Quale AI scegliere per cosa
Una tabella compito per compito e la prova dei due strumenti: lo stesso identico prompt, due assistenti, quattro criteri decisi prima e trenta giorni di fedeltà.
I casi, i dialoghi e i tempi degli esempi sono materiale didattico: non sono testimonianze né risparmi garantiti. Misura e verifica il risultato sul tuo lavoro.
- Smettere di chiedere qual è il migliore e cominciare a chiedere da dove parto per questo compito
- Confrontare due strumenti in modo onesto, con lo stesso prompt e criteri decisi prima
- Scegliere una casa base e restarci trenta giorni, invece di saltare da uno all'altro
Un risultato da portare nel tuo lavoro
Uscire da questo modulo con una casa base scelta con un metodo, e non per sentito dire.
- ComprendiLeggi il metodo e il caso svolto.
- Metti in praticaCopia il prompt e adatta i dati.
- ControllaConfronta la tua prova con il risultato atteso.
10 min di lettura stimata, più il tempo per svolgere la prova. Puoi fermarti e riprendere dal prossimo titolo.

Quale modalità scegliere?
- Chat: ragionare e scrivere
- Documenti: lavorare su fonti caricate
- Ricerca web: verificare fatti aggiornati
- Automazione: ripetere attività con regole
- Agente: svolgere più passi con strumenti e permessi
È la domanda con cui comincia tutti: qual è il migliore. Non ha risposta, e non perché sia difficile: perché la classifica cambia ogni pochi mesi e perché «migliore» dipende da cosa hai davanti. La domanda che invece ha sempre una risposta è un'altra: per questo compito, da dove parto?
Capire
Nelle cinque lezioni precedenti hai visto cinque strumenti fare cinque lavori diversi. Nessuno di essi è più intelligente degli altri in senso assoluto, e chiunque ti dica il contrario ti sta descrivendo la situazione di questo mese. Due criteri pratici, invece, non scadono.
- Dove stanno i tuoi file. Se la tua azienda vive su Google, uno strumento che legge quei file senza farteli scaricare ti fa risparmiare un passaggio ogni volta. Se i tuoi documenti stanno sul computer, questo criterio non conta nulla.
- Se ti serve poter dimostrare la fonte. Se il risultato finisce in un preventivo, in un'offerta o davanti a un cliente, ti serve la citazione. Se il risultato è un'email che riscrivi comunque tu, non ti serve.
Con questi due criteri e il compito che hai davanti, la scelta si fa da sola. La tabella qui sotto è il riassunto operativo di tutto il modulo: non è una classifica, è un abbinamento fra compiti e strumenti.
| Il compito che hai davanti | Da dove parto | L'alternativa da provare | Come capisco in 5 minuti se va bene |
|---|---|---|---|
| Scrivere e riscrivere testi commerciali: email, offerte, annunci | ChatGPT | Claude | Se la mando senza riscriverla da capo |
| Trasformare appunti grezzi in un documento lungo e ordinato | Claude, con il documento a fianco | ChatGPT | Se posso correggere una sezione sola senza rigenerare tutto |
| Capire un PDF lungo: bando, contratto, capitolato | ChatGPT con il file allegato | Gemini Notebook, se i documenti sono più di uno | Se cita la pagina e io quella pagina la trovo davvero |
| Rispondere sempre e solo con i documenti della mia azienda | Gemini Notebook | Un progetto con i file dentro, su ChatGPT o Claude | Se scrive «non presente nelle fonti» quando la risposta non c'è |
| Una ricerca di mercato con le fonti da citare | Gemini, ricerca approfondita | Perplexity | Se ogni numero ha un link e l'anno del dato |
| Una domanda su cose che cambiano: prezzi, tariffe, condizioni | Perplexity | Un chatbot con la ricerca sul web attiva | Se apro due fonti e dicono davvero quello che c'è scritto |
| Lavorare su file che stanno già su Drive, Gmail o Documenti | Gemini | Scaricare il file e caricarlo dove preferisci | Se prende il file giusto al primo colpo |
| Analizzare un foglio di calcolo: incassi, resi, scadenze | ChatGPT con il file caricato | Claude | Se rifà il conto passo per passo e torna con la calcolatrice |
| Grafiche per social, volantini, menù | Canva | Le immagini generate da ChatGPT o Gemini per i singoli elementi | Se esce nel formato giusto, pronto da pubblicare o da stampare |
| Far partire un'azione da sola quando succede qualcosa | Make, Zapier o n8n | — | Se il primo collegamento funziona senza scrivere codice (c'è un modulo dedicato) |
Scrivere e riscrivere testi commerciali: email, offerte, annunci
- Da dove parto
- ChatGPT
- L'alternativa da provare
- Claude
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se la mando senza riscriverla da capo
Trasformare appunti grezzi in un documento lungo e ordinato
- Da dove parto
- Claude, con il documento a fianco
- L'alternativa da provare
- ChatGPT
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se posso correggere una sezione sola senza rigenerare tutto
Capire un PDF lungo: bando, contratto, capitolato
- Da dove parto
- ChatGPT con il file allegato
- L'alternativa da provare
- Gemini Notebook, se i documenti sono più di uno
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se cita la pagina e io quella pagina la trovo davvero
Rispondere sempre e solo con i documenti della mia azienda
- Da dove parto
- Gemini Notebook
- L'alternativa da provare
- Un progetto con i file dentro, su ChatGPT o Claude
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se scrive «non presente nelle fonti» quando la risposta non c'è
Una ricerca di mercato con le fonti da citare
- Da dove parto
- Gemini, ricerca approfondita
- L'alternativa da provare
- Perplexity
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se ogni numero ha un link e l'anno del dato
Una domanda su cose che cambiano: prezzi, tariffe, condizioni
- Da dove parto
- Perplexity
- L'alternativa da provare
- Un chatbot con la ricerca sul web attiva
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se apro due fonti e dicono davvero quello che c'è scritto
Lavorare su file che stanno già su Drive, Gmail o Documenti
- Da dove parto
- Gemini
- L'alternativa da provare
- Scaricare il file e caricarlo dove preferisci
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se prende il file giusto al primo colpo
Analizzare un foglio di calcolo: incassi, resi, scadenze
- Da dove parto
- ChatGPT con il file caricato
- L'alternativa da provare
- Claude
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se rifà il conto passo per passo e torna con la calcolatrice
Grafiche per social, volantini, menù
- Da dove parto
- Canva
- L'alternativa da provare
- Le immagini generate da ChatGPT o Gemini per i singoli elementi
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se esce nel formato giusto, pronto da pubblicare o da stampare
Far partire un'azione da sola quando succede qualcosa
- Da dove parto
- Make, Zapier o n8n
- L'alternativa da provare
- —
- Come capisco in 5 minuti se va bene
- Se il primo collegamento funziona senza scrivere codice (c'è un modulo dedicato)
Vedere
Fabio Damiani ha un'autofficina a Legnano: lui, due meccanici e una persona in ufficio mezza giornata. A gennaio si era abbonato a tre strumenti diversi perché «così provo tutto». A marzo non ne usava nessuno: ogni volta che doveva fare qualcosa perdeva due minuti a decidere dove farla, e finiva per fare come prima.
A maggio ha fatto una cosa diversa. Ha elencato i cinque compiti che gli tornano ogni settimana, li ha abbinati agli strumenti con la tabella qui sopra, e ha scelto una casa base per i primi due, che da soli sono il 70% del suo tempo.
- Solleciti di pagamento e risposte scritte ai clienti, circa 6 alla settimana: casa base.
- Preventivi discorsivi da appunti presi al banco, 3-4 alla settimana: casa base.
- Controllare le condizioni di garanzia dei ricambi che monta, ogni volta che c'è una contestazione: un notebook con le tre fonti dei fornitori.
- Cercare tempi e costi di un ricambio poco comune, una volta alla settimana: motore di risposta, con le fonti aperte.
- Il post mensile sui social, uno al mese: Canva, con la casa base per il testo.
Il risultato che racconta lui: non è che i testi siano più belli. È che ha smesso di rimandare i solleciti. In tre mesi ha incassato due fatture scadute da più di sessanta giorni, per 3.100 € complessivi, semplicemente perché scrivere quelle email è passato da venti minuti a quattro.
Facciamolo insieme
Si chiama prova dei due strumenti e serve a scegliere la casa base. La regola che la rende onesta è una sola: lo stesso identico prompt, e i criteri decisi prima di guardare i risultati.
- Scegli il compito che ti torna più spesso. Non uno di prova: quello vero, quello che fai ogni settimana e che rimandi sempre.
- Scrivi un prompt solo, compilato con dati veri, come quello qui sotto. Salvalo in una nota: lo riuserai per anni.
- Decidi i quattro criteri prima di leggere le risposte, e scrivili: li trovi elencati subito dopo il prompt.
- Incolla lo stesso prompt in due strumenti diversi, senza cambiare una virgola e senza aggiungere spiegazioni a voce a uno solo dei due.
- Valuta con i quattro criteri, non a sensazione. La sensazione premia chi scrive in modo più elegante, che è quasi sempre la cosa che ti serve meno.
- Scegli uno e restaci trenta giorni. Quello che stai imparando — portare il contesto, dettare la struttura, chiedere le fonti — si trasferisce intero da uno strumento all'altro. L'abitudine ai menù no, e va ricostruita ogni volta.
Sono il titolare di un'autofficina a Legnano. Devo scrivere un sollecito di pagamento a un cliente aziendale. Dati: - Cliente: un'azienda che ci manda in manutenzione 4 furgoni, è cliente dal 2019 - Fattura n. 2026/218 del 30/06/2026, importo 1.284,00 € IVA inclusa - Scaduta il 31/07/2026. Oggi è il 10/08/2026 - Nessuna contestazione ricevuta: il lavoro è stato consegnato e il mezzo ritirato - Referente: il responsabile acquisti, ci parlo al telefono circa una volta al mese Scrivimi l'email: massimo 120 parole, oggetto compreso, tono cordiale e fermo, senza minacce e senza scuse inutili. Non scrivere «ci scusiamo per il disturbo». Chiudi con una richiesta precisa: pagamento entro il 20/08/2026, oppure una data alternativa che mi confermino per iscritto. Sotto l'email, scrivimi in 2 righe che cosa cambierei se fosse il secondo sollecito sulla stessa fattura.
Spunte per questa sessione di studio. Il completamento della lezione si salva con il pulsante in fondo.
Perché ha funzionato
- Lo stesso identico prompt: è l'unica condizione che rende il confronto una misura dello strumento e non della fortuna. Cambiando anche una riga staresti confrontando due richieste tue.
- Un compito vero e ricorrente: su un compito di prova vincono tutti. Le differenze si vedono solo su ciò che fai ogni settimana e che conosci abbastanza da giudicare.
- I criteri scritti prima: decisi dopo, si adattano al risultato che ti è piaciuto di più. È il modo più comune di scegliere male, e capita a tutti.
- Il criterio numero tre: «ha inventato qualcosa» è quello che pesa di più e quello che si dimentica sempre, perché un'invenzione ben scritta non salta all'occhio.
- I trenta giorni: la differenza fra due strumenti principali è piccola, la differenza fra usarne uno bene e quattro male è enorme. Il tempo lo si guadagna nell'abitudine, non nella scelta.
Prova tu
La prova dei due strumenti, sui tuoi tre compiti
Obiettivo: Uscire da questo modulo con una casa base scelta con un metodo, e non per sentito dire.
- Elenca i cinque compiti che ti tornano ogni settimana e abbinali alle righe della tabella qui sopra.
- Prendi i tre più frequenti e scrivi per ciascuno un prompt compilato con dati veri, come quello di Fabio.
- Incolla ogni prompt in due strumenti diversi, identico, e valuta con i quattro criteri della checklist.
- Somma: se uno dei due vince su due compiti su tre, è la tua casa base. Se vincono uno a testa, scegli quello dove ti trovi meglio a scrivere e chiudi la questione.
- Segna sul calendario la data fra trenta giorni. Fino a quel giorno non cambi strumento, qualunque cosa legga o senta.
- Fra sei mesi rifai la stessa prova con gli stessi prompt salvati: è un quarto d'ora e ti dice se è cambiato qualcosa davvero.
💡 Se non ti viene in mente il compito ricorrente, guarda la cartella «inviati» della tua email: le tre cose che scrivi più spesso sono lì, in fila.
Se ti blocchi, apri qui
Il risultato normale è che i due strumenti se la giochino, e che tu resti indeciso. È un'ottima notizia: significa che la scelta conta meno di quanto temevi, e che puoi smettere di studiarla. Prendi quello dove ti trovi meglio a scrivere e vai avanti.
Il risultato che invece merita attenzione è il criterio tre. Se uno dei due, in tre compiti su tre, si è inventato un importo o una data che non gli avevi dato, quello è un motivo sufficiente per escluderlo dal tuo lavoro quotidiano — a prescindere da quanto scriva bene.
Alla fine dovresti avere una configurazione minima e stabile: una casa base per scrivere e ragionare, uno strumento per le ricerche con le fonti, e un notebook per i documenti della tua azienda. Tre cose. Chi ne ha sette, tipicamente, non ne usa nessuna.
Il modello pronto
Sono {{CHI SEI: attività, città, dimensione}}. Devo {{IL COMPITO, IN UNA RIGA}}.
Dati veri del caso:
- {{DATO 1: nomi, numeri, importi, date}}
- {{DATO 2}}
- {{DATO 3}}
- {{DATO 4: la storia o il contesto della relazione}}
Scrivimi {{COSA DEVE PRODURRE}}: massimo {{LUNGHEZZA}}, tono {{COME DEVE SUONARE}}, senza {{COSA NON DEVE ESSERCI}}. Chiudi con {{L'AZIONE PRECISA CHE CHIEDI}}.
Sotto, scrivimi in 2 righe che cosa cambieresti se {{LA VARIANTE PIÙ FREQUENTE: secondo tentativo, cliente nuovo, importo più alto}}.Spunte per questa sessione di studio. Il completamento della lezione si salva con il pulsante in fondo.
- «Qual è il migliore» non ha risposta; «per questo compito da dove parto» ce l'ha sempre.
- Due criteri che non scadono: dove stanno i tuoi file, e se ti serve poter dimostrare la fonte.
- Il confronto è onesto solo con lo stesso identico prompt e i criteri decisi prima.
- Uno strumento usato bene batte quattro strumenti provati: il metodo si trasferisce, l'abitudine ai menù no.