Quando un assistente non serve
Chiara Vitali ha costruito tre assistenti in un pomeriggio di gennaio. A luglio ne usava uno, undici volte a settimana. Gli altri due erano prompt salvati travestiti, e le chiedevano manutenzione in cambio di niente.
- Applicare i tre segnali che dicono se serve davvero un assistente, sapendo che devono esserci tutti e tre
- Riconoscere il costo nascosto: un assistente è una cosa da tenere aggiornata, e un documento vecchio dentro un assistente non fa rumore
- Salvare un prompt in modo che si ritrovi e si riusi, e salire di gradino solo quando il gradino di sotto non basta più
Chiara Vitali è uscita da un corso e in un pomeriggio di gennaio ha costruito tre assistenti: preventivi, post per i social, risposte alle recensioni. A luglio ne usava uno — quarantaquattro volte in un mese. Gli altri due li aveva aperti sei volte e quattro volte in sei mesi, e nel frattempo le avevano chiesto la stessa cosa che chiede un assistente vero: di essere tenuti aggiornati.
È la lezione che un corso sugli assistenti preferirebbe non scrivere, ed è esattamente per questo che c'è. Costruire non costa quasi niente: quaranta minuti. Quello che costa è che la cosa costruita resta lì, e un contenitore che nessuno apre non diventa inutile — diventa pericoloso, perché il giorno che qualcuno lo riapre risponde con la sicurezza di sempre usando il listino di due anni fa. Prima di costruire c'è una griglia di tre segnali, e devono esserci tutti e tre.
Questa lezione fa parte di PCS LAB
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