LAB finale: dal testo al sito online
Erika Pozzi arriva alla fine del corso con dodici file e 4.600 parole. Come si mette in ordine il materiale, come si scrive il brief che impedisce di aggiungere frasi non tue, come si pubblica — e le otto verifiche prima di premere il pulsante.
- Organizzare i testi del corso in una cartella con un file per pagina, e il materiale che serve accanto
- Scrivere il brief di costruzione che vieta di aggiungere frasi che non hai scritto tu, e verificarlo
- Scegliere come pubblicare sapendo che cosa fa e che cosa non fa ogni strada, PCS AI compresa
- Superare le otto verifiche prima di mandare il sito online, a partire da quella che quasi tutti saltano
Erika Pozzi arriva all'ultima lezione con dodici file di testo e 4.600 parole, messe insieme in tre settimane a sedute di quaranta minuti. La parte lenta è alle spalle. Restano un paio d'ore di lavoro che quasi tutti sbagliano allo stesso modo, cioè facendole mentre costruiscono il sito invece che prima — e poi un pomeriggio in cui il rischio non è più scrivere male: è che qualcun altro scriva al posto tuo.
Succede ogni volta che dei testi buoni finiscono dentro uno strumento che costruisce siti: qualcuno li migliora. Nel sito di Erika sono spuntate sette frasi che lei non aveva mai scritto. Una annunciava «oltre 500 clienti soddisfatti», e i clienti con contratto fisso sono 34; un'altra prometteva interventi sette giorni su sette, e il sabato lei non lavora. Erano frasi ben fatte, messe nel punto giusto, in tono con tutto il resto — ed è precisamente per questo che nessuna rilettura le avrebbe pescate. Serve un modo per farsele dichiarare, e poi qualche controllo da fare prima di premere pubblica: a cominciare da quello che costa novanta secondi e che quasi nessuno fa.
Questa lezione fa parte di PCS LAB
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