Perché l'AI da sola scrive testi che non vendono
Corrado Sironi ha chiesto la home della sua impresa con una richiesta di una riga e ha ottenuto un testo che andava bene per qualunque impresa d'Italia. Lo stesso identico compito, con tre blocchi di dati veri davanti, ha prodotto una pagina che nessun concorrente può copiare.
- Riconoscere un testo generico in dieci secondi con la prova della sostituzione del nome
- Elencare le tre cose che nessun assistente può sapere della tua attività: chi compra davvero, che cosa teme prima di firmare, quanto costa e perché
- Trasformare una richiesta di una riga in una richiesta con tre blocchi di dati veri, senza cambiare una parola del compito
- Smettere di chiedere «rendilo più accattivante» quando il problema è che mancano le informazioni
Il testo che ti torna indietro quando chiedi la home della tua attività è quasi sempre scritto meglio di come lo avresti scritto tu: nessun errore, frasi che scorrono, un elenco puntato al punto giusto. Il difetto non sta in nessuna riga, e infatti rileggendolo non si trova. Sta nel fatto che quello stesso testo, senza cambiare una parola, andrebbe bene anche per l'impresa che lavora nella via accanto — e se va bene per lei, non sta lavorando per te.
Corrado Sironi ristruttura appartamenti a Monza: 31 cantieri chiusi nel 2025, 780 €/mq, undici settimane per un 85 mq. Il suo sito, in sei mesi, gli ha portato tre richieste, due delle quali da fuori provincia. Quando ha provato a rifare i testi da solo ha ottenuto una pagina piena di passione, professionalità e soluzioni su misura, e la colpa non era di come aveva chiesto: mancava qualcosa che soltanto lui poteva mettere dentro la richiesta, e a cui non aveva mai pensato come a un'informazione.
Questa lezione fa parte di PCS LAB
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