Verificare: l'abitudine che ti tiene fuori dai guai
Sei righe scritte per un'autofficina di Cagliari con dentro quattro informazioni che nessuno ha mai fornito, l'istruzione che le fa emergere da sole e la regola che decide quanto controllare: quanto costa se è sbagliato.
- Sapere dove guardare invece di «rileggere», che non serve quasi a niente
- Far segnalare all'assistente i buchi che ha riempito da solo, invece di scovarli tu
- Decidere quanto verificare in base a cosa costa l'errore, non alla lunghezza del testo
Capire
Chi si mette nei guai con l'AI non è chi la usa male: è chi non controlla. E «controllare» non vuol dire rileggere. Rileggere non serve quasi a niente, perché un testo sbagliato scritto bene si legge benissimo: è proprio questa la trappola. Serve sapere dove guardare, e sono cinque posti sempre gli stessi.
- Numeri: importi, percentuali, scadenze, misure. Sono la cosa che sbaglia più spesso e la più costosa.
- Nomi propri: persone, aziende, prodotti, leggi. Vengono confusi o inventati con grande naturalezza.
- Citazioni e fonti: se non hai il documento davanti, consideralo inesistente finché non lo apri.
- Affermazioni troppo nette: «è sempre obbligatorio», «non è mai consentito». La realtà ha quasi sempre eccezioni.
- Ciò che ti fa comodo: la risposta che conferma esattamente quello che speravi merita un controllo in più, non uno in meno.
Poi c'è la seconda metà dell'abitudine, quella che la rende sostenibile: non tutto va verificato con lo stesso rigore. Il criterio è uno solo — quanto costa se è sbagliato?
| Se è sbagliato… | Quanto verificare | Esempi |
|---|---|---|
| Lo legge solo un tuo collega | Una riletta e via | Appunti di riunione, promemoria interni |
| Lo legge un cliente | Tutti i numeri e tutti i nomi propri, alla fonte | Messaggi di consegna, preventivi, annunci, post |
| Ci sono soldi o impegni dentro | Verifica documento alla mano, riga per riga | Importi, scadenze, penali, condizioni di pagamento |
| Riguarda norme, salute, sicurezza, diritto | Serve una persona che risponde di quello che dice | Contratti da firmare, adempimenti, perizie |
Vedere
Marco Serra ha un'autofficina a Cagliari. Chiede un messaggio da mandare a una cliente per dirle che l'auto è pronta. Dà tre informazioni: tagliando fatto, pastiglie anteriori sostituite perché al limite, l'auto è la Panda della signora Piras.
Buongiorno sig.ra Piras,
la sua Panda è pronta. Come le avevo anticipato al telefono, oltre al
tagliando abbiamo sostituito le pastiglie anteriori, ormai al limite.
Considerato che l'auto ha superato i 120.000 km, le consiglio di
programmare entro l'anno anche la cinghia di distribuzione, che va
sostituita ogni 120.000 km o 6 anni.
Il totale è di 340 euro IVA inclusa, come da preventivo.
La aspettiamo in officina fino alle 19.Quattro cose che Marco non ha mai detto: la telefonata (mai avvenuta), il chilometraggio, l'intervallo della cinghia e il totale di 340 euro — il preventivo era 312. Più l'orario, che è 18:30 e non 19. Nessuna è un errore di scrittura: sono buchi riempiti con quello che di solito ci sta scritto. Se Marco lo manda com'è, la signora Piras arriva alle 18:45 con 340 euro in mano e il ricordo di una telefonata che non c'è stata.
Facciamolo insieme
- Prima di leggere il testo prodotto, torna alla tua richiesta e conta le informazioni che hai dato: qui sono tre.
- Rileggi il testo con quella lista accanto e segna ogni affermazione che non deriva da una delle tre. Fallo una volta sola, per capire il meccanismo.
- Da qui in poi non correggere a mano: rifallo produrre con l'istruzione delle parentesi quadre, che sposta il lavoro dallo scovare al riempire.
- Riempi le parentesi quadre con i dati veri, presi dal documento e non dalla memoria: il preventivo dice 312, non «trecento e qualcosa».
- Applica la regola delle conseguenze: questo messaggio lo legge un cliente e contiene un importo, quindi si controllano tutti i numeri e tutti i nomi propri, alla fonte.
Riscrivi il messaggio usando solo i dati che ti ho dato io, che sono tre: tagliando eseguito, pastiglie dei freni anteriori sostituite perché al limite, l'auto è la Panda della signora Piras. Se per rendere il messaggio sensato ti serve un'informazione che non ti ho dato, non inventarla: scrivila fra parentesi quadre in MAIUSCOLO, così: [TOTALE DA CONFERMARE]. Non aggiungere consigli su altri interventi: non te ne ho parlato. Alla fine, sotto il titolo DA VERIFICARE, elenca tutte le informazioni che ti mancano e che devo darti io.
Buongiorno sig.ra Piras,
la sua Panda è pronta. Oltre al tagliando abbiamo sostituito le pastiglie
dei freni anteriori: erano al limite.
Il totale è [IMPORTO DA CONFERMARE], come da preventivo.
Può passare a ritirarla entro le [ORARIO DI CHIUSURA].
DA VERIFICARE
- importo totale: non me l'hai indicato
- orario di chiusura di oggi: non me l'hai indicato
- se vuoi consigliare altri interventi dimmi quali: non ne ho notiziaDue parentesi quadre da riempire in dieci secondi, contro quattro invenzioni da scovare dentro un testo che si legge benissimo.
Perché ha funzionato
| Il pezzo dell'istruzione | Cosa ha prodotto |
|---|---|
| «Usando solo i dati che ti ho dato io, che sono tre» | L'elenco esplicito fa da recinto: tutto ciò che sta fuori diventa visibile invece di mimetizzarsi |
| «Scrivila fra parentesi quadre in MAIUSCOLO» | I buchi diventano gialli sulla pagina. Un numero inventato ha lo stesso aspetto di uno vero, [IMPORTO DA CONFERMARE] no |
| «Non aggiungere consigli su altri interventi» | Sparisce il paragrafo sulla cinghia di distribuzione, cioè una raccomandazione tecnica non richiesta a nome dell'officina |
| «Sotto il titolo DA VERIFICARE elenca cosa ti manca» | Marco ha una lista di due voci da riempire invece di una caccia all'errore dentro sei righe |
Il ribaltamento è tutto qui: senza l'istruzione, il lavoro è trovare quello che è stato inventato, e si fallisce quasi sempre perché il testo è scritto bene. Con l'istruzione, il lavoro è riempire quello che manca, e non si può sbagliare perché le caselle sono in maiuscolo.
Prova tu
Questo paragrafo è uscito da un assistente a cui era stato chiesto di scrivere la presentazione di un'azienda per il sito. Chi lo ha chiesto aveva fornito tre informazioni in tutto: che l'azienda si chiama Termoidraulica Bassi, che è a Reggio Emilia, che fa impianti termoidraulici per abitazioni.
Termoidraulica Bassi opera da oltre vent'anni nel settore degli impianti
termoidraulici, servendo privati e aziende in tutta la provincia di Reggio
Emilia. Il nostro team di tecnici qualificati e certificati interviene
entro 24 ore su tutto il territorio, garantendo la massima
professionalità. Grazie a oltre 2.000 impianti installati e a una
clientela che ci sceglie e ci raccomanda, siamo oggi un punto di
riferimento per l'efficienza energetica domestica. Tutti i nostri
interventi sono coperti da garanzia di 5 anni.Trova tutto quello che va verificato
Obiettivo: Allenare l'occhio su un testo che si legge benissimo e che non si può pubblicare.
- Rileggi il testo qui sopra ricordando che le informazioni fornite erano tre: nome, città, tipo di attività.
- Sottolinea ogni affermazione che non deriva da quelle tre.
- Per ognuna scrivi di che tipo è: falsa, forse vera ma da confermare, oppure vera ma pericolosa da mettere per iscritto.
- Contale prima di aprire la soluzione, poi rifai produrre il paragrafo con l'istruzione delle parentesi quadre e conta quante caselle escono.
💡 Le più insidiose non sono i numeri, sono le parole che sembrano riempitivo: «certificati», «garantendo», «entro 24 ore».
Se ti blocchi, apri qui
Sono sei, una per periodo. Se ne hai trovate quattro sei già sopra la media di chi «rilegge».
- «da oltre vent'anni» — nessuno gliel'ha detto. Se l'azienda ne ha nove, è una dichiarazione falsa scritta sul proprio sito.
- «privati e aziende in tutta la provincia» — l'informazione fornita diceva «abitazioni». Il perimetro se l'è allargato da solo.
- «tecnici qualificati e certificati» — la peggiore. Le certificazioni professionali esistono, hanno registri e si controllano: scriverle senza averle non è un'imprecisione, è un problema.
- «interviene entro 24 ore» — è una promessa commerciale. Chi la legge sul sito la può pretendere.
- «oltre 2.000 impianti installati» — numero inventato di sana pianta, e verificabile da chiunque faccia due domande.
- «garanzia di 5 anni» — un impegno contrattuale nato da un'allucinazione.
Il testo non è scritto male: è scritto benissimo, ed è esattamente il motivo per cui supera il controllo di chi lo rilegge invece di verificarlo. Con l'istruzione delle parentesi quadre, lo stesso paragrafo esce con sei caselle in maiuscolo e nessuna bugia.
- Ho verificato ogni numero e ogni nome proprio, alla fonte e non a memoria
- Ho controllato che non ci siano promesse che non ho mai fatto
- Ho controllato che non ci siano frasi che non direi mai
- Ogni norma, articolo o studio citato l'ho aperto io
- Non ho incollato dati di clienti per ottenerlo
- So quanto mi costa se è sbagliato, e ho verificato di conseguenza
Sul paragrafo della Termoidraulica Bassi escono due risultati: uno tuo e uno dell'assistente.
- Sei affermazioni segnate, una per periodo: i «vent'anni», il perimetro allargato a «privati e aziende in tutta la provincia», i tecnici «certificati», l'intervento «entro 24 ore», gli «oltre 2.000 impianti», la «garanzia di 5 anni»
- Accanto a ognuna, di che tipo è: falsa, forse vera ma da confermare, oppure vera e pericolosa da mettere per iscritto. Sono tre categorie diverse e si trattano in tre modi diversi
- Poi il paragrafo rifatto produrre con l'istruzione delle parentesi quadre: nessuna di quelle sei affermazioni compare più come un fatto. O è sparita, o è diventata una casella in MAIUSCOLO — e caselle più sparizioni fanno sei
- In fondo, l'elenco DA VERIFICARE: le informazioni che l'assistente dichiara di non avere — anni di attività, certificazioni, tempi di intervento, numero di impianti, garanzia
- Il numero che conta è quante ne avevi trovate prima di aprire la soluzione. Quattro è già sopra la media; sotto le tre stai rileggendo, non verificando
- Ne hai trovate cinque o sei, e il paragrafo rifatto produrre esce con le caselle in maiuscolo e l'elenco DA VERIFICARE in fondoÈ il risultato giusto, e adesso hai il meccanismo in mano: il lavoro non è più scovare le invenzioni dentro un testo scritto bene, è riempire delle caselle che si vedono da lontano
- Ne hai trovate due o tre, e sono tutte numeriÈ il comportamento tipico di chi rilegge: le cifre saltano all'occhio, gli aggettivi no. Torna al passo 1 e rifallo al contrario — parti dalle tre informazioni fornite (nome, città, tipo di attività) e segna tutto ciò che non deriva da quelle. «Certificati», «garantendo» ed «entro 24 ore» sono le più costose e le più invisibili
- Il paragrafo rifatto produrre non ha nessuna casella: è soltanto più corto e più vagoHa tolto le affermazioni invece di dichiararle mancanti, e così non sai più che cosa dovresti aggiungere tu. Torna al passo 3 e pretendi le due cose insieme: le parentesi quadre in MAIUSCOLO dentro il testo e l'elenco DA VERIFICARE in fondo
- Le caselle ci sono, ma le hai riempite a memoriaTorna al passo 4: i dati si prendono dal documento, non dalla testa. Il preventivo dell'officina dice 312 e non «trecento e qualcosa», e la distanza fra i due numeri è esattamente il tipo di errore che stai cercando di evitare
- Gli hai chiesto «sei sicuro di quello che hai scritto?» e ti ha confermato tuttoNon è una verifica: davanti a un dubbio tende a darti ragione, quindi conferma o si corregge a caso, e in nessuno dei due casi ha controllato qualcosa. Torna al passo 3 — non si chiede conferma, si rifà produrre il testo con l'istruzione delle parentesi quadre — e poi si esce dalla conversazione e si apre il documento vero
Il modello pronto
Scrivi {{COSA DEVE SCRIVERE}} usando solo i dati che ti ho dato, che sono: {{ELENCA I TUOI DATI, UNO PER RIGA}}.
Se per completare il testo ti serve un'informazione che non ti ho dato, non inventarla e non dedurla: scrivila fra parentesi quadre in MAIUSCOLO, così: [{{ESEMPIO: IMPORTO DA CONFERMARE}}].
Non aggiungere {{CIÒ CHE NON DEVE COMPARIRE: promesse, garanzie, tempi di intervento, consigli non richiesti}}.
Alla fine, sotto il titolo DA VERIFICARE, elenca tutte le informazioni che ti mancano e che devo darti io, e separatamente le affermazioni del testo che secondo te io dovrei controllare prima di mandarlo.Errore comune
Livello successivo
- Rileggere non è verificare: un testo sbagliato scritto bene si legge benissimo.
- Cinque posti: numeri, nomi propri, fonti, affermazioni assolute, ciò che ti fa comodo.
- «Quello che non ti ho dato mettilo fra parentesi quadre in maiuscolo» sposta il lavoro dallo scovare al riempire.
- «Sei sicuro?» non è una verifica: verificare vuol dire uscire dalla conversazione e aprire il documento.
- Il rigore dipende da cosa costa l'errore, non dalla lunghezza del testo.