Imparare a parlare con l'AIGratis9 min di lettura

Che cos'è davvero un prompt

Non è una formula magica: è l'istruzione che daresti a un collaboratore al primo giorno. Con il preventivo da 12.050 € di un negozio di arredamento di Treviso e lo sconto del 10% che nessuno aveva autorizzato.

Cosa saprai fare
  • Smettere di cercare la parola magica e iniziare a scrivere un'istruzione di lavoro
  • Riconoscere i buchi della tua richiesta prima di leggere la risposta
  • Capire perché l'AI non ti chiede chiarimenti: li inventa

Capire

Un prompt è semplicemente il messaggio che scrivi all'assistente. La parola fa sembrare la cosa più tecnica di quello che è: non è un comando informatico, non ha una sintassi, non esistono parole segrete che sbloccano risposte migliori. È un'istruzione di lavoro, uguale a quella che daresti a una persona assunta ieri.

E qui sta l'unica differenza che conta davvero. Se dai un'istruzione incompleta a un collaboratore nuovo, lui torna indietro e ti chiede: «ma questo cliente chi è? Quanto costa? Posso fare uno sconto?». L'assistente no. Riempie ogni buco da solo, con la cosa più plausibile che ha letto in vita sua — e la scrive con la stessa sicurezza con cui scrive le cose vere.

Da qui la definizione operativa da tenere per tutto il modulo: un prompt è completo quando un collaboratore nuovo potrebbe fare il lavoro senza farti nemmeno una domanda. Tutto il resto sono dettagli di stile.

Vedere

Luisa Nadali ha un negozio di arredamento a Treviso, Arredi Nadali, aperto dal 1998: sono in tre in negozio più un montatore. Il 3 agosto ha mandato a Elisa Baldan il preventivo 214 per una cucina: 12.050 € IVA inclusa, trasporto e montaggio compresi. Due giorni dopo arriva questa risposta.

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Oggetto: Re: preventivo 214

Buongiorno Luisa,
ho riguardato con calma il preventivo. Sinceramente 12.050 euro mi
sembrano tanti: online ho trovato cucine con le stesse misure e uno stile
molto simile intorno ai 6.900. Prima di decidere vorrei capire da cosa
dipende la differenza.
Grazie,
Elisa Baldan
L'email di Elisa

Luisa apre l'assistente e scrive quello che scriverebbero quasi tutti: Rispondi a questo cliente che dice che il preventivo è alto. Otto parole. Ecco cosa ottiene.

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Gentile Cliente,

la ringraziamo per averci contattato e comprendiamo perfettamente la sua
perplessità riguardo al preventivo ricevuto.

Ci teniamo a sottolineare che i nostri prodotti sono realizzati con
materiali di primissima qualità e che il nostro staff altamente
qualificato la seguirà in ogni fase del progetto.

Volendo venire incontro alle sue esigenze, saremmo lieti di riconoscerle
uno sconto del 10% sul totale.

Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti
La risposta ricevuta

Il difetto grave non è il tono da centralino. È lo sconto del 10%: 1.205 euro che nessuno ha autorizzato, comparsi dal nulla perché nella richiesta non c'era scritto che non si possono fare. L'assistente non ha sbagliato: ha riempito un buco, come fa sempre.

Facciamolo insieme

  1. Scrivi la tua richiesta di getto, come ti viene. Non cercare di farla bene: serve solo come punto di partenza.
  2. Rileggila fingendo di essere una persona assunta ieri, che non conosce né te né i tuoi clienti.
  3. Segna ogni punto in cui quella persona ti fermerebbe per chiedere qualcosa: chi è il cliente, quanto costa, cosa posso concedere, quanto deve essere lungo.
  4. Ogni punto segnato è un buco che l'assistente riempirà da solo. Scrivi la risposta a fianco.
  5. Riscrivi la richiesta incorporando quelle risposte. Se hai raccolto meno di quattro informazioni nuove, non hai riletto abbastanza severamente.

Luisa ha fatto esattamente questo. Le sono venuti fuori sei buchi: chi è lei, chi è Elisa, cosa c'è dentro il preventivo, cosa non può concedere, cosa vuole ottenere, quanto lungo. Riscrivere le ha preso un minuto e quaranta.

La richiesta di Luisa, con i buchi riempiti
Ho un negozio di arredamento a Treviso, Arredi Nadali. Siamo in tre in negozio più un montatore. Mi chiamo Luisa Nadali.

Devo rispondere a Elisa Baldan, che ha ricevuto il preventivo 214 del 3 agosto per la cucina: 12.050 € IVA inclusa, trasporto e montaggio compresi. Mi ha scritto che le sembra alto perché online ha visto cucine simili intorno ai 6.900 €.

Dentro il preventivo ci sono:
- mobili base e pensili con ante laccate opache: 5.400 €
- piano di lavoro in gres da 20 mm con lavello sottopiano: 1.850 €
- cinque elettrodomestici da incasso: 3.150 €
- rilievo misure, progetto, trasporto e montaggio di due persone per due giorni: 1.400 €
- smontaggio e smaltimento della cucina vecchia: 250 €

Scrivi l'email di risposta.

Non offrire sconti: non sono autorizzata a darne e comunque non è quello il punto. Spiegale da cosa dipende la differenza di prezzo e proponile di passare in negozio sabato mattina, che le faccio vedere il progetto stampato.

Massimo 180 parole, dandole del lei, senza «comprendiamo perfettamente» e senza frasi di circostanza.
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Oggetto: Preventivo 214 - da cosa dipende la differenza

Buongiorno Elisa,

la domanda è più che legittima, le rispondo con i numeri davanti.

Nei 12.050 euro ci sono cinque cose: i mobili con ante laccate opache
(5.400), il piano in gres da 20 mm con lavello sottopiano (1.850), i
cinque elettrodomestici da incasso (3.150), il rilievo delle misure, il
progetto, il trasporto e il montaggio di due persone per due giorni
(1.400), lo smontaggio e lo smaltimento della sua cucina attuale (250).

Le cucine che trova online a quella cifra di solito non comprendono gli
elettrodomestici e il montaggio, e hanno ante e piano di un'altra
categoria. Non costano meno: contengono meno cose.

Sabato mattina sono in negozio. Se passa, le faccio vedere il progetto
stampato e i campioni, e guardiamo insieme voce per voce.

A presto,
Luisa Nadali - Arredi Nadali
Quello che ottiene la seconda volta

Perché ha funzionato

Il pezzo di richiestaCosa ha prodotto
«Ho un negozio di arredamento, siamo in tre»Sparisce il «nostro staff altamente qualificato»: parla una persona, non un ufficio
Le cinque voci con gli importiIl paragrafo centrale, che è il vero contenuto dell'email
«Non offrire sconti»I 1.205 euro regalati nella prima versione non compaiono più
«Proponile di passare sabato mattina»L'ultima riga chiede qualcosa: la prima versione chiudeva senza chiedere niente
«Massimo 180 parole, senza frasi di circostanza»170 parole leggibili invece di quattro paragrafi di cortesia

Nessuna di queste è una trovata linguistica. Sono cinque informazioni che Luisa aveva già in testa e che al primo tentativo non aveva scritto. Il prompt migliore non è quello scritto meglio: è quello che contiene più cose vere.

Prova tu

Esercizio

Il test del collaboratore nuovo

Obiettivo: Vedere quante informazioni davi per scontate senza scriverle mai.

  1. Prendi una cosa che devi scrivere oggi: un'email, un messaggio a un fornitore, la risposta a una recensione.
  2. Scrivi la richiesta di istinto, in una riga, e mandala.
  3. Prima di leggere la risposta, rileggi la tua riga e conta le domande che ti farebbe un collaboratore assunto ieri.
  4. Adesso leggi la risposta e verifica: per ognuna di quelle domande, l'assistente ha inventato qualcosa?
  5. Riscrivi la richiesta rispondendo tu a quelle domande, e confronta i due risultati.

💡 Se non ti viene in mente nessuna domanda, guarda i numeri: quante cifre ci sono nella tua richiesta? Se sono zero, i buchi ci sono di sicuro.

Se ti blocchi, apri qui

Quasi sempre le invenzioni sono di tre tipi: dati che non hai fornito (importi, date, nomi di prodotti), concessioni che non hai autorizzato (sconti, tempi di consegna, garanzie), e un'identità aziendale immaginaria — «da oltre vent'anni al vostro fianco» scritto per un'azienda che l'assistente non ha mai sentito nominare.

Le prime due sono pericolose, la terza è solo brutta. Ed è il motivo per cui l'ordine con cui si correggono, che vedrai nell'ultima lezione, non è indifferente: prima si tolgono le invenzioni, poi si aggiusta il tono.

Devi ottenere questo

Alla fine dell'esercizio hai due risposte alla stessa richiesta e un elenco in mezzo. Si riconoscono da quattro cose:

  • un elenco di almeno quattro domande — quelle che ti avrebbe fatto il collaboratore assunto ieri — scritte prima di leggere la risposta, non dopo
  • nella prima risposta, almeno due invenzioni cerchiate: un dato che non gli hai dato (un importo, una data, una caratteristica del prodotto) e una concessione che non hai autorizzato (uno sconto, un tempo di consegna, una garanzia)
  • nella seconda risposta, zero segnaposto: nessuna parentesi quadra, nessun «[inserire importo]», nessun «nei prossimi giorni» al posto di una data vera
  • nella seconda risposta, i tuoi numeri: gli importi, le date e i nomi che hai aggiunto tu al passo 5. Se non ce n'è nemmeno uno, hai riscritto la stessa richiesta con più parole
Controlla
  • La seconda risposta contiene i tuoi importi, non promette niente che tu non abbia scritto, e la manderesti quasi senza toccarlaÈ il risultato giusto, e il merito non è di come hai chiesto: è delle quattro informazioni che hai aggiunto al passo 5. Salva quella richiesta, è il primo pezzo della tua libreria
  • La seconda risposta andrebbe bene identica per qualunque attività del tuo settore: togli il nome e nessuno si accorge che è tuaManca il contesto. Torna al passo 2 e rileggi la richiesta con gli occhi di chi è arrivato ieri: la prima domanda che ti farebbe è «ma tu chi sei, e con chi stiamo parlando?». Segnala al passo 3, rispondi al passo 4 e rimettila dentro
  • Ti risponde con un testo lungo il triplo di quello che avresti scritto tu a manoNon gli hai detto quanto deve essere lungo: è la quarta domanda del passo 3, ed è l'unica che quasi tutti saltano. Conta le parole di un tuo testo dello stesso tipo, scrivi «massimo N parole» e rimanda la richiesta
  • Compare uno sconto, un tempo di consegna o una garanzia che non hai autorizzatoÈ un buco riempito: nella tua richiesta non c'era scritto che non si può. Torna al passo 4, scrivi la risposta accanto alla domanda «cosa posso concedere» e portala nella richiesta come divieto — «non offrire sconti e non lasciarne intendere»
  • Ti spiega l'argomento — come si fa un preventivo, come si risponde a un reclamo — invece di scrivere il testo che ti serveL'obiettivo era implicito: hai detto di cosa parlare, non cosa deve uscirne. Al passo 5 apri la richiesta con un verbo operativo e l'oggetto preciso: «scrivi l'email di risposta a questa cliente», non «aiutami con questo cliente»
  • La seconda risposta è giusta nel merito, ma prima di usarla ci hai rimesso le mani per dieci minutiIl contenuto è a posto, la forma no: non hai detto dove finirà il testo. Al passo 4, accanto alla lunghezza, scrivi anche la destinazione e la struttura — «va in una email letta dal telefono: apertura di una riga, gli importi uno per riga, chiusura con una domanda». È la casella formato, e la lezione 7 di questo modulo la lavora per intero

Il modello pronto

Da tenere nelle note del telefono
Ho {{ATTIVITÀ}} a {{CITTÀ}}, {{IN QUANTI SIETE}}. Mi chiamo {{NOME}}.

Devo {{COSA DEVI FARE}} per {{CHI È L'ALTRA PERSONA}}.

I fatti: {{NUMERI, DATE, IMPORTI, COSA È GIÀ SUCCESSO}}

Non {{QUELLO CHE NON PUÒ FARE: sconti, promesse, impegni}}.
Voglio ottenere: {{COSA DEVE SUCCEDERE DOPO}}.

Massimo {{N}} parole, {{DEL LEI O DEL TU}}, senza {{LE FRASI CHE NON SOPPORTI}}.
Compilarlo per intero costa fra i sessanta e i novanta secondi. È il modello grezzo: nella prossima lezione diventa una struttura vera a sei caselle.
In sintesi
  • Un prompt è un'istruzione di lavoro, non un comando: non esistono parole magiche.
  • Un collaboratore nuovo ti chiede i chiarimenti; l'assistente li inventa in silenzio.
  • Il prompt è completo quando quel collaboratore potrebbe lavorare senza farti domande.
  • Il prompt migliore non è scritto meglio: contiene più cose vere.