guarda più nessuno
  • Al passo 8 hai aperto uno strumento di automazione e hai cominciato a collegare coseTorna al passo 8 e chiudi lo strumento. Qui si scrive su una pagina, a parole. E c'è un motivo pratico: non si automatizza un procedimento che non si è ancora eseguito a mano per un mese — si finisce per costruire benissimo la cosa sbagliata
  • Nella riga DOMANI hai tolto «io controllo»Torna al passo 7. Quella riga non è cerimoniale: è il punto in cui un prezzo sbagliato smette di essere un errore della macchina e diventa una tua promessa a un cliente. Si può accorciare, non togliere

Il modello pronto

Il prompt del tuo sistema, da compilare con la tua attività
Sono {{CHI SEI: ruolo, attività, città}}. {{QUANTE PERSONE SIETE, E IL PERIMETRO: zona, orari, tipo di clienti}}.

OBIETTIVO
Ti do {{CHE COSA ARRIVA: una richiesta, un'email, un modulo compilato, un documento}}. Devi prepararmi {{IL RISULTATO: la prima risposta, la bozza, la scheda}} e dirmi che cosa manca. NON devi {{LA PARTE CHE RESTA A TE — quella marcata M al passo 1}}: quello lo decido io.

I DOCUMENTI CHE TI HO ALLEGATO
- {{DOCUMENTO 1}}: {{che cosa contiene}}
- {{DOCUMENTO 2}}: {{che cosa contiene}}
- {{DOCUMENTO 3}}: {{che cosa contiene}}
- cosa-non-facciamo: i lavori che non prendiamo.

IL CASO, COSÌ COM'È ARRIVATO (i dati delle persone li ho tolti io)
"""
{{IL TESTO GREZZO, INCOLLATO SENZA SISTEMARLO}}
"""

I DATI CHE MI SERVONO SEMPRE E CHE QUASI MAI CI SONO
1. {{DATO 1}}
2. {{DATO 2}}
3. {{DATO 3}}
4. {{DATO 4}}
5. {{DATO 5}}
6. {{DATO 6}}

FORMATO — le sezioni, in quest'ordine, con questi titoli
1) {{SEZIONE 1}} — massimo {{N}} righe
2) {{SEZIONE 2}} — massimo {{N}} righe
3) I DATI CHE MANCANO — solo quelli dell'elenco qui sopra che non ci sono, uno per riga
4) {{IL RISULTATO VERO: bozza di email, scheda, testo}} — massimo {{N}} righe, {{TONO}}
5) SOLO PER ME — accanto a ogni numero e a ogni tempo che hai scritto sopra, il documento e la voce da cui l'hai preso
6) CHE COSA HAI DATO PER SCONTATO — massimo 3 righe

VINCOLI
- Numeri, tempi e condizioni SOLO dai documenti allegati. Se una cosa non c'è, scrivi «da verificare» invece di scriverla.
- Se ti manca il dato per scegliere fra due possibilità, NON scegliere: scrivimele tutte e due e dimmi quale dato ti serve.
- In {{IL RISULTATO}} non mettere {{QUELLO CHE NON DEVE MAI USCIRE: prezzi, date di consegna, impegni}}.
- Non fare più di {{N}} domande: le altre le farò io {{AL TELEFONO / DI PERSONA}}.
- Niente frasi di circostanza: {{DUE ESEMPI DA EVITARE, con le tue parole}}.
Le due sezioni finali dell'uscita — le provenienze e le cose date per scontato — non sono un abbellimento: sono ciò che rende possibile il passo 7. Sono le due che non si tolgono mai, nemmeno quando il prompt diventa lungo.

Errore comune

Livello successivo

Le otto cose che hai in mano, e che un mese fa non avevi
  • La frase del tuo problema, con dentro un numero contato e la fonte su cui l'hai contato
  • Uno strumento scelto dopo averne provati due sullo stesso caso vero, e la riga che dice perché
  • Da tre a cinque documenti datati, con un responsabile ciascuno — compreso *cosa non facciamo*, che prima non esisteva
  • Un prompt con tutte e sei le parti, che dà lo stesso tipo di risultato anche la centesima volta
  • La domanda di controllo che ti dice se i documenti sono stati letti davvero
  • Una bozza vera su un caso vero, con le sezioni che hai deciso tu
  • Un controllo che sta in pochi minuti, e almeno una correzione applicata al sistema invece che alla risposta
  • Una pagina che dice come si automatizzerebbe, e il giorno in calendario in cui rimisuri il numero del passo 1

Nel corso *Automazioni con l'AI* la riga «DOMANI» si costruisce davvero, con il progetto finale in otto passi.

In sintesi
  • Un sistema è quattro cose: un'attività che si ripete, informazioni scritte, una richiesta stabile e una persona che controlla
  • Si comincia da un numero contato, non da uno strumento: un errore al passo 1 si scopre al passo 7
  • I passaggi di mestiere restano tuoi. Il sistema lavora su quelli di regola, e sapere quali sono è metà del lavoro
  • Le due sezioni finali dell'uscita — da dove viene ogni numero, che cosa hai dato per scontato — sono ciò che rende il controllo possibile in pochi minuti
  • Quando trovi un errore, correggi il prompt o i documenti: correggere la risposta serve una volta sola
  • Fra OGGI e DOMANI cambia chi fa la fatica, non chi decide: «io controllo» resta al suo posto in tutte e due le righe