Lo stesso assistente su Claude e su Gemini
Giacomo Bonetti ha traslocato in un pomeriggio l'assistente preventivi negli altri due contenitori, con lo stesso mandato di 61 righe e gli stessi cinque documenti. Cambia come si caricano le fonti, quanto testo reggono, come citano e come si condividono: il mandato no.
- Distinguere le tre parti di un assistente — mandato, documenti, conversazioni — e sapere quale delle tre è tua e viaggia con te
- Rifare lo stesso assistente in un secondo strumento in un pomeriggio, senza riscrivere una riga di mandato
- Scegliere il contenitore per compito con le tre domande di taratura, invece che per sentito dire
La domanda «qual è lo strumento migliore per fare un assistente?» non ha una risposta, e non perché sia difficile: perché è la domanda sbagliata. Quello che hai costruito nel modulo precedente non sta dentro uno strumento — sono 61 righe di testo in un file, e quel file si incolla dove vuoi. Il contenitore è la parte che si cambia in quaranta minuti; il mandato è la parte che ti è costata tre lezioni.
Le differenze fra un contenitore e l'altro esistono, sono reali e sono quattro — non quaranta, e nessuna delle quattro riguarda l'intelligenza. Riguardano da dove pesca i documenti, quanto testo tiene in mano, se sa dirti da quale riga viene una frase, e che cosa succede quando lo devi passare a un collaboratore. Sono le quattro cose che decidono a quale compito serve quale contenitore, ed è l'unica classifica che valga la pena di fare.
Questa lezione fa parte di PCS LAB
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