Imparare a parlare con l'AIGratis12 min di lettura

L'anatomia di un buon prompt

Le sei caselle — contesto, obiettivo, dati, vincoli, formato, controllo — messe una accanto all'altra: da «Rispondi a questo cliente» alla richiesta completa, sullo stesso preventivo da 12.050 €.

Cosa saprai fare
  • Riconoscere le sei parti di cui è fatta una richiesta che funziona
  • Compilarle tutte in novanta secondi, nell'ordine giusto
  • Guardare una risposta sbagliata e capire quale casella era vuota

Capire

Le richieste che funzionano non sono più lunghe: sono più complete. E la completezza non è un'opinione, perché le informazioni che servono sono sempre le stesse sei. Impararle a memoria costa cinque minuti e poi non serve più pensarci.

CasellaRisponde alla domandaSe la lasci vuota
ContestoChi sono io, con chi parlo, cosa è già successoScrive per un'azienda immaginaria e un cliente generico
ObiettivoCosa deve succedere dopo che qualcuno l'ha lettoTi spiega l'argomento invece di fare il lavoro
DatiCon quali numeri, testi e documentiRiempie i buchi: parentesi quadre o cifre inventate
VincoliCosa non deve fare, cosa non posso concedereRegala uno sconto del 10% che nessuno ha autorizzato
FormatoChe forma deve avere il risultatoTre paragrafi e una chiusura di cortesia, sempre
ControlloCome faccio a sapere che è tutto veroNon sai quali pezzi sono tuoi e quali inventati
L'ordine non è casuale: ogni casella ha senso solo dopo la precedente. Non si sceglie il formato di un testo di cui non hai ancora deciso l'obiettivo.

Le prime tre dicono all'assistente cosa sa. Le seconde tre gli dicono come deve consegnare. Chi salta le prime tre ottiene un testo ben scritto e inutile; chi salta le seconde tre ottiene un testo giusto che dovrà rimaneggiare per dieci minuti.

Vedere

Torniamo da Luisa Nadali e dal preventivo 214: 12.050 € IVA inclusa, la cliente Elisa Baldan che ha visto online cucine simili a 6.900 €. Ecco le due richieste una sopra l'altra.

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Rispondi a questo cliente che dice che il preventivo è alto.
Versione 1 — otto parole
CasellaNella versione da otto parole
ContestoVuota — non sa nemmeno che vendi cucine
Obiettivo«Rispondi»: un verbo che non dice cosa deve ottenere
DatiVuota — nessun importo, nessuna voce
VincoliVuota — ecco perché è arrivato lo sconto del 10%
FormatoVuota — ecco perché sono usciti quattro paragrafi di cortesia
ControlloVuota — «materiali di primissima qualità» non l'ha detto nessuno

Sei caselle vuote su sei. Adesso la stessa richiesta con le caselle compilate — e scritte in chiaro, in maiuscolo, così si vedono.

Facciamolo insieme

  1. Apri una nota vuota e scrivi le sei parole in colonna: CONTESTO, OBIETTIVO, DATI, VINCOLI, FORMATO, CONTROLLO.
  2. Contesto: chi sei, in quanti siete, chi è l'altra persona e che rapporto avete. Due o tre righe, non di più.
  3. Obiettivo: una frase sola che finisce con un risultato concreto («…e la porta in negozio sabato»), non con un argomento.
  4. Dati: incolla i numeri veri. Se stai rispondendo a qualcosa, incolla anche il testo ricevuto fra due marcatori.
  5. Vincoli: la lista dei «no». Parti da quello che correggi sempre a mano.
  6. Formato: lunghezza, struttura, firma. Se il risultato deve finire in un posto preciso (email, WhatsApp, foglio di calcolo), dillo.
  7. Controllo: «usa solo i dati che ti ho dato; se ti serve altro scrivi [DA VERIFICARE] invece di inventarlo».
  8. Rileggi solo le caselle vuote. Riempi quelle e manda.
La richiesta completa di Luisa, sulle sei caselle
CONTESTO
Ho un negozio di arredamento a Treviso, Arredi Nadali, aperto dal 1998. Siamo in tre in negozio più un montatore. Vendiamo cucine componibili di fascia media, con progetto e montaggio nostri. Elisa Baldan è arrivata dal sito a giugno, ha fatto un solo sopralluogo, è alla prima cucina della sua vita.

OBIETTIVO
Scrivere l'email che risponde alla sua obiezione sul prezzo e la porta in negozio sabato mattina con il progetto stampato davanti. Considero riuscita l'email se mi risponde dandomi un orario.

DATI
Preventivo 214 del 3 agosto, 12.050 € IVA inclusa, trasporto e montaggio compresi:
- mobili base e pensili, ante laccate opache: 5.400 €
- piano in gres da 20 mm con lavello sottopiano: 1.850 €
- cinque elettrodomestici da incasso: 3.150 €
- rilievo misure, progetto, trasporto, montaggio di due persone per due giorni: 1.400 €
- smontaggio e smaltimento della cucina vecchia: 250 €
Lei scrive di aver trovato online cucine con le stesse misure e stile simile intorno ai 6.900 €.

VINCOLI
- non offrire sconti e non lasciarne intendere: non sono autorizzata a darne
- non parlare male di chi vende online e non citare nomi di concorrenti
- non usare «comprendiamo perfettamente», «altamente qualificato», «venire incontro alle sue esigenze»
- non scusarti: non ho niente di cui scusarmi
- dalle del lei

FORMATO
- oggetto: massimo sei parole, senza punto esclamativo
- massimo 180 parole in tutto
- quattro blocchi in quest'ordine: una riga di apertura, le cinque voci con gli importi, la differenza con le cucine online, l'invito per sabato
- firma: Luisa Nadali - Arredi Nadali

CONTROLLO
Usa solo i dati che ti ho dato. Se ti serve un'informazione che non c'è, non inventarla: scrivi [DA VERIFICARE] nel testo e mettila in fondo in un elenco. Alla fine conta le parole e scrivi il numero.
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[173 parole]

DA VERIFICARE
- se le cucine online a 6.900 € includano o no gli elettrodomestici:
  non me l'hai detto, l'ho scritto in forma prudente («di solito»)
- se sabato mattina il negozio è aperto anche ad agosto
Cosa arriva in fondo alla risposta

Quelle due righe in fondo sono la casella CONTROLLO che fa il suo lavoro. La seconda ha evitato una figura: ad agosto Arredi Nadali il sabato chiude.

Perché ha funzionato

CasellaLa riga che l'ha riempitaL'effetto visibile nel testo
Contesto«è alla prima cucina della sua vita»Spiega cos'è il piano in gres invece di darlo per noto
Obiettivo«…e la porta in negozio sabato con un orario»Chiude con una domanda, non con «restiamo a disposizione»
DatiLe cinque voci con gli importiIl cuore dell'email: numeri, non aggettivi
Vincoli«non offrire sconti», «non scusarti»Il tono resta fermo e il prezzo resta 12.050
Formato«quattro blocchi, massimo 180 parole»Si legge dal telefono in trenta secondi
Controllo«se manca, scrivi [DA VERIFICARE]»Due errori intercettati prima dell'invio

Prova tu

Esercizio

Fai l'autopsia di una risposta deludente

Obiettivo: Smettere di dire «l'AI non ha capito» e iniziare a dire quale casella avevi lasciato vuota.

  1. Riprendi una risposta che ti aveva deluso, di quelle che hai buttato via.
  2. Ricopia accanto la richiesta che avevi scritto e mettici a fianco le sei caselle.
  3. Segna con una X quelle vuote. Di solito sono tre o quattro.
  4. Prendi solo la prima casella vuota in ordine (contesto, poi obiettivo, poi dati…), riempi quella e rimanda la richiesta.
  5. Guarda quanto migliora con una casella sola. Poi aggiungi le altre.

💡 Le due caselle vuote più frequenti sono Dati e Vincoli. La prima si vede dalle parentesi quadre, la seconda dalle cose che l'assistente ha promesso al posto tuo.

Se ti blocchi, apri qui

Nella grande maggioranza dei casi il salto più grosso lo dà Dati: incollare gli importi veri, il testo ricevuto, le misure. È anche la casella più noiosa da compilare, ed è esattamente per questo che viene saltata.

Se dopo aver riempito Dati la risposta è giusta ma inutilizzabile — troppo lunga, tono sbagliato, struttura da tema — allora ti mancano Formato e Vincoli, che si compilano in venti secondi. Se invece è ancora sbagliata nel merito, ti manca Obiettivo: stai dicendo di cosa parlare e non cosa ottenere.

Devi ottenere questo

Questo esercizio non produce un testo: produce una diagnosi. Alla fine hai davanti quattro cose.

  • la tua vecchia richiesta con accanto le sei caselle, e da tre a cinque segnate con la X. Se ne hai segnata una sola, non hai riletto abbastanza severamente: le richieste deludenti hanno quasi sempre metà caselle vuote
  • una seconda risposta ottenuta riempiendo una casella sola, la prima vuota in ordine — non tutte insieme. È l'unico modo per sapere quale casella pesava
  • una differenza fra le due risposte visibile a colpo d'occhio: se devi cercarla, hai riempito una casella che non era quella che mancava
  • una riga scritta da te con il nome della casella colpevole: «era vuota Dati», «era vuoto Obiettivo». Non «l'AI non aveva capito»
Controlla
  • La seconda risposta cambia in modo evidente e tu sai dire il nome della casella che l'ha cambiataÈ il risultato giusto: da qui in avanti una risposta deludente non è più un mistero, è una casella vuota. Riempi anche le altre X, una alla volta, e fermati quando smetti di vedere differenze
  • Le due risposte sono quasi identicheHai riempito una casella che vuota non era, oppure l'hai riempita di aggettivi. Torna ai passi 3 e 4 dell'esercizio: rimetti le X nell'ordine giusto — contesto, obiettivo, dati, vincoli, formato, controllo — e riparti dalla PRIMA vuota. Le prime tre dicono cosa sa, e finché ne manca una di quelle le altre non si vedono
  • Il testo andrebbe bene identico per un tuo concorrente della stessa viaLa casella Contesto è piena di parole e vuota di fatti. Torna al passo 2 di «Facciamolo insieme» e sostituisci ogni aggettivo con un numero: da quanto esisti, in quanti siete, quanto costa quello che vendi, chi è la persona a cui scrivi
  • Nel testo ci sono parentesi quadre, «[nome cliente]», o importi che non hai mai scritto tuÈ la casella Dati, passo 4 di «Facciamolo insieme»: incolla i numeri veri e il testo che hai ricevuto. Poi aggiungi la casella Controllo del passo 7, la riga che chiude il problema alla radice: «se ti serve un'informazione che non c'è, scrivi [DA VERIFICARE] invece di inventarla»
  • Il risultato è lungo il triplo del necessarioÈ la casella Formato, quella che quasi tutti dimenticano perché sembra un dettaglio estetico. Torna al passo 6 di «Facciamolo insieme» e metti una lunghezza a numero: senza un numero, la lunghezza media di tutto quello che è stato scritto è il comportamento di partenza
  • Ti spiega come si fa il lavoro invece di farloÈ la casella Obiettivo: hai scritto l'argomento al posto del risultato. Torna al passo 3 di «Facciamolo insieme» e fai finire la frase con qualcosa che dopo o è successo o non è successo — «…e la porta in negozio sabato» — non con un tema

Il modello pronto

Lo scheletro a sei caselle
CONTESTO
Ho {{ATTIVITÀ}} a {{CITTÀ}}, {{IN QUANTI SIETE}}. Scrivo a {{CHI}}, che è {{CHE RAPPORTO AVETE}}. {{COSA È GIÀ SUCCESSO}}.

OBIETTIVO
{{VERBO OPERATIVO}} {{COSA}}, per ottenere {{IL RISULTATO CONCRETO}}. Considero riuscito il lavoro se {{COME LO MISURI}}.

DATI
{{NUMERI, IMPORTI, DATE, MISURE}}
{{IL TESTO RICEVUTO, INCOLLATO FRA DUE MARCATORI}}

VINCOLI
- non {{LA COSA CHE NON PUÒ PROMETTERE}}
- non usare {{LE PAROLE CHE CORREGGI SEMPRE}}
- {{DEL LEI O DEL TU}}

FORMATO
- {{LUNGHEZZA}}
- {{STRUTTURA: quali blocchi, in quale ordine}}
- {{DOVE FINIRÀ: email, WhatsApp, foglio di calcolo, stampa}}

CONTROLLO
Usa solo i dati che ti ho dato. Se ti serve un'informazione che non c'è, scrivi [DA VERIFICARE] e mettila in fondo in un elenco.
Non serve compilarle tutte ogni volta: per un messaggio veloce bastano Contesto, Dati e Formato. Ma sapere quali stai saltando è diverso dal dimenticarle.
In sintesi
  • Contesto, obiettivo, dati, vincoli, formato, controllo: sempre queste sei, in quest'ordine.
  • Le prime tre dicono cosa sa; le seconde tre come deve consegnare.
  • Una risposta deludente non è un mistero: è una casella vuota, e si vede quale.
  • Se una riga della tua richiesta va bene anche per il tuo concorrente, non è informazione.