Capire davvero l'intelligenza artificialeGratis14 min di lettura

La stessa domanda in tre modi: l'esercizio che chiude il modulo

Un negozio di filati di Cagliari con 9.400 euro di magazzino fermo fa la stessa domanda tre volte. Tre risposte incomparabili, e la spiegazione riga per riga di che cosa le ha rese diverse.

Cosa saprai fare
  • Vedere su un caso solo come cambia la risposta al cambiare della richiesta
  • Riconoscere i sei ingredienti che trasformano una domanda generica in una richiesta di lavoro
  • Costruire la tua versione «livello 3» della domanda che fai più spesso

Capire

Le sei lezioni precedenti si riassumono in una frase: la risposta è una funzione della richiesta. Non della bravura dello strumento, non del piano che hai, non della fortuna. Se la richiesta contiene solo parole generiche, la risposta sarà la media di quello che è stato scritto al mondo su quell'argomento — che è una risposta vera per tutti e utile a nessuno. Se contiene i tuoi numeri, la risposta parlerà dei tuoi numeri.

Questa lezione è un esercizio, non una spiegazione. Faremo la stessa domanda tre volte, a tre livelli, e guarderemo che cosa cambia. È l'unico modo per cui la lezione si attacca: leggerlo non basta, va visto succedere sul tuo schermo.

Vedere

Beatrice Contu ha un negozio di filati e merceria a Cagliari, Il Filo di Lana, 62 metri quadri. In magazzino ha 9.400 euro di merce ferma da più di un anno, quasi tutta lana pesante di due stagioni fa. Ha una lista WhatsApp di 380 clienti, quasi tutte donne fra i 40 e i 70 anni, e fa due corsi di maglia al mese con otto posti l'uno, sempre pieni. La domanda che ha in testa è sempre la stessa: come faccio a vendere di più?

Livello 1 — la domanda nuda

Primo modo
Come faccio a vendere di più nel mio negozio?
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Ecco alcune strategie efficaci per aumentare le vendite:
1. Cura l'esperienza in negozio: la disposizione dei prodotti influisce
   fino al 30% sulle decisioni d'acquisto
2. Sfrutta i social media per aumentare la visibilità del punto vendita
3. Crea un programma fedeltà per incentivare gli acquisti ripetuti
4. Organizza eventi ed iniziative per attirare nuovo pubblico
5. Offri promozioni mirate nei periodi di bassa stagione
[...]
La risposta, accorciata

Non è sbagliato. È inutilizzabile: vale per una merceria, per un ferramenta e per una gelateria, e questo è esattamente il problema. Beatrice le sapeva già tutte e nessuna le dice che cosa fare lunedì mattina con la lana del 2024.

Livello 2 — con contesto e ruolo

Secondo modo
Ho un negozio di filati e merceria a Cagliari, 62 mq, clientela femminile fra i 40 e i 70 anni. Ho parecchia lana invenduta delle scorse stagioni. Faccio anche corsi di maglia.

Come posso aumentare le vendite? Dammi consigli pratici, non teoria.
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Per un negozio di filati con corsi attivi, tre direzioni concrete:

1. Collega i corsi al magazzino fermo: progetta un corso il cui
   progetto finale usi proprio i filati invenduti, includendo il
   gomitolo nel prezzo del corso.
2. Crea kit di progetto: filato + ferri + schema in confezione unica,
   a prezzo pieno. I kit vendono meglio del filato sfuso perché
   tolgono l'incertezza "quanti gomitoli mi servono?".
3. Usa la lista WhatsApp per un'offerta a scadenza breve sulle
   giacenze, con foto del progetto realizzato e non del gomitolo.
[...]
La risposta, accorciata

Qui è già successo qualcosa. Il consiglio numero 1 è un'idea vera, che Beatrice non aveva avuto, e nasce solo dall'aver messo nella stessa frase «lana invenduta» e «corsi di maglia». Ma manca ancora tutto quello che serve per eseguirla: quali filati, quanti, a che prezzo, in che ordine.

Livello 3 — con i numeri, il formato e il permesso di non sapere

Questa è la versione che ha prodotto qualcosa di eseguibile. È lunga: sono tre minuti di scrittura, una volta sola.

Facciamolo insieme

  1. Apri tre conversazioni nuove nello stesso assistente. Nuove davvero: se le fai di seguito nella stessa, la seconda risposta è influenzata dalla prima e l'esercizio non funziona.
  2. Nella prima, scrivi la tua domanda come ti verrebbe di dirla a un conoscente. Nient'altro. Salva la risposta.
  3. Nella seconda, aggiungi il contesto: che lavoro fai, dove, com'è fatta la tua clientela, che cosa hai già provato.
  4. Nella terza, aggiungi i sei ingredienti: contesto, i tuoi numeri veri, il vincolo (tempo, soldi, persone), il formato dell'output, il permesso di non sapere, la richiesta di dirti che cosa manca.
  5. Metti le tre risposte in tre colonne su un foglio e leggile insieme. La differenza fra la prima e la terza è la misura di quanto vale saper scrivere una richiesta.
  6. Tieni la terza: da domani è il tuo modello per quella domanda.
Terzo modo — la richiesta di Beatrice, compilata con i suoi numeri
Ho un negozio di filati e merceria a Cagliari, Il Filo di Lana, 62 mq in una via di passaggio, aperto da nove anni. Lavoro da sola, con mia sorella il sabato.

I miei numeri veri:
- magazzino fermo da oltre un anno: 9.400 € di valore di acquisto, per l'80% lana pesante invernale di due stagioni fa
- lista WhatsApp: 380 contatti, quasi tutte donne fra i 40 e i 70 anni, aperture alte
- corsi di maglia: 2 al mese, 8 posti ciascuno, sempre pieni, 45 € a persona per 4 incontri
- scontrino medio in negozio: 23 €
- margine medio sul filato: circa il 45%
- tempo che posso dedicarci: 3 ore a settimana, non di più
- soldi che posso investire: 300 €, non di più

Obiettivo: liberare almeno metà del magazzino fermo entro tre mesi senza svendere sotto costo e senza svalutare il negozio agli occhi delle clienti che pagano prezzo pieno.

Cosa mi serve:
1. tre iniziative diverse fra loro, non tre versioni della stessa
2. per ciascuna: che cosa faccio nella prima settimana, quanto mi costa in euro e in ore, quanto magazzino libera se va bene e quanto se va male
3. per ciascuna: il rischio principale, scritto senza addolcirlo
4. quale delle tre faresti per prima con i miei vincoli di 3 ore e 300 €

Regole:
- non propormi cose che richiedono più di 3 ore a settimana o più di 300 €
- non inventare dati sul mercato dei filati o percentuali di conversione: se ti serve un dato che non ti ho dato, chiedimelo invece di stimarlo
- alla fine elencami le informazioni che ti servirebbero e che non ti ho dato
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INIZIATIVA 1 — Il corso che consuma il magazzino
Prima settimana: scegli 3 filati fra le giacenze che stiano bene
insieme; realizza tu il campione del progetto (una copertina a
quadri); fotografa il campione finito, non i gomitoli; annuncia il
corso in lista WhatsApp con posti limitati.
Costo: 0 € di materiale (usi le giacenze) + circa 4 ore una tantum
per il campione, poi 2 ore per corso.
Se va bene: 8 iscritti x 6 gomitoli = 48 gomitoli, circa 380 € di
magazzino liberato per edizione, e incassi 360 € di quote.
Se va male: 3 iscritti, 140 € di magazzino, corso comunque in pari.
Rischio principale: consumi le TUE 3 ore settimanali quasi tutte qui.
Se il campione ti prende più di 4 ore, salta l'iniziativa 2.

[...]

QUALE FAREI PER PRIMA
La 1, ma solo perché il costo in euro è zero e il rischio è di tempo,
non di denaro. Con 300 € disponibili non spenderne nessuno al primo
tentativo è la scelta prudente.

INFORMAZIONI CHE MI SERVIREBBERO E CHE NON MI HAI DATO
- quanti gomitoli sono, non solo il valore in euro: 9.400 € possono
  essere 400 gomitoli o 1.200, e cambia tutto
- se le giacenze sono di pochi colori o di tanti colori spaiati
- quante delle 380 clienti hanno già fatto un corso con te
La risposta, accorciata alla prima iniziativa e alla coda

Perché ha funzionato

Ogni pezzo del terzo prompt ha prodotto una parte precisa della risposta. È la mappa da tenere sott'occhio quando scrivi le tue.

IngredienteChe cosa ha prodotto nella risposta
Il contesto (chi sei, dove, da quanto)Ha eliminato i consigli da catena di negozi e da e-commerce
I numeri veri (9.400 €, 380 contatti, 45 €, 45%)Ha prodotto il calcolo «48 gomitoli, 380 € liberati»: senza numeri in ingresso non escono numeri in uscita
Il vincolo (3 ore, 300 €)Ha tenuto fuori le idee irrealizzabili e ha generato l'avvertimento «se il campione ti prende più di 4 ore, salta la 2»
Il formato richiesto (costo, se va bene, se va male, rischio)Ha reso le tre iniziative confrontabili fra loro invece che tre paragrafi di entusiasmo
Il permesso di non sapere («chiedimelo invece di stimarlo»)Ha impedito le percentuali di conversione inventate che al livello 1 sarebbero arrivate
La richiesta finale delle informazioni mancantiHa prodotto la domanda sui gomitoli, che è la cosa più utile di tutta la risposta

Guarda l'ultima riga: la parte più preziosa non è un consiglio, è una domanda. Beatrice ha scoperto che ragionava sul magazzino in euro quando avrebbe dovuto ragionarci in gomitoli, e nessuno strumento gliel'avrebbe fatto notare se non gliel'avesse chiesto esplicitamente.

Esercizio

Prova tu: la tua domanda, tre volte

Obiettivo: Avere sul tuo schermo, in dodici minuti, tre risposte alla stessa tua domanda e capire con i tuoi occhi che cosa le rende diverse.

  1. Scrivi la domanda che ti fai più spesso sul lavoro, quella vera, in una riga.
  2. Livello 1: mandala così com'è, in una conversazione nuova. Salva la risposta senza giudicarla.
  3. Livello 2: in un'altra conversazione nuova, premetti tre righe di contesto — che lavoro fai, dove, com'è la tua clientela — e rifai la stessa domanda.
  4. Livello 3: in una terza conversazione, aggiungi i sei ingredienti della tabella qui sopra. I numeri veri prendili dalle carte, non a memoria: è il passaggio che fa la differenza e anche l'unico che costa fatica.
  5. Metti le tre risposte affiancate e conta, nella prima, quante frasi potresti dire a chiunque faccia un lavoro diverso dal tuo.
  6. Salva il livello 3 in un file di testo. Quello è il tuo modello: la prossima volta cambi i numeri e lo rimandi.

💡 Se il livello 3 ti sembra troppo lungo da scrivere, cronometralo: sono in genere fra i due e i quattro minuti, una volta sola, contro le ore che passi a rifare la stessa domanda in modo generico.

Se ti blocchi, apri qui

Il risultato tipico è questo. Il livello 1 produce da cinque a otto consigli, tutti veri e tutti trasferibili a qualunque attività: è la media di internet. Il livello 2 produce due o tre idee, di cui una interessante — quasi sempre nasce dall'incrocio di due elementi del tuo contesto che avevi messo nella stessa frase senza pensarci.

Il livello 3 produce meno idee ma con dentro i tuoi numeri, e soprattutto produce due cose che gli altri due livelli non producono mai: il caso in cui va male, e l'elenco di quello che manca. Sono le due cose che ti servono per decidere davvero — e sono le due che devi chiedere esplicitamente, perché nessun assistente le aggiunge di sua iniziativa.

Il modello pronto — la richiesta di livello 3, in sei caselle
Ho {{ATTIVITÀ}} a {{CITTÀ}}, {{DA QUANTO}}. {{CHI CI LAVORA}}.

I miei numeri veri:
- {{NUMERO 1: il dato che descrive il problema}}
- {{NUMERO 2: il tuo canale o la tua clientela, in cifre}}
- {{NUMERO 3: prezzo medio, margine, o quello che conta da te}}
- tempo che posso dedicarci: {{ORE}} a settimana, non di più
- soldi che posso investire: {{EURO}}, non di più

Obiettivo: {{RISULTATO MISURABILE}} entro {{QUANDO}}, senza {{QUELLO CHE NON VUOI SACRIFICARE}}.

Cosa mi serve:
1. tre {{PROPOSTE/OPZIONI/SOLUZIONI}} diverse fra loro, non tre versioni della stessa
2. per ciascuna: primo passo, costo in euro e in ore, risultato se va bene e se va male
3. per ciascuna: il rischio principale, scritto senza addolcirlo
4. quale faresti per prima con i miei vincoli

Regole:
- non propormi cose fuori dai vincoli di tempo e di spesa qui sopra
- non inventare dati di mercato o percentuali: se ti serve un dato che non ti ho dato, chiedimelo invece di stimarlo
- alla fine elencami le informazioni che ti servirebbero e che non ti ho dato
I sei ingredienti di una richiesta che funziona
  • Contesto: chi sei, dove lavori, com'è fatta la tua clientela
  • Numeri veri, presi dalle carte e non a memoria
  • Vincoli: quante ore hai, quanti soldi, che cosa non sei disposto a sacrificare
  • Formato dell'output: quante opzioni, con quali colonne, quanto lunghe
  • Permesso di non sapere: «se ti serve un dato che non ti ho dato, chiedimelo»
  • Richiesta finale delle informazioni mancanti
In sintesi
  • La risposta è una funzione della richiesta: la genericità in ingresso diventa genericità in uscita.
  • Il livello 1 dà la media di internet, il livello 2 la prima idea utile, il livello 3 un piano con i tuoi numeri.
  • Senza numeri in ingresso non escono numeri in uscita: è la regola più semplice e più ignorata.
  • Il caso «se va male» e l'elenco delle informazioni mancanti vanno chiesti: non arrivano mai da soli.
  • Chi conclude che «l'AI non serve nel mio lavoro» quasi sempre si è fermato al livello 1.