La libreria dei modelli: farla nascere e non farla morire
Lo Studio Marchetti, sei consulenti del lavoro ad Ancona, ha raccolto 31 prompt in un mese. Nove sono diventati modelli con scheda, caso di prova e registro delle modifiche; gli altri ventidue sono stati buttati. Dopo tre mesi quattro modelli coprono l'82% degli usi.
- Applicare la regola del terzo uso: un prompt diventa modello alla terza volta, non alla prima
- Scrivere la scheda di un modello: quando si usa, quando non si usa, criteri, caso di prova, registro
- Tenere un caso di prova con l'output atteso e rilanciarlo prima di pubblicare una versione nuova
- Far vivere i modelli in un posto solo, con un nome che dice a chi servono
- Fare la revisione da venti minuti al mese e archiviare senza pietà
Quasi tutti costruiscono la libreria nello stesso modo: una cartella con quaranta prompt salvati, che dopo tre mesi nessuno apre. Non è un problema di ordine. È che un prompt salvato senza quando si usa, senza come si riconosce che ha funzionato e senza un caso su cui riprovarlo non è un modello: è un ricordo di una cosa che una volta era andata bene.
| Prompt salvato | Modello |
|---|---|
| Il testo del prompt | Il testo + quando si usa e quando no |
| Nessun criterio | Da quattro a otto criteri verificabili |
| Si prova ogni volta da capo | Ha un caso di prova con l'output atteso |
| Nessuno sa se è ancora valido | Data dell'ultima revisione e nome di chi lo mantiene |
| Cambiato da chi capita, come capita | Registro delle modifiche, una riga per versione |
Questa lezione fa parte di PCS LAB
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