Conoscere gli strumentiGratis11 min di lettura

Quale AI scegliere per cosa

Una tabella compito per compito e la prova dei due strumenti: lo stesso identico prompt, due assistenti, quattro criteri decisi prima e trenta giorni di fedeltà.

Cosa saprai fare
  • Smettere di chiedere qual è il migliore e cominciare a chiedere da dove parto per questo compito
  • Confrontare due strumenti in modo onesto, con lo stesso prompt e criteri decisi prima
  • Scegliere una casa base e restarci trenta giorni, invece di saltare da uno all'altro

È la domanda con cui comincia tutti: qual è il migliore. Non ha risposta, e non perché sia difficile: perché la classifica cambia ogni pochi mesi e perché «migliore» dipende da cosa hai davanti. La domanda che invece ha sempre una risposta è un'altra: per questo compito, da dove parto?

Capire

Nelle cinque lezioni precedenti hai visto cinque strumenti fare cinque lavori diversi. Nessuno di essi è più intelligente degli altri in senso assoluto, e chiunque ti dica il contrario ti sta descrivendo la situazione di questo mese. Due criteri pratici, invece, non scadono.

  • Dove stanno i tuoi file. Se la tua azienda vive su Google, uno strumento che legge quei file senza farteli scaricare ti fa risparmiare un passaggio ogni volta. Se i tuoi documenti stanno sul computer, questo criterio non conta nulla.
  • Se ti serve poter dimostrare la fonte. Se il risultato finisce in un preventivo, in un'offerta o davanti a un cliente, ti serve la citazione. Se il risultato è un'email che riscrivi comunque tu, non ti serve.

Con questi due criteri e il compito che hai davanti, la scelta si fa da sola. La tabella qui sotto è il riassunto operativo di tutto il modulo: non è una classifica, è un abbinamento fra compiti e strumenti.

Il compito che hai davantiDa dove partoL'alternativa da provareCome capisco in 5 minuti se va bene
Scrivere e riscrivere testi commerciali: email, offerte, annunciChatGPTClaudeSe la mando senza riscriverla da capo
Trasformare appunti grezzi in un documento lungo e ordinatoClaude, con il documento a fiancoChatGPTSe posso correggere una sezione sola senza rigenerare tutto
Capire un PDF lungo: bando, contratto, capitolatoChatGPT con il file allegatoGemini Notebook, se i documenti sono più di unoSe cita la pagina e io quella pagina la trovo davvero
Rispondere sempre e solo con i documenti della mia aziendaGemini NotebookUn progetto con i file dentro, su ChatGPT o ClaudeSe scrive «non presente nelle fonti» quando la risposta non c'è
Una ricerca di mercato con le fonti da citareGemini, ricerca approfonditaPerplexitySe ogni numero ha un link e l'anno del dato
Una domanda su cose che cambiano: prezzi, tariffe, condizioniPerplexityUn chatbot con la ricerca sul web attivaSe apro due fonti e dicono davvero quello che c'è scritto
Lavorare su file che stanno già su Drive, Gmail o DocumentiGeminiScaricare il file e caricarlo dove preferisciSe prende il file giusto al primo colpo
Analizzare un foglio di calcolo: incassi, resi, scadenzeChatGPT con il file caricatoClaudeSe rifà il conto passo per passo e torna con la calcolatrice
Grafiche per social, volantini, menùCanvaLe immagini generate da ChatGPT o Gemini per i singoli elementiSe esce nel formato giusto, pronto da pubblicare o da stampare
Far partire un'azione da sola quando succede qualcosaMake, Zapier o n8nSe il primo collegamento funziona senza scrivere codice (c'è un modulo dedicato)
Compito per compito, da dove partire. Le righe della prima colonna non cambieranno; quelle delle altre sì, ed è normale.

Vedere

Fabio Damiani ha un'autofficina a Legnano: lui, due meccanici e una persona in ufficio mezza giornata. A gennaio si era abbonato a tre strumenti diversi perché «così provo tutto». A marzo non ne usava nessuno: ogni volta che doveva fare qualcosa perdeva due minuti a decidere dove farla, e finiva per fare come prima.

A maggio ha fatto una cosa diversa. Ha elencato i cinque compiti che gli tornano ogni settimana, li ha abbinati agli strumenti con la tabella qui sopra, e ha scelto una casa base per i primi due, che da soli sono il 70% del suo tempo.

  • Solleciti di pagamento e risposte scritte ai clienti, circa 6 alla settimana: casa base.
  • Preventivi discorsivi da appunti presi al banco, 3-4 alla settimana: casa base.
  • Controllare le condizioni di garanzia dei ricambi che monta, ogni volta che c'è una contestazione: un notebook con le tre fonti dei fornitori.
  • Cercare tempi e costi di un ricambio poco comune, una volta alla settimana: motore di risposta, con le fonti aperte.
  • Il post mensile sui social, uno al mese: Canva, con la casa base per il testo.

Il risultato che racconta lui: non è che i testi siano più belli. È che ha smesso di rimandare i solleciti. In tre mesi ha incassato due fatture scadute da più di sessanta giorni, per 3.100 € complessivi, semplicemente perché scrivere quelle email è passato da venti minuti a quattro.

Facciamolo insieme

Si chiama prova dei due strumenti e serve a scegliere la casa base. La regola che la rende onesta è una sola: lo stesso identico prompt, e i criteri decisi prima di guardare i risultati.

  1. Scegli il compito che ti torna più spesso. Non uno di prova: quello vero, quello che fai ogni settimana e che rimandi sempre.
  2. Scrivi un prompt solo, compilato con dati veri, come quello qui sotto. Salvalo in una nota: lo riuserai per anni.
  3. Decidi i quattro criteri prima di leggere le risposte, e scrivili: li trovi elencati subito dopo il prompt.
  4. Incolla lo stesso prompt in due strumenti diversi, senza cambiare una virgola e senza aggiungere spiegazioni a voce a uno solo dei due.
  5. Valuta con i quattro criteri, non a sensazione. La sensazione premia chi scrive in modo più elegante, che è quasi sempre la cosa che ti serve meno.
  6. Scegli uno e restaci trenta giorni. Quello che stai imparando — portare il contesto, dettare la struttura, chiedere le fonti — si trasferisce intero da uno strumento all'altro. L'abitudine ai menù no, e va ricostruita ogni volta.
Il prompt della prova, compilato con i dati veri di Fabio
Sono il titolare di un'autofficina a Legnano. Devo scrivere un sollecito di pagamento a un cliente aziendale.

Dati:
- Cliente: un'azienda che ci manda in manutenzione 4 furgoni, è cliente dal 2019
- Fattura n. 2026/218 del 30/06/2026, importo 1.284,00 € IVA inclusa
- Scaduta il 31/07/2026. Oggi è il 10/08/2026
- Nessuna contestazione ricevuta: il lavoro è stato consegnato e il mezzo ritirato
- Referente: il responsabile acquisti, ci parlo al telefono circa una volta al mese

Scrivimi l'email: massimo 120 parole, oggetto compreso, tono cordiale e fermo, senza minacce e senza scuse inutili. Non scrivere «ci scusiamo per il disturbo». Chiudi con una richiesta precisa: pagamento entro il 20/08/2026, oppure una data alternativa che mi confermino per iscritto.

Sotto l'email, scrivimi in 2 righe che cosa cambierei se fosse il secondo sollecito sulla stessa fattura.
Nota: questo prompt va incollato identico nei due strumenti. Se in uno dei due aggiungi anche solo una precisazione, hai smesso di confrontare gli strumenti e stai confrontando due tue richieste diverse.
I quattro criteri, da decidere prima di leggere le risposte
  • L'ho mandata così com'è, o l'ho dovuta riscrivere?
  • Quante correzioni sono servite per arrivare a una versione mandabile?
  • Ha inventato qualcosa che non gli avevo dato: un importo, una data, un fatto?
  • Suona come parlo io ai miei clienti, o suona come una circolare?

Perché ha funzionato

  • Lo stesso identico prompt: è l'unica condizione che rende il confronto una misura dello strumento e non della fortuna. Cambiando anche una riga staresti confrontando due richieste tue.
  • Un compito vero e ricorrente: su un compito di prova vincono tutti. Le differenze si vedono solo su ciò che fai ogni settimana e che conosci abbastanza da giudicare.
  • I criteri scritti prima: decisi dopo, si adattano al risultato che ti è piaciuto di più. È il modo più comune di scegliere male, e capita a tutti.
  • Il criterio numero tre: «ha inventato qualcosa» è quello che pesa di più e quello che si dimentica sempre, perché un'invenzione ben scritta non salta all'occhio.
  • I trenta giorni: la differenza fra due strumenti principali è piccola, la differenza fra usarne uno bene e quattro male è enorme. Il tempo lo si guadagna nell'abitudine, non nella scelta.

Prova tu

Esercizio

La prova dei due strumenti, sui tuoi tre compiti

Obiettivo: Uscire da questo modulo con una casa base scelta con un metodo, e non per sentito dire.

  1. Elenca i cinque compiti che ti tornano ogni settimana e abbinali alle righe della tabella qui sopra.
  2. Prendi i tre più frequenti e scrivi per ciascuno un prompt compilato con dati veri, come quello di Fabio.
  3. Incolla ogni prompt in due strumenti diversi, identico, e valuta con i quattro criteri della checklist.
  4. Somma: se uno dei due vince su due compiti su tre, è la tua casa base. Se vincono uno a testa, scegli quello dove ti trovi meglio a scrivere e chiudi la questione.
  5. Segna sul calendario la data fra trenta giorni. Fino a quel giorno non cambi strumento, qualunque cosa legga o senta.
  6. Fra sei mesi rifai la stessa prova con gli stessi prompt salvati: è un quarto d'ora e ti dice se è cambiato qualcosa davvero.

💡 Se non ti viene in mente il compito ricorrente, guarda la cartella «inviati» della tua email: le tre cose che scrivi più spesso sono lì, in fila.

Se ti blocchi, apri qui

Il risultato normale è che i due strumenti se la giochino, e che tu resti indeciso. È un'ottima notizia: significa che la scelta conta meno di quanto temevi, e che puoi smettere di studiarla. Prendi quello dove ti trovi meglio a scrivere e vai avanti.

Il risultato che invece merita attenzione è il criterio tre. Se uno dei due, in tre compiti su tre, si è inventato un importo o una data che non gli avevi dato, quello è un motivo sufficiente per escluderlo dal tuo lavoro quotidiano — a prescindere da quanto scriva bene.

Alla fine dovresti avere una configurazione minima e stabile: una casa base per scrivere e ragionare, uno strumento per le ricerche con le fonti, e un notebook per i documenti della tua azienda. Tre cose. Chi ne ha sette, tipicamente, non ne usa nessuna.

Il modello pronto

La scheda della prova comparativa, da riusare
Sono {{CHI SEI: attività, città, dimensione}}. Devo {{IL COMPITO, IN UNA RIGA}}.

Dati veri del caso:
- {{DATO 1: nomi, numeri, importi, date}}
- {{DATO 2}}
- {{DATO 3}}
- {{DATO 4: la storia o il contesto della relazione}}

Scrivimi {{COSA DEVE PRODURRE}}: massimo {{LUNGHEZZA}}, tono {{COME DEVE SUONARE}}, senza {{COSA NON DEVE ESSERCI}}. Chiudi con {{L'AZIONE PRECISA CHE CHIEDI}}.

Sotto, scrivimi in 2 righe che cosa cambieresti se {{LA VARIANTE PIÙ FREQUENTE: secondo tentativo, cliente nuovo, importo più alto}}.
Incollalo identico nei due strumenti che stai confrontando, poi valuta con i quattro criteri: l'ho mandata così com'è, quante correzioni, ha inventato qualcosa, suona come parlo io.
Prima di passare al modulo successivo
  • Ho elencato i cinque compiti che mi tornano ogni settimana
  • Ho fatto la prova dei due strumenti su almeno un compito, con lo stesso prompt
  • Ho scelto una casa base e ho segnato sul calendario la data fra trenta giorni
  • Ho salvato in una nota i prompt compilati che userò di nuovo
  • So quale strumento aprire quando mi serve una risposta che devo poter dimostrare
In sintesi
  • «Qual è il migliore» non ha risposta; «per questo compito da dove parto» ce l'ha sempre.
  • Due criteri che non scadono: dove stanno i tuoi file, e se ti serve poter dimostrare la fonte.
  • Il confronto è onesto solo con lo stesso identico prompt e i criteri decisi prima.
  • Uno strumento usato bene batte quattro strumenti provati: il metodo si trasferisce, l'abitudine ai menù no.