Cercare informazioni senza farsi ingannareGratis11 min di lettura

Quando fidarsi e quando verificare: la regola del costo dell'errore

Nicola Trani, osteria a Lecce, fa tre domande in un giorno: una da usare subito, una da controllare in un minuto, una che non doveva proprio fare all'AI. La regola che le separa sta in una frase.

Cosa saprai fare
  • Sostituire la domanda sbagliata («l'AI è affidabile?») con quella giusta («cosa mi costa se questa riga è falsa?»)
  • Classificare qualunque risposta in tre livelli di rischio in cinque secondi
  • Far marcare all'assistente stesso quali sue affermazioni richiedono una fonte primaria

«Ci si può fidare dell'intelligenza artificiale?» è una domanda a cui non esiste risposta, perché non dipende dall'AI: dipende da cosa ci fai. La stessa identica risposta può essere perfetta per una bozza di post e catastrofica dentro una fattura. Serve un criterio che si applichi in cinque secondi, prima di premere invio su qualcosa che esce dal tuo computer.

Capire

La regola è una sola e si tiene a mente facilmente: il tempo che dedichi a verificare deve essere proporzionale a quanto ti costa l'errore, non a quanto ti sembra sicura la risposta. La sicurezza con cui una frase è scritta non dice niente sulla sua correttezza: un assistente scrive con lo stesso tono pacato una ricetta e un articolo di legge inesistente.

Per assegnare il livello bastano tre domande veloci: chi la leggerà (solo io? un cliente? l'Agenzia delle Entrate?), cosa succede se è sbagliata (perdo cinque minuti? faccio una figuraccia? pago una sanzione?), si può correggere dopo (un'email si corregge, 2.000 volantini stampati no, un contratto firmato nemmeno).

LivelloCosa ti costa l'erroreEsempi tipiciQuanto verificare
1 — Nessun rischioSolo il tuo tempo, e te ne accorgi subitoBozza di un post, idee per un nome, riscrittura di un testo tuo, riassunto di una tua email, elenco di argomentiNiente. Leggi e usa: sei tu il controllo
2 — FiguracciaCredibilità davanti a una persona, un po' di lavoro da rifareEmail a un cliente, numeri in una presentazione, descrizione di un prodotto, testo di un preventivo, post pubblicoIl controllo di un minuto: numeri, date, nomi propri (lezione 4)
3 — Soldi, sanzioni, saluteDenaro, contratti, multe, sicurezza di qualcunoScadenze fiscali, aliquote, importi in fattura, norme e regolamenti, clausole contrattuali, sicurezza sul lavoro, alimenti e allergeni, questioni sanitarieFonte primaria obbligatoria e, quasi sempre, una persona competente. L'AI qui serve a preparare le domande, non a dare le risposte
I tre livelli. Impara questa tabella e hai imparato la lezione

Nota bene una cosa controintuitiva del livello 3: non ci si arriva perché l'argomento è «difficile», ma perché l'errore è caro. Chiedere che ore sono in Giappone è facile e senza conseguenze; chiedere entro quando va emessa una fattura è altrettanto facile da formulare, ma se la risposta è vecchia di due riforme paghi tu.

Vedere

Nicola Trani gestisce l'«Osteria del Melograno» a Lecce: 14 tavoli dentro, 9 coperti fuori. In un martedì di agosto fa tre domande all'assistente, una dietro l'altra, con la stessa faccia. Sono tre livelli diversi.

  • «Riscrivimi la descrizione del menù degustazione in modo più caldo, quattro righe.» Livello 1. Il testo di partenza è suo, i piatti sono suoi, se non gli piace lo rifà. Verifica: zero. Lo rilegge, cambia due parole, lo pubblica. Tempo risparmiato: venti minuti.
  • «Quanto costa un dehors in legno per sei tavoli?» Livello 2. L'assistente risponde «indicativamente intorno ai 3.000 euro». Nicola chiede due preventivi veri: 4.800 e 6.200 euro. La stima era sbagliata del 60%. Non è un disastro — se ne è accorto in due telefonate — ma se l'avesse messa nel piano annuale avrebbe pianificato con un buco di 2.500 euro.
  • «Fino a che ora posso servire alcolici ai tavolini esterni?» Livello 3. La risposta arriva sicura, con un orario e un riferimento generale. Ma quell'orario dipende dall'ordinanza del suo Comune, che cambia d'estate e a volte per singola zona. Se sbaglia, la conseguenza non è una figuraccia: è una sanzione, e ripetendola la sospensione dell'attività.

Nicola non ha smesso di usare l'AI per la terza domanda. Ha smesso di usarla per avere la risposta, e ha cominciato a usarla per preparare la telefonata: quale ufficio chiamare, come si chiama il documento da chiedere, quali tre domande fare per non dover richiamare. Il centralino del Comune gli ha dato la risposta vera in undici minuti.

Facciamolo insieme

  1. Prima di scrivere la richiesta, decidi già che uso ne farai: è per te, per un cliente, o per un documento che ha valore?
  2. Fatti le tre domande: chi lo leggerà, cosa mi costa l'errore, si può correggere dopo.
  3. Assegna il livello. Se è 3, cambia obiettivo: non chiedere la risposta, chiedi la strada per arrivarci — quale ente, quale documento, quali domande fare.
  4. Nella richiesta, chiedi all'assistente di classificare da solo le proprie affermazioni: quali sono stabili, quali cambiano nel tempo, quali richiedono una fonte primaria.
  5. Chiedi anche il nome dell'ente o del documento da consultare per ciascuna: è la parte che ti fa risparmiare mezz'ora di ricerche.
  6. Verifica solo quello che è finito nella colonna del livello 3. Il resto lo usi così com'è.
La richiesta di Nicola, compilata sul suo caso
Gestisco un'osteria a Lecce, 14 coperti interni e 9 esterni, sono io il titolare e non ho un ufficio amministrativo.

Devo capire tre cose:
1. fino a che ora posso somministrare alcolici ai tavolini esterni;
2. se per i tavolini esterni serve un'autorizzazione diversa da quella che ho già per il locale;
3. se posso tenere la musica di sottofondo all'aperto e con quali limiti.

Non voglio che tu risponda a queste domande come se fossero certe. Voglio invece che tu me le organizzi così, in una tabella:
- la domanda;
- cosa vale in generale in Italia, se qualcosa vale in generale;
- che cosa dipende dal Comune o dalla Regione e quindi tu non puoi sapere;
- quale ente devo contattare e come si chiama esattamente il documento o il regolamento da chiedere;
- quanto mi costa sbagliare (basso, medio, alto) e perché.

Dopo la tabella scrivimi le domande esatte da fare al telefono all'ufficio giusto, in modo che io non debba richiamare una seconda volta. Se su un punto non sei sicuro, scrivilo apertamente invece di darmi un orario o un numero.

Perché ha funzionato

La mossa decisiva è nella riga «non voglio che tu risponda come se fossero certe». Ha cambiato il compito: da «dammi la norma» — cioè ricordare, il compito in cui l'AI è più debole — a «organizza il problema e dimmi dove sta l'incertezza», che è invece un compito di struttura, dove è forte davvero.

Pezzo della richiestaChe cosa ha prodotto
«14 coperti interni e 9 esterni», «non ho un ufficio amministrativo»Ha calibrato le risposte su una micro-impresa invece che su una catena con un legale interno
La colonna «cosa dipende dal Comune»Ha costretto l'assistente a separare ciò che sa da ciò che non può sapere: è la colonna che ha salvato Nicola
«Come si chiama esattamente il documento da chiedere»Ha prodotto il nome giusto da pronunciare al telefono, che è il vero collo di bottiglia quando chiami un ufficio
«Quanto mi costa sbagliare»Ha ordinato le tre domande per urgenza: Nicola ha verificato prima quella con la sanzione, non quella con la musica
«Le domande esatte da fare al telefono»Ha trasformato una ricerca in una chiamata di undici minuti con una risposta certa in mano
Esercizio

Prova tu — classifica cinque richieste che hai già fatto

Obiettivo: Scoprire quante delle tue richieste sono di livello 3 senza che tu te ne sia accorto.

  1. Apri la cronologia delle tue conversazioni con l'assistente e prendi le ultime cinque richieste vere di lavoro.
  2. Per ognuna scrivi su un foglio: chi l'ha letta, cosa sarebbe successo se la risposta fosse stata falsa, se si poteva correggere dopo.
  3. Assegna il livello 1, 2 o 3.
  4. Per quelle che risultano di livello 3, segna se le avevi verificate su una fonte primaria oppure no.
  5. Riscrivi una delle richieste di livello 3 nella forma «organizza il problema e dimmi dove devo verificare» e confronta i due risultati.

💡 Un indizio quasi infallibile di livello 3: nella risposta compaiono un numero di legge, un'aliquota, una scadenza o una percentuale che finirà in un documento firmato.

Se ti blocchi, apri qui

Il risultato tipico è uno su cinque: nella maggior parte dei casi si usa l'assistente per scrivere, riassumere e ordinare — tutta roba di livello 1 e 2, dove si può correre. La sorpresa è quell'unica richiesta di livello 3 che era passata liscia come le altre, spesso su una scadenza o un'aliquota.

La seconda cosa che salta fuori dal confronto: la versione «organizza il problema» è meno soddisfacente da leggere — non ti dà la risposta pronta — ma è l'unica utilizzabile. Ti restituisce l'elenco di chi chiamare e cosa chiedere, e nella pratica ti fa arrivare alla risposta certa più in fretta di quanto tu ci arrivi cercando da solo.

Devi ottenere questo

Alla fine dell'esercizio, sul foglio:

  • Cinque righe, una per richiesta, ognuna con quattro caselle riempite: chi l'ha letta, che cosa sarebbe successo se la risposta fosse stata falsa, se si poteva correggere dopo, il livello 1, 2 o 3
  • Una distribuzione simile a questa: tre o quattro fra livello 1 e 2, e una di livello 3. Se ti risultano tutte e cinque di livello 3 stai pesando l'argomento invece del costo dell'errore; se non ce n'è nessuna, quasi sempre hai saltato una scadenza, un'aliquota o un importo finito in un documento
  • Accanto a ogni riga di livello 3, la parola «verificata» oppure «non verificata». È la casella che fa male da guardare, ed è tutto il senso dell'esercizio
  • La richiesta di livello 3 riscritta produce una tabella a cinque colonne — la domanda, cosa vale in generale, cosa dipende dal tuo Comune o dal tuo contratto, quale ente e quale documento, quanto ti costa sbagliare — e sotto un elenco di domande già pronte per il telefono
  • In quella nuova risposta non compare nessun orario, nessuna aliquota e nessun importo dati per certi: se ce ne sono ancora, non hai cambiato il compito, hai solo cambiato le parole
Controlla
  • La tabella tiene separata la colonna «cosa vale in generale» da «cosa dipende dal tuo Comune», e finisce con il nome dell'ente da chiamare e tre domande già scritteÈ il risultato giusto: in mano hai una telefonata da fare, non una risposta da sperare. Quella telefonata costa dieci minuti e chiude la questione per davvero
  • La colonna «cosa dipende dal Comune, dalla Regione o dal contratto» è vuota, oppure dice «nulla di rilevante»Ha risposto come se sapesse tutto. Torna al passo 4 e chiedi esplicitamente l'elenco di ciò che NON può sapere: su una materia locale quella colonna vuota è il segnale che la risposta è da buttare, non che il caso è semplice
  • Ottieni comunque un orario, un'aliquota o una scadenza precisa, scritti con tono sicuro e senza indicare l'enteHai chiesto la risposta invece della strada, e sei tornato al livello 3 senza rete. Riscrivi la richiesta del passo 3 nella forma «organizza il problema e dimmi dove devo verificare», e cancella il numero che avevi ottenuto prima: tenerlo lì è peggio che non averlo
  • Cita un decreto o un articolo di legge con tanto di comma, ma senza il collegamento a una fonte ufficialeIl decreto quasi sempre esiste, l'articolo citato spesso parla d'altro. Prima di usarlo aprilo su una banca dati ufficiale dei testi vigenti — trovi il collegamento poco sopra — e se l'articolo dice un'altra cosa tratta tutta la risposta come non verificata, non solo quella riga
  • Nella tabella l'ente da contattare è generico: «il Comune», «l'ente competente», «l'ufficio preposto»Ti manca proprio la cosa che serve, cioè il nome da pronunciare al telefono. Rifai il passo 5 chiedendo l'ufficio esatto e come si chiama il documento da chiedere — regolamento, ordinanza, autorizzazione: senza quel nome ti rimbalzano da un interno all'altro
  • Hai classificato tutte e cinque le richieste come livello 1Hai guardato l'argomento e non il lettore. Rifai il passo 2 su ognuna con la domanda vera — se questa riga fosse falsa, chi se ne accorge, quando, e cosa mi costa — e vedrai che almeno una risale di livello
Il modello pronto — il classificatore di rischio
Sono {{CHI SEI E COSA FAI}}, a {{CITTÀ}}.

Devo capire: {{LE TUE DOMANDE, UNA PER RIGA}}.

Non rispondere come se fossero certezze. Organizzami il problema in una tabella con queste colonne:
- la domanda;
- cosa si può dire in generale;
- cosa dipende da {{COMUNE / REGIONE / SETTORE / CONTRATTO}} e che quindi tu non puoi sapere;
- quale ente o documento devo consultare, con il nome esatto;
- quanto mi costa sbagliare (basso, medio, alto) e perché.

Poi scrivimi le domande precise da fare a {{CHI DEVI CONTATTARE}} per chiudere la questione in una sola volta. Dove non sei sicuro, dillo apertamente invece di darmi un numero.
Usalo come secondo messaggio quando una risposta ti sembra troppo sicura, oppure come primo messaggio quando l'argomento è delicato.
In sintesi
  • La domanda giusta non è «l'AI è affidabile», è «cosa mi costa se questa riga è falsa».
  • Tre livelli: nessun rischio (usa e basta), figuraccia (controllo di un minuto), soldi e sanzioni (fonte primaria e persona competente).
  • Al livello 3 cambia il compito: non chiedere la risposta, chiedi quale ente contattare e quali domande fare.
  • Il tono sicuro di una risposta non dice niente sulla sua correttezza: è così che è costruito lo strumento.