Quando il prompt non basta
Scrivo tutto nella richiesta, allego un documento, i documenti stanno in una raccolta, l'AI va a chiedere a un altro programma. Gli stessi due minuti di Luisa Nadali risolti sui quattro gradini, con quello che ognuno compra e quello che ognuno costa.
- Riconoscere il punto esatto in cui scrivere meglio smette di servire: quando la richiesta è completa e la risposta continua a sbagliare i fatti
- Collocare un tuo lavoro su uno dei quattro gradini guardando due cose sole: dove sta oggi l'informazione che ti serve, e ogni quanto cambia
- Sapere che cosa mette in carico ogni gradino, e a chi: riscrivere, allegare, tenere aggiornata una raccolta, sorvegliare
- Decidere per tre tuoi lavori se salire o restare, sapendo che per la maggior parte il posto giusto è il secondo gradino
Capire
In otto lezioni hai imparato a riempire un foglio. Il prompt è quello: il foglio che l'assistente ha davanti nel momento in cui risponde, e tutto quello che sa in quel momento gli è arrivato da lì. Le sei caselle servono a riempirlo bene. Questa lezione fa l'altra domanda, quella che il modulo non ha ancora fatto: come ci arriva dentro la roba?
È lì che una richiesta scritta bene incontra il suo limite, e lo incontra in un modo preciso. Un prompt scritto meglio ordina, chiarisce, vincola e dà forma a quello che c'è dentro il foglio. Non fa comparire quello che non c'è. Se il listino che gli hai incollato è quello di marzo, non esiste una formulazione al mondo che gli faccia dire il prezzo di settembre — e la cosa fastidiosa è che non te lo segnalerà: risponderà con il prezzo di marzo, con la stessa sicurezza di sempre.
I modi di far entrare l'informazione in quel foglio sono quattro. Non è una scala di bravura, ed è meglio dirlo subito perché la voglia di salire per il gusto di salire costa fine settimana interi: è una scala di chi porta l'informazione e chi la tiene fresca. A ogni gradino qualcosa smette di essere un tuo problema, e qualcos'altro comincia a essere il problema di qualcuno.
- Scrivo tutto nel prompt. Risolve il problema di chi ha poche informazioni e le ha in testa: cinque importi, tre condizioni, una data. Ci stanno in dieci righe, le incolli e hai finito. *Il limite:* le riscrivi ogni volta, e soprattutto — se cambiano — te ne dimentichi. Il foglio non ha modo di sapere di essere invecchiato.
- Allego un documento. Risolve il problema di chi quell'informazione ce l'ha scritta da qualche parte: il listino, le condizioni di vendita, il capitolato, l'esportazione degli ordini. Non la ricordi più, la legge lui, e la versione è quella del file. *Il limite:* glielo devi allegare tu, ogni volta, e uno alla volta. Se ne servono tre, la conversazione si appesantisce; e se apri per sbaglio la versione vecchia, sei tornato al primo gradino senza accorgertene.
- L'AI cerca dentro una raccolta di documenti. Risolve il problema di chi ha molti documenti che cambiano: non li alleghi più, stanno lì, e alla domanda il sistema va a pescare da solo i pezzi che c'entrano. Come funzioni lo hai già visto nel modulo 2, nella lezione «Come fa a rispondere usando i TUOI documenti»: prima recupera, poi genera. Qui non lo rispieghiamo — quello che ci interessa è dove finisce. *Il limite:* qualcuno deve tenere aggiornata la raccolta, e quel qualcuno in una piccola impresa sei tu.
- L'AI usa strumenti e può agire. Risolve il problema dell'informazione che non sta scritta in nessun documento perché cambia da sola mentre tu lavori: la disponibilità a magazzino, il calendario di chi monta, lo stato di un ordine. Un documento è una fotografia; questi sono fatti vivi, e per averli qualcosa deve andarli a chiedere a un altro programma nel momento esatto in cui servono. E se glielo lasci fare, da lì può anche agire: mandare, fissare, scrivere. *Il limite:* da qui in poi si sorveglia.
Quell'ultimo limite merita mezza riga in più, perché è di un'altra natura rispetto agli altri tre. Nei primi tre gradini un errore resta sullo schermo: lo leggi, lo correggi, poi mandi. Al quarto l'errore esce di casa — l'email è partita, l'appuntamento è nel calendario, la riga è nel gestionale. È per questo che l'ultima azione, quella che tocca soldi, impegni o clienti, resta comunque a una persona.
E c'è un segnale che dice quando hai toccato il tetto del gradino su cui stai. Non è che la risposta è brutta: è che la richiesta è completa — sei caselle piene, contesto, obiettivo, dati, vincoli, formato, controllo — e la risposta continua a sbagliare i fatti. Un prezzo, una data, una condizione, una disponibilità. Sullo stile, sulla lunghezza e sull'impostazione si sale scrivendo meglio. Sui fatti no: sui fatti si sale cambiando da dove arrivano i fatti.
Più avanti nel corso incontrerai questa stessa scala guardata da un'altra parte: quanto tempo ti toglie di dosso ogni gradino e in quanti mesi si ripaga. Sono due domande diverse e servono in due momenti diversi. Quella è la domanda di chi sta decidendo se costruire qualcosa. Questa è la domanda di chi ha una richiesta davanti che continua a sbagliare e non sa più che cosa aggiungerci.
Vedere
Luisa Nadali, Arredi Nadali, Treviso, aperta dal 1998: tre in negozio più un montatore. La domanda che le arriva più spesso, al telefono e per email, è sempre la stessa e sta in due pezzi: «la stessa cucina ma con le ante in rovere invece che laccate, quanto viene — e quando me la montate?». Un problema solo, risolto quattro volte.
Primo gradino. Luisa scrive tutto nella richiesta: le cinque voci del preventivo 214 — 12.050 € IVA inclusa — e la differenza fra rovere e laccato, che sa a memoria, 1.180 € sui mobili base e pensili. Quaranta secondi e la risposta è pronta. Funziona benissimo, finché il fornitore non aggiorna il listino. Lo aggiorna due volte l'anno, a marzo e a settembre: da settembre quella differenza è 1.520 €. Luisa ha continuato a scrivere 1.180 per tre settimane, perché nella sua testa era rimasto marzo. Due preventivi partiti con 340 € in meno l'uno: 680 € regalati da un numero che non aveva più motivo di essere in una richiesta.
Secondo gradino. Smette di ricordare e allega: il listino del fornitore è un PDF di 62 pagine, sta in cartella, lo attacca alla richiesta e chiede il prezzo della variante. Dieci secondi in più e il numero non è più suo. Poi arriva la seconda metà della domanda — «e i tempi?» — che sta in un altro documento, le condizioni di consegna, quattro pagine. Allega anche quello. Poi serve il tariffario del montaggio, e sono tre. Il limite lo vede subito: allegare è un gesto che deve fare lei, ogni volta, e con tre documenti aperti la conversazione diventa lenta e ogni tanto risponde guardando quello sbagliato. E c'è la trappola silenziosa: il giorno che apre la cartella e allega la versione di marzo perché era la prima, il risultato è esattamente quello del primo gradino, sbagliato con la stessa sicurezza.
Terzo gradino. I documenti li carica una volta sola dentro una raccolta: listino del fornitore, condizioni di consegna, tariffario del montaggio, condizioni di vendita, garanzie, e le venti risposte migliori che ha scritto lei. Adesso chiede e basta: il pezzo che serve lo cerca lui, e le dice da quale documento viene. Il gesto dell'allegato sparisce, e sparisce anche il problema dei tre documenti insieme. *Il limite* arriva a ottobre: il fornitore manda il listino nuovo, nessuno lo sostituisce nella raccolta, e da quel giorno l'assistente risponde con sicurezza, cita la fonte e sbaglia. La citazione punta a un documento vero — è solo vecchio. È l'errore più difficile da vedere dei quattro, perché ha l'aspetto di una risposta verificata.
Quarto gradino. Resta la seconda metà della domanda, quella a cui nessun documento risponde: quando me la montate? Dipende da due cose che cambiano da sole — se il rovere è disponibile, che sta nel portale del fornitore, e quali giorni ha libero il montatore, che sta nel gestionale e cambia ogni volta che qualcuno prende un appuntamento. Qui non manca una riga scritta meglio: manca che qualcosa vada a chiedere. Al quarto gradino l'assistente interroga altri programmi nel momento in cui serve, e — se glielo si lascia fare — può anche scriverci dentro: fissare la data, mandare l'email, aggiungere la riga al foglio dei preventivi. *Il limite:* da qui in poi si sorveglia, perché è il primo gradino in cui un errore non aspetta che tu lo legga.
| Il gradino | Da dove arriva l'informazione | Che cosa ci guadagna Luisa | Chi se ne fa carico | Come si rompe |
|---|---|---|---|---|
| 1 — nel prompt | Dalla sua memoria, riscritta ogni volta | Zero preparazione: apre e scrive | Lei, a ogni singola richiesta | L'informazione cambia e nessuno glielo dice: 680 € in due preventivi |
| 2 — documento allegato | Da un file suo, attaccato alla richiesta | Il numero non lo ricorda più: lo legge lui, e la versione è quella del file | Lei, che deve allegare ogni volta e tenere il file aggiornato in cartella | Allega la versione vecchia, oppure ne allega tre e risponde su quello sbagliato |
| 3 — raccolta di documenti | Dai documenti caricati una volta, che il sistema pesca da solo | Sparisce il gesto dell'allegato, e le risposte dicono da dove vengono | Chi tiene aggiornata la raccolta — in negozio, ancora lei | Il documento vecchio resta dentro: risposta sicura, citata, sbagliata |
| 4 — strumenti collegati | Da altri programmi, chiesta nel momento in cui serve | Risponde anche su quello che nessun documento sa: disponibilità e calendario | Chi lo tiene in piedi, e chi sorveglia quello che fa | L'errore non resta sullo schermo: parte, si prenota, si scrive |
Guardando la tabella in verticale si vede la cosa che conta più di tutte: nessuno dei quattro gradini è gratis, e nessuno dei quattro è il migliore. Salgono insieme due curve — quello che l'assistente riesce a sapere, e quello che qualcuno deve mantenere. Il gradino giusto è quello in cui la prima curva ti basta e la seconda te la puoi permettere.
Facciamolo insieme
Adesso la stessa collocazione su tre lavori tuoi. Non serve costruire niente: serve sapere dove sei.
- Scegli tre cose che scrivi spesso e per cui, prima di scrivere, devi andare a cercare qualcosa. Se per farle non cerchi niente, quel lavoro non serve a questo esercizio: sta già bene dov'è.
- Per ognuna rispondi alla domanda che decide tutto: quale informazione ti serve, e dove sta oggi? Nella tua testa, in un file, in molti file, o in un programma che cambia da solo.
- Scrivi ogni quanto cambia quell'informazione: mai, due volte l'anno, ogni mese, ogni giorno. Attenzione, perché qui sbagliano quasi tutti: non è ogni quanto la usi, è ogni quanto diventa diversa. Un listino che consulti tutti i giorni e che il fornitore aggiorna a marzo e a settembre cambia due volte l'anno.
- Conta quante volte l'hai riscritta a mano nell'ultimo mese. Conta, non stimare: apri la cronologia dell'assistente e guarda. È il numero che dice se il primo gradino ti sta ancora bene.
- Segna il gradino di oggi, e resisti alla tentazione di segnare quello che vorresti.
- La regola per decidere dove dovresti stare è una sola: si sale di un gradino quando l'informazione non ci sta più nella tua testa, oppure cambia più in fretta di quanto tu la riscrivi. Mai perché il gradino sopra sembra più avanzato.
- Compila il modello qui sotto e fatti fare la tabella, con l'obbligo di lasciare almeno un lavoro dov'è.
- Fermati lì. Oggi il risultato è una diagnosi, non un cantiere: sapere qual è il tuo gradino vale già di più di mezza giornata passata a costruire quello sbagliato.
Ho un negozio di arredamento a Treviso, Arredi Nadali, aperto dal 1998: siamo in tre in negozio più un montatore. Vendiamo cucine componibili di fascia media, con progetto e montaggio nostri. Ho imparato a scrivere richieste complete. Adesso voglio capire una cosa diversa: per quali dei miei lavori la richiesta scritta bene BASTA, e per quali il problema non è più come chiedo ma da dove arriva l'informazione. I QUATTRO GRADINI — usa questi, non inventarne altri 1 = l'informazione la scrivo io dentro la richiesta 2 = l'informazione sta in un file mio, e il file lo allego io ogni volta 3 = i miei documenti stanno già dentro una raccolta e l'assistente ci cerca dentro da solo 4 = l'informazione non sta in nessun documento: sta in un programma che cambia da solo, e qualcosa deve andare a chiederla I MIEI TRE LAVORI — che informazione serve · dove sta oggi · ogni quanto cambia · quante volte l'ho riscritta a mano nell'ultimo mese · gradino di oggi 1) Rispondere a chi chiede il prezzo di una variante (ante in rovere invece che laccate, una misura diversa, un elettrodomestico diverso) serve: i prezzi del listino del mio fornitore dove sta: in un PDF di 62 pagine, e nella mia memoria cambia: due volte l'anno, a marzo e a settembre riscritta a mano: 9 volte nell'ultimo mese gradino di oggi: 1 2) Rispondere a «quando me la consegnate e quando me la montate» serve: i tempi di consegna del fornitore E il calendario del mio montatore dove sta: i tempi in un documento di 4 pagine; il calendario sul gestionale cambia: il documento due volte l'anno, il calendario ogni volta che qualcuno prende un appuntamento riscritta a mano: 14 volte nell'ultimo mese gradino di oggi: 1 3) Scrivere la lettera che accompagna un preventivo serve: come scrivo io e che cosa non prometto mai dove sta: nella mia testa e in due mie vecchie email cambia: mai riscritta a mano: 6 volte nell'ultimo mese, ma è sempre uguale gradino di oggi: 1 QUELLO CHE DEVI FARMI 1. Una tabella con i tre lavori: gradino di oggi, gradino consigliato, e in una riga il limite del gradino di oggi che ti fa dire di salire. 2. Se un lavoro ha bisogno di due informazioni che stanno in posti diversi, spezzalo in due righe: possono finire su gradini diversi. 3. Lascia almeno un lavoro dov'è, e scrivi perché salire non gli servirebbe. 4. Per ogni salita: che cosa smette di rompersi, che cosa comincia a dover essere tenuto aggiornato, e da chi. REGOLE - Non consigliarmi un gradino che non risolve il limite di quello dove sto: se salgo, il limite deve sparire, non cambiare nome. - Non dirmi come si costruisce niente: oggi voglio solo sapere dove sto e dove dovrei stare. - Se un'informazione cambia ogni giorno, dimmelo chiaramente, anche se la conclusione è che per adesso quel pezzo resta a mano.
TABELLA
lavoro oggi consigliato
1 prezzo di una variante 1 2
2a tempi di consegna del fornitore 1 2
2b calendario del montatore 1 4 (non adesso)
3 lettera che accompagna il preventivo 1 1 (resta)
PERCHÉ IL LAVORO 1 SALE AL GRADINO 2
Il limite del gradino 1 non è che scrivi troppo: è che quello che
scrivi invecchia senza avvisarti. Il listino cambia a marzo e a
settembre, tu lo riscrivi a memoria nove volte al mese, e la memoria
è rimasta a marzo. Allegando il PDF il numero non lo ricordi più: lo
legge lui.
smette di rompersi: il prezzo sbagliato per un listino cambiato
comincia a dover essere tenuto aggiornato: il file nella cartella
chi lo fa: tu, due volte l'anno, quando arriva la mail del fornitore
PERCHÉ HO SPEZZATO IL LAVORO 2
Le due informazioni che ti servono per rispondere «quando» stanno in
posti diversi e non si muovono alla stessa velocità.
- I tempi del fornitore sono scritti in un documento e cambiano due
volte l'anno: stesso caso del lavoro 1, gradino 2.
- Il calendario del montatore cambia ogni volta che qualcuno prende un
appuntamento. Nessun documento allegato può essere fresco quanto una
cosa che cambia ogni giorno: o qualcosa va a chiederlo al gestionale
nel momento in cui serve, o quel pezzo lo guardi tu. È un gradino 4,
e finché non c'è la data la dai tu al telefono, come fai adesso.
PERCHÉ IL LAVORO 3 RESTA DOV'È
Il tuo modo di scrivere non cambia mai e sta in dieci righe. Non c'è
niente da tenere aggiornato, quindi non c'è niente da guadagnare
salendo: un blocco di esempi salvato in una nota fa lo stesso lavoro e
non si rompe. Sei riscritture al mese di una cosa sempre uguale non
sono un problema di gradino: sono un copia e incolla.
UNA COSA CHE TI DICO ANCHE SE NON ME L'HAI CHIESTA
Sui lavori 1 e 2a, allegando i documenti, non sparisce l'errore:
cambia specie. Non sbagli più il prezzo a memoria, ma puoi allegare
il file di marzo. Tienine uno solo in cartella, con la data nel nome.Perché ha funzionato
- «Dove sta oggi l'informazione» è la domanda che ha fatto tutto il lavoro. Non «quanto tempo ci metti»: quella è una domanda diversa e altrettanto utile, e serve quando devi decidere se costruire qualcosa. Qui serve sapere da dove arriva la roba, perché è quello — e solo quello — che dice se scrivere meglio ha ancora senso.
- «Ogni quanto cambia» decide da sola quasi tutti i casi. Non è la quantità di informazione a far cadere il primo gradino: cinque importi ci stanno benissimo dentro una richiesta. È la freschezza. Cinque importi che a settembre diventano altri cinque, no.
- «Quante volte l'ho riscritta nell'ultimo mese» trasforma un'impressione in un numero. Nove volte è un fatto discutibile riga per riga; «mi capita spesso» non lo è, e sulle impressioni si prendono decisioni che poi non si difendono.
- «Spezzalo in due righe» ha prodotto la cosa più utile della risposta. Quasi nessun lavoro sta tutto su un gradino solo: quello di Luisa aveva metà della risposta in un documento fermo e metà in un gestionale che cambia ogni giorno, e senza quella riga sarebbe finito tutto sul gradino sbagliato — probabilmente il più alto, per non lasciare fuori niente.
- «Lascia almeno un lavoro dov'è» è il freno. A una domanda che chiede dove salire, la risposta più plausibile è «dappertutto», e la plausibilità qui costa fine settimana. La riga del lavoro 3 — resta, e questo è il motivo — vale quanto le altre due messe insieme.
- «Se salgo, il limite deve sparire, non cambiare nome» ha tenuto il lavoro 1 al secondo gradino invece di spingerlo al terzo. Una raccolta di documenti risolve il problema di chi ha molti documenti che cambiano spesso; Luisa ha un documento che cambia due volte l'anno. Salire al terzo gradino non le toglieva un problema: gliene dava uno nuovo da tenere aggiornato.
- «Non dirmi come si costruisce niente» ha tenuto la risposta sulla diagnosi. È l'unica parte del lavoro che si fa in mezz'ora, ed è quella che decide se le mezze giornate successive avranno senso.
Prova tu
I tuoi tre lavori sui quattro gradini
Obiettivo: Sapere, per tre cose che scrivi spesso, se il problema è ancora come chiedi o se è diventato da dove arriva l'informazione — e uscire con almeno un lavoro che resta dov'è, con scritto perché.
- Scarica la scheda qui sotto: sopra ci sono i tre lavori di Luisa già compilati con i numeri della lezione, sotto la stessa scheda vuota.
- Scegli tre cose che scrivi spesso e per cui, prima di scrivere, devi andare a cercare qualcosa.
- Per ognuna scrivi quale informazione ti serve e dove sta oggi: nella tua testa, in un file, in molti file, o in un programma che cambia da solo.
- Scrivi ogni quanto cambia quell'informazione. Ogni quanto cambia, non ogni quanto la usi.
- Conta nella cronologia dell'assistente quante volte l'hai riscritta a mano nell'ultimo mese. Conta, non stimare.
- Segna il gradino di oggi per ognuna, poi incolla la scheda nel modello qui sotto e fatti fare la tabella, gli spezzamenti e la riga «questo resta dov'è».
- Sul lavoro che sale, fai una prova sola: rifai l'ultima richiesta di quel tipo portando l'informazione nel modo nuovo — quasi sempre vuol dire allegare un file che hai già — e metti i due risultati uno accanto all'altro.
💡 Se ti risultano tutti e tre al primo gradino e nessuno deve salire, guarda la colonna «ogni quanto cambia»: se c'è scritto «mai» tre volte, la risposta è giusta e hai finito in dieci minuti. Se c'è scritto «ogni mese» tre volte, quasi certamente l'hai riempita con quanto spesso usi l'informazione.
Se ti blocchi, apri qui
Tre cose succedono quasi sempre, e nessuna delle tre è quella che ci si aspetta.
- Almeno un lavoro sta al primo gradino e ci sta bene. Quando l'informazione non cambia mai e ci sta in dieci righe, scriverla dentro la richiesta non è arretratezza: è il posto giusto, costa zero e non si rompe. Il caso tipico è il proprio modo di scrivere — che è informazione, ed è ferma.
- Almeno un lavoro si spezza in due. È la scoperta che rende l'esercizio: la stessa domanda del cliente ha metà risposta in un documento e metà in qualcosa che cambia da solo, e le due metà non stanno sullo stesso gradino. Chi non spezza finisce per collocare tutto il lavoro sul gradino della metà più difficile, cioè per rimandare anche la parte che poteva sistemare oggi.
- La salita che esce è quasi sempre dal primo al secondo gradino, cioè allegare un file che hai già in cartella. Non è poco: è il salto che toglie di mezzo l'errore più costoso, quello del numero ricordato bene ma vecchio.
Se invece ti esce che tutti e tre devono arrivare al terzo o al quarto gradino, torna alla colonna «ogni quanto cambia»: quasi sempre l'hai riempita con quanto spesso usi l'informazione invece che con quanto spesso l'informazione diventa diversa. Sono due numeri diversi, e solo il secondo decide il gradino.
- nadali-scheda-quattro-gradini.txt7 KBSi apre con qualsiasi editor di testo. Negozio, cliente e importi sono di fantasia: è un file didattico.
L'esercizio non produce un testo: produce una collocazione. Alla fine hai davanti cinque cose.
- una scheda con tre lavori e, per ognuno, le quattro risposte compilate: quale informazione serve, dove sta oggi, ogni quanto cambia, quante volte l'hai riscritta nell'ultimo mese
- nella colonna «ogni quanto cambia», almeno un valore diverso dagli altri due. Se hai scritto tre volte la stessa cosa, quasi sempre hai risposto alla domanda «ogni quanto la uso», che è un'altra domanda
- almeno un lavoro spezzato in due righe, perché le due informazioni che ti servono per farlo stanno in posti che non si muovono alla stessa velocità
- almeno un lavoro che resta dov'è, con scritto accanto perché salire non gli servirebbe. È la riga che vale di più di tutta la scheda
- per ogni salita, il limite che sparisce, scritto in mezza riga: «non riscrivo più a memoria un numero che cambia due volte l'anno». Se non riesci a scriverlo, quella salita non serve a niente
- Ti esce almeno un lavoro che sale di un gradino, almeno uno che resta dov'è, e per ognuno sai dire in mezza riga il limite che sparisceÈ il risultato giusto, ed è una diagnosi, non un cantiere. Fai il passo 7 dell'esercizio sul lavoro che sale: rifai l'ultima richiesta di quel tipo portando l'informazione nel modo nuovo. La differenza che vedrai è quasi sempre sui fatti — un prezzo giusto invece di uno ricordato — non sullo stile
- Ti escono tre salite su tre e nessun lavoro resta dov'èManca il vincolo. Torna al punto 3 di «quello che devi farmi» nel modello e rimetti «lascia almeno un lavoro dov'è, e scrivi perché salire non gli servirebbe»: a una domanda che chiede dove salire, la risposta più plausibile è «dappertutto», e qui la plausibilità non serve a niente
- Ti viene consigliata una raccolta di documenti per un lavoro in cui il documento è uno solo e cambia due volte l'annoIl limite non è sparito, ha cambiato nome: prima dovevi ricordare un numero, adesso devi tenere aggiornata una raccolta. Rimetti la regola del modello — «se salgo, il limite deve sparire, non cambiare nome» — e rilancia. Un documento solo che cambia due volte l'anno si allega: è il secondo gradino, ed è dove sta bene la maggior parte dei lavori
- Tutti e tre i lavori hanno «ogni mese» o «ogni giorno» nella colonna «ogni quanto cambia»Hai risposto alla domanda sbagliata: quella colonna non dice ogni quanto usi l'informazione, dice ogni quanto l'informazione diventa diversa. Torna al passo 4 dell'esercizio — il tuo listino cambia due volte l'anno anche se lo consulti tutti i giorni
- Alla domanda «dove sta l'informazione» non hai saputo rispondere e hai scritto «un po' dappertutto»Non è una risposta vaga: è già la diagnosi. Torna al passo 3 dell'esercizio e conta i posti veri, uno per uno — l'email del fornitore, la cartella condivisa, il gestionale, la tua testa. Se sono più di tre e cambiano spesso, quello è l'unico caso in cui il terzo gradino serve davvero
- Il lavoro che ti esce da far salire è quello che fai due volte l'anno e ti pesa di piùHai messo in scheda il lavoro che ti dà fastidio, non quello per cui vai a cercare la stessa informazione ogni settimana. Torna al passo 2 dell'esercizio e riscegli guardando il numero che hai contato al passo 5: qui non si sale per fatica, si sale per quante volte sei andato a riprendere la stessa cosa
- Hai tutte e sei le caselle piene e la risposta continua a sbagliare un prezzo, una data o una condizioneNon è più un problema di prompt, e riscriverlo per la quarta volta non lo risolve: è il foglio. Passo 3 dell'esercizio — guarda dove sta oggi quell'informazione. Se sta nella tua testa e nel frattempo è cambiata, non esiste un vincolo scritto meglio che la faccia comparire
Il modello pronto
Ho {{ATTIVITÀ}} a {{CITTÀ}}, {{IN QUANTI SIETE}}.
Ho imparato a scrivere richieste complete. Adesso voglio capire per quali dei miei lavori la richiesta scritta bene BASTA, e per quali il problema non è più come chiedo ma da dove arriva l'informazione.
I QUATTRO GRADINI — usa questi, non inventarne altri
1 = l'informazione la scrivo io dentro la richiesta
2 = l'informazione sta in un file mio, e il file lo allego io ogni volta
3 = i miei documenti stanno già dentro una raccolta e l'assistente ci cerca dentro da solo
4 = l'informazione non sta in nessun documento: sta in un programma che cambia da solo, e qualcosa deve andare a chiederla
I MIEI TRE LAVORI — che informazione serve · dove sta oggi · ogni quanto cambia · quante volte l'ho riscritta a mano nell'ultimo mese · gradino di oggi
1) {{LAVORO 1}}
serve: {{QUALE INFORMAZIONE}}
dove sta: {{NELLA MIA TESTA / IN UN FILE / IN PIÙ FILE / IN UN PROGRAMMA CHE CAMBIA DA SOLO}}
cambia: {{MAI / DUE VOLTE L'ANNO / OGNI MESE / OGNI GIORNO}}
riscritta a mano: {{QUANTE VOLTE}} nell'ultimo mese
gradino di oggi: {{1, 2, 3 O 4}}
2) {{LAVORO 2}}
serve: {{QUALE INFORMAZIONE}}
dove sta: {{DOVE}}
cambia: {{OGNI QUANTO}}
riscritta a mano: {{QUANTE VOLTE}} nell'ultimo mese
gradino di oggi: {{1, 2, 3 O 4}}
3) {{LAVORO 3}}
serve: {{QUALE INFORMAZIONE}}
dove sta: {{DOVE}}
cambia: {{OGNI QUANTO}}
riscritta a mano: {{QUANTE VOLTE}} nell'ultimo mese
gradino di oggi: {{1, 2, 3 O 4}}
QUELLO CHE DEVI FARMI
1. Una tabella con i tre lavori: gradino di oggi, gradino consigliato, e in una riga il limite del gradino di oggi che ti fa dire di salire.
2. Se un lavoro ha bisogno di due informazioni che stanno in posti diversi, spezzalo in due righe: possono finire su gradini diversi.
3. Lascia almeno un lavoro dov'è, e scrivi perché salire non gli servirebbe.
4. Per ogni salita: che cosa smette di rompersi, che cosa comincia a dover essere tenuto aggiornato, e da chi.
REGOLE
- Non consigliarmi un gradino che non risolve il limite di quello dove sto: se salgo, il limite deve sparire, non cambiare nome.
- Non dirmi come si costruisce niente: oggi voglio solo sapere dove sto e dove dovrei stare.
- Se un'informazione cambia ogni giorno, dimmelo chiaramente, anche se la conclusione è che per adesso quel pezzo resta a mano.Errore comune
Livello successivo
Riconoscere il gradino è il lavoro di questa lezione; costruire il terzo e il quarto — la raccolta che si aggiorna, l'automazione che parte da sola, l'agente e il suo mandato — è il lavoro del corso «Automazioni con l'AI» dell'abbonamento, che è fatto per quello.
- Il prompt è un foglio: tutto quello che l'assistente sa in quel momento gli è arrivato lì dentro, e scriverlo meglio non ci fa comparire niente di nuovo.
- Quattro gradini, e cambia solo chi porta l'informazione: la scrivi tu · la alleghi tu · sta in una raccolta · qualcosa va a chiederla a un altro programma.
- Non è la quantità di informazione a far cadere il primo gradino: è la freschezza. Cinque importi ci stanno; cinque importi che a settembre ne diventano altri cinque, no.
- Ogni gradino compra qualcosa e mette in carico qualcosa a qualcuno: riscrivere, allegare, tenere aggiornata la raccolta, sorvegliare.
- Per moltissimi lavori il posto giusto è il secondo gradino — allegare il file invece di ricordarlo — e restarci non è arretratezza.
- Se sbaglia lo stile, riscrivi il prompt. Se sbaglia i fatti, cambia da dove arrivano i fatti.