Imparare a parlare con l'AIGratis10 min di letturaAggiornata

Che cos'è davvero un prompt

Non è una formula magica: è l'istruzione che daresti a un collaboratore al primo giorno. Con il preventivo da 12.050 € di un negozio di arredamento di Treviso e lo sconto del 10% che nessuno aveva autorizzato.

I casi, i dialoghi e i tempi degli esempi sono materiale didattico: non sono testimonianze né risparmi garantiti. Misura e verifica il risultato sul tuo lavoro.

Cosa saprai fare
  • Smettere di cercare la parola magica e iniziare a scrivere un'istruzione di lavoro
  • Riconoscere i buchi della tua richiesta prima di leggere la risposta
  • Capire perché l'AI non ti chiede chiarimenti: li inventa
LEGGI · PROVA · VERIFICA

Un risultato da portare nel tuo lavoro

Vedere quante informazioni davi per scontate senza scriverle mai.

  1. ComprendiLeggi il metodo e il caso svolto.
  2. Metti in praticaCopia il prompt e adatta i dati.
  3. ControllaConfronta la tua prova con il risultato atteso.

10 min di lettura stimata, più il tempo per svolgere la prova. Puoi fermarti e riprendere dal prossimo titolo.

Capire

Un prompt è semplicemente il messaggio che scrivi all'assistente. La parola fa sembrare la cosa più tecnica di quello che è: non è un comando informatico, non ha una sintassi, non esistono parole segrete che sbloccano risposte migliori. È un'istruzione di lavoro, uguale a quella che daresti a una persona assunta ieri.

E qui sta l'unica differenza che conta davvero. Se dai un'istruzione incompleta a un collaboratore nuovo, lui torna indietro e ti chiede: «ma questo cliente chi è? Quanto costa? Posso fare uno sconto?». L'assistente no. Riempie ogni buco da solo, con la cosa più plausibile che ha letto in vita sua — e la scrive con la stessa sicurezza con cui scrive le cose vere.

Da qui la definizione operativa da tenere per tutto il modulo: un prompt è completo quando un collaboratore nuovo potrebbe fare il lavoro senza farti nemmeno una domanda. Tutto il resto sono dettagli di stile.

Vedere

Luisa Nadali ha un negozio di arredamento a Treviso, Arredi Nadali, aperto dal 1998: sono in tre in negozio più un montatore. Il 3 agosto ha mandato a Elisa Baldan il preventivo 214 per una cucina: 12.050 € IVA inclusa, trasporto e montaggio compresi. Due giorni dopo arriva questa risposta.

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Oggetto: Re: preventivo 214

Buongiorno Luisa,
ho riguardato con calma il preventivo. Sinceramente 12.050 euro mi
sembrano tanti: online ho trovato cucine con le stesse misure e uno stile
molto simile intorno ai 6.900. Prima di decidere vorrei capire da cosa
dipende la differenza.
Grazie,
Elisa Baldan
L'email di Elisa

Luisa apre l'assistente e scrive quello che scriverebbero quasi tutti: Rispondi a questo cliente che dice che il preventivo è alto. Otto parole. Ecco cosa ottiene.

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Gentile Cliente,

la ringraziamo per averci contattato e comprendiamo perfettamente la sua
perplessità riguardo al preventivo ricevuto.

Ci teniamo a sottolineare che i nostri prodotti sono realizzati con
materiali di primissima qualità e che il nostro staff altamente
qualificato la seguirà in ogni fase del progetto.

Volendo venire incontro alle sue esigenze, saremmo lieti di riconoscerle
uno sconto del 10% sul totale.

Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti
La risposta ricevuta

Il difetto grave non è il tono da centralino. È lo sconto del 10%: 1.205 euro che nessuno ha autorizzato, comparsi dal nulla perché nella richiesta non c'era scritto che non si possono fare. L'assistente non ha sbagliato: ha riempito un buco, come fa sempre.

Facciamolo insieme

  1. Scrivi la tua richiesta di getto, come ti viene. Non cercare di farla bene: serve solo come punto di partenza.
  2. Rileggila fingendo di essere una persona assunta ieri, che non conosce né te né i tuoi clienti.
  3. Segna ogni punto in cui quella persona ti fermerebbe per chiedere qualcosa: chi è il cliente, quanto costa, cosa posso concedere, quanto deve essere lungo.
  4. Ogni punto segnato è un buco che l'assistente riempirà da solo. Scrivi la risposta a fianco.
  5. Riscrivi la richiesta incorporando quelle risposte. Se hai raccolto meno di quattro informazioni nuove, non hai riletto abbastanza severamente.

Luisa ha fatto esattamente questo. Le sono venuti fuori sei buchi: chi è lei, chi è Elisa, cosa c'è dentro il preventivo, cosa non può concedere, cosa vuole ottenere, quanto lungo. Riscrivere le ha preso un minuto e quaranta.

La richiesta di Luisa, con i buchi riempiti
Ho un negozio di arredamento a Treviso, Arredi Nadali. Siamo in tre in negozio più un montatore. Mi chiamo Luisa Nadali.

Devo rispondere a Elisa Baldan, che ha ricevuto il preventivo 214 del 3 agosto per la cucina: 12.050 € IVA inclusa, trasporto e montaggio compresi. Mi ha scritto che le sembra alto perché online ha visto cucine simili intorno ai 6.900 €.

Dentro il preventivo ci sono:
- mobili base e pensili con ante laccate opache: 5.400 €
- piano di lavoro in gres da 20 mm con lavello sottopiano: 1.850 €
- cinque elettrodomestici da incasso: 3.150 €
- rilievo misure, progetto, trasporto e montaggio di due persone per due giorni: 1.400 €
- smontaggio e smaltimento della cucina vecchia: 250 €

Scrivi l'email di risposta.

Non offrire sconti: non sono autorizzata a darne e comunque non è quello il punto. Spiegale da cosa dipende la differenza di prezzo e proponile di passare in negozio sabato mattina, che le faccio vedere il progetto stampato.

Massimo 180 parole, dandole del lei, senza «comprendiamo perfettamente» e senza frasi di circostanza.
text
Oggetto: Preventivo 214 - da cosa dipende la differenza

Buongiorno Elisa,

la domanda è più che legittima, le rispondo con i numeri davanti.

Nei 12.050 euro ci sono cinque cose: i mobili con ante laccate opache
(5.400), il piano in gres da 20 mm con lavello sottopiano (1.850), i
cinque elettrodomestici da incasso (3.150), il rilievo delle misure, il
progetto, il trasporto e il montaggio di due persone per due giorni
(1.400), lo smontaggio e lo smaltimento della sua cucina attuale (250).

Le cucine che trova online a quella cifra di solito non comprendono gli
elettrodomestici e il montaggio, e hanno ante e piano di un'altra
categoria. Non costano meno: contengono meno cose.

Sabato mattina sono in negozio. Se passa, le faccio vedere il progetto
stampato e i campioni, e guardiamo insieme voce per voce.

A presto,
Luisa Nadali - Arredi Nadali
Quello che ottiene la seconda volta

Perché ha funzionato

Il pezzo di richiestaCosa ha prodotto
«Ho un negozio di arredamento, siamo in tre»Sparisce il «nostro staff altamente qualificato»: parla una persona, non un ufficio
Le cinque voci con gli importiIl paragrafo centrale, che è il vero contenuto dell'email
«Non offrire sconti»I 1.205 euro regalati nella prima versione non compaiono più
«Proponile di passare sabato mattina»L'ultima riga chiede qualcosa: la prima versione chiudeva senza chiedere niente
«Massimo 180 parole, senza frasi di circostanza»170 parole leggibili invece di quattro paragrafi di cortesia
Il pezzo di richiesta

«Ho un negozio di arredamento, siamo in tre»

Cosa ha prodotto
Sparisce il «nostro staff altamente qualificato»: parla una persona, non un ufficio
Il pezzo di richiesta

Le cinque voci con gli importi

Cosa ha prodotto
Il paragrafo centrale, che è il vero contenuto dell'email
Il pezzo di richiesta

«Non offrire sconti»

Cosa ha prodotto
I 1.205 euro regalati nella prima versione non compaiono più
Il pezzo di richiesta

«Proponile di passare sabato mattina»

Cosa ha prodotto
L'ultima riga chiede qualcosa: la prima versione chiudeva senza chiedere niente
Il pezzo di richiesta

«Massimo 180 parole, senza frasi di circostanza»

Cosa ha prodotto
170 parole leggibili invece di quattro paragrafi di cortesia

Nessuna di queste è una trovata linguistica. Sono cinque informazioni che Luisa aveva già in testa e che al primo tentativo non aveva scritto. Il prompt migliore non è quello scritto meglio: è quello che contiene più cose vere.

Prova tu

Esercizio

Il test del collaboratore nuovo

Obiettivo: Vedere quante informazioni davi per scontate senza scriverle mai.

  1. Prendi una cosa che devi scrivere oggi: un'email, un messaggio a un fornitore, la risposta a una recensione.
  2. Scrivi la richiesta di istinto, in una riga, e mandala.
  3. Prima di leggere la risposta, rileggi la tua riga e conta le domande che ti farebbe un collaboratore assunto ieri.
  4. Adesso leggi la risposta e verifica: per ognuna di quelle domande, l'assistente ha inventato qualcosa?
  5. Riscrivi la richiesta rispondendo tu a quelle domande, e confronta i due risultati.

💡 Se non ti viene in mente nessuna domanda, guarda i numeri: quante cifre ci sono nella tua richiesta? Se sono zero, i buchi ci sono di sicuro.

Se ti blocchi, apri qui

Quasi sempre le invenzioni sono di tre tipi: dati che non hai fornito (importi, date, nomi di prodotti), concessioni che non hai autorizzato (sconti, tempi di consegna, garanzie), e un'identità aziendale immaginaria — «da oltre vent'anni al vostro fianco» scritto per un'azienda che l'assistente non ha mai sentito nominare.

Le prime due sono pericolose, la terza è solo brutta. Ed è il motivo per cui l'ordine con cui si correggono, che vedrai nell'ultima lezione, non è indifferente: prima si tolgono le invenzioni, poi si aggiusta il tono.

Devi ottenere questo

Alla fine dell'esercizio hai due risposte alla stessa richiesta e un elenco in mezzo. Si riconoscono da quattro cose:

  • un elenco di almeno quattro domande — quelle che ti avrebbe fatto il collaboratore assunto ieri — scritte prima di leggere la risposta, non dopo
  • nella prima risposta, almeno due invenzioni cerchiate: un dato che non gli hai dato (un importo, una data, una caratteristica del prodotto) e una concessione che non hai autorizzato (uno sconto, un tempo di consegna, una garanzia)
  • nella seconda risposta, zero segnaposto: nessuna parentesi quadra, nessun «[inserire importo]», nessun «nei prossimi giorni» al posto di una data vera
  • nella seconda risposta, i tuoi numeri: gli importi, le date e i nomi che hai aggiunto tu al passo 5. Se non ce n'è nemmeno uno, hai riscritto la stessa richiesta con più parole
Controlla
  • La seconda risposta contiene i tuoi importi, non promette niente che tu non abbia scritto, e la manderesti quasi senza toccarlaÈ il risultato giusto, e il merito non è di come hai chiesto: è delle quattro informazioni che hai aggiunto al passo 5. Salva quella richiesta, è il primo pezzo della tua libreria
  • La seconda risposta andrebbe bene identica per qualunque attività del tuo settore: togli il nome e nessuno si accorge che è tuaManca il contesto. Torna al passo 2 e rileggi la richiesta con gli occhi di chi è arrivato ieri: la prima domanda che ti farebbe è «ma tu chi sei, e con chi stiamo parlando?». Segnala al passo 3, rispondi al passo 4 e rimettila dentro
  • Ti risponde con un testo lungo il triplo di quello che avresti scritto tu a manoNon gli hai detto quanto deve essere lungo: è la quarta domanda del passo 3, ed è l'unica che quasi tutti saltano. Conta le parole di un tuo testo dello stesso tipo, scrivi «massimo N parole» e rimanda la richiesta
  • Compare uno sconto, un tempo di consegna o una garanzia che non hai autorizzatoÈ un buco riempito: nella tua richiesta non c'era scritto che non si può. Torna al passo 4, scrivi la risposta accanto alla domanda «cosa posso concedere» e portala nella richiesta come divieto — «non offrire sconti e non lasciarne intendere»
  • Ti spiega l'argomento — come si fa un preventivo, come si risponde a un reclamo — invece di scrivere il testo che ti serveL'obiettivo era implicito: hai detto di cosa parlare, non cosa deve uscirne. Al passo 5 apri la richiesta con un verbo operativo e l'oggetto preciso: «scrivi l'email di risposta a questa cliente», non «aiutami con questo cliente»
  • La seconda risposta è giusta nel merito, ma prima di usarla ci hai rimesso le mani per dieci minutiIl contenuto è a posto, la forma no: non hai detto dove finirà il testo. Al passo 4, accanto alla lunghezza, scrivi anche la destinazione e la struttura — «va in una email letta dal telefono: apertura di una riga, gli importi uno per riga, chiusura con una domanda». È la casella formato, e la lezione 7 di questo modulo la lavora per intero

Il modello pronto

Da tenere nelle note del telefono
Ho {{ATTIVITÀ}} a {{CITTÀ}}, {{IN QUANTI SIETE}}. Mi chiamo {{NOME}}.

Devo {{COSA DEVI FARE}} per {{CHI È L'ALTRA PERSONA}}.

I fatti: {{NUMERI, DATE, IMPORTI, COSA È GIÀ SUCCESSO}}

Non {{QUELLO CHE NON PUÒ FARE: sconti, promesse, impegni}}.
Voglio ottenere: {{COSA DEVE SUCCEDERE DOPO}}.

Massimo {{N}} parole, {{DEL LEI O DEL TU}}, senza {{LE FRASI CHE NON SOPPORTI}}.
Compilarlo per intero costa fra i sessanta e i novanta secondi. È il modello grezzo: nella prossima lezione diventa una struttura vera a sei caselle.
In sintesi
  • Un prompt è un'istruzione di lavoro, non un comando: non esistono parole magiche.
  • Un collaboratore nuovo ti chiede i chiarimenti; l'assistente li inventa in silenzio.
  • Il prompt è completo quando quel collaboratore potrebbe lavorare senza farti domande.
  • Il prompt migliore non è scritto meglio: contiene più cose vere.