Quale AI scegliere per cosa
Una tabella compito per compito e la prova dei due strumenti: lo stesso identico prompt, due assistenti, quattro criteri decisi prima e trenta giorni di fedeltà.
- Smettere di chiedere qual è il migliore e cominciare a chiedere da dove parto per questo compito
- Confrontare due strumenti in modo onesto, con lo stesso prompt e criteri decisi prima
- Scegliere una casa base e restarci trenta giorni, invece di saltare da uno all'altro
È la domanda con cui comincia tutti: qual è il migliore. Non ha risposta, e non perché sia difficile: perché la classifica cambia ogni pochi mesi e perché «migliore» dipende da cosa hai davanti. La domanda che invece ha sempre una risposta è un'altra: per questo compito, da dove parto?
Capire
Nelle cinque lezioni precedenti hai visto cinque strumenti fare cinque lavori diversi. Nessuno di essi è più intelligente degli altri in senso assoluto, e chiunque ti dica il contrario ti sta descrivendo la situazione di questo mese. Due criteri pratici, invece, non scadono.
- Dove stanno i tuoi file. Se la tua azienda vive su Google, uno strumento che legge quei file senza farteli scaricare ti fa risparmiare un passaggio ogni volta. Se i tuoi documenti stanno sul computer, questo criterio non conta nulla.
- Se ti serve poter dimostrare la fonte. Se il risultato finisce in un preventivo, in un'offerta o davanti a un cliente, ti serve la citazione. Se il risultato è un'email che riscrivi comunque tu, non ti serve.
Con questi due criteri e il compito che hai davanti, la scelta si fa da sola. La tabella qui sotto è il riassunto operativo di tutto il modulo: non è una classifica, è un abbinamento fra compiti e strumenti.
| Il compito che hai davanti | Da dove parto | L'alternativa da provare | Come capisco in 5 minuti se va bene |
|---|---|---|---|
| Scrivere e riscrivere testi commerciali: email, offerte, annunci | ChatGPT | Claude | Se la mando senza riscriverla da capo |
| Trasformare appunti grezzi in un documento lungo e ordinato | Claude, con il documento a fianco | ChatGPT | Se posso correggere una sezione sola senza rigenerare tutto |
| Capire un PDF lungo: bando, contratto, capitolato | ChatGPT con il file allegato | Gemini Notebook, se i documenti sono più di uno | Se cita la pagina e io quella pagina la trovo davvero |
| Rispondere sempre e solo con i documenti della mia azienda | Gemini Notebook | Un progetto con i file dentro, su ChatGPT o Claude | Se scrive «non presente nelle fonti» quando la risposta non c'è |
| Una ricerca di mercato con le fonti da citare | Gemini, ricerca approfondita | Perplexity | Se ogni numero ha un link e l'anno del dato |
| Una domanda su cose che cambiano: prezzi, tariffe, condizioni | Perplexity | Un chatbot con la ricerca sul web attiva | Se apro due fonti e dicono davvero quello che c'è scritto |
| Lavorare su file che stanno già su Drive, Gmail o Documenti | Gemini | Scaricare il file e caricarlo dove preferisci | Se prende il file giusto al primo colpo |
| Analizzare un foglio di calcolo: incassi, resi, scadenze | ChatGPT con il file caricato | Claude | Se rifà il conto passo per passo e torna con la calcolatrice |
| Grafiche per social, volantini, menù | Canva | Le immagini generate da ChatGPT o Gemini per i singoli elementi | Se esce nel formato giusto, pronto da pubblicare o da stampare |
| Far partire un'azione da sola quando succede qualcosa | Make, Zapier o n8n | — | Se il primo collegamento funziona senza scrivere codice (c'è un modulo dedicato) |
Vedere
Fabio Damiani ha un'autofficina a Legnano: lui, due meccanici e una persona in ufficio mezza giornata. A gennaio si era abbonato a tre strumenti diversi perché «così provo tutto». A marzo non ne usava nessuno: ogni volta che doveva fare qualcosa perdeva due minuti a decidere dove farla, e finiva per fare come prima.
A maggio ha fatto una cosa diversa. Ha elencato i cinque compiti che gli tornano ogni settimana, li ha abbinati agli strumenti con la tabella qui sopra, e ha scelto una casa base per i primi due, che da soli sono il 70% del suo tempo.
- Solleciti di pagamento e risposte scritte ai clienti, circa 6 alla settimana: casa base.
- Preventivi discorsivi da appunti presi al banco, 3-4 alla settimana: casa base.
- Controllare le condizioni di garanzia dei ricambi che monta, ogni volta che c'è una contestazione: un notebook con le tre fonti dei fornitori.
- Cercare tempi e costi di un ricambio poco comune, una volta alla settimana: motore di risposta, con le fonti aperte.
- Il post mensile sui social, uno al mese: Canva, con la casa base per il testo.
Il risultato che racconta lui: non è che i testi siano più belli. È che ha smesso di rimandare i solleciti. In tre mesi ha incassato due fatture scadute da più di sessanta giorni, per 3.100 € complessivi, semplicemente perché scrivere quelle email è passato da venti minuti a quattro.
Facciamolo insieme
Si chiama prova dei due strumenti e serve a scegliere la casa base. La regola che la rende onesta è una sola: lo stesso identico prompt, e i criteri decisi prima di guardare i risultati.
- Scegli il compito che ti torna più spesso. Non uno di prova: quello vero, quello che fai ogni settimana e che rimandi sempre.
- Scrivi un prompt solo, compilato con dati veri, come quello qui sotto. Salvalo in una nota: lo riuserai per anni.
- Decidi i quattro criteri prima di leggere le risposte, e scrivili: li trovi elencati subito dopo il prompt.
- Incolla lo stesso prompt in due strumenti diversi, senza cambiare una virgola e senza aggiungere spiegazioni a voce a uno solo dei due.
- Valuta con i quattro criteri, non a sensazione. La sensazione premia chi scrive in modo più elegante, che è quasi sempre la cosa che ti serve meno.
- Scegli uno e restaci trenta giorni. Quello che stai imparando — portare il contesto, dettare la struttura, chiedere le fonti — si trasferisce intero da uno strumento all'altro. L'abitudine ai menù no, e va ricostruita ogni volta.
Sono il titolare di un'autofficina a Legnano. Devo scrivere un sollecito di pagamento a un cliente aziendale. Dati: - Cliente: un'azienda che ci manda in manutenzione 4 furgoni, è cliente dal 2019 - Fattura n. 2026/218 del 30/06/2026, importo 1.284,00 € IVA inclusa - Scaduta il 31/07/2026. Oggi è il 10/08/2026 - Nessuna contestazione ricevuta: il lavoro è stato consegnato e il mezzo ritirato - Referente: il responsabile acquisti, ci parlo al telefono circa una volta al mese Scrivimi l'email: massimo 120 parole, oggetto compreso, tono cordiale e fermo, senza minacce e senza scuse inutili. Non scrivere «ci scusiamo per il disturbo». Chiudi con una richiesta precisa: pagamento entro il 20/08/2026, oppure una data alternativa che mi confermino per iscritto. Sotto l'email, scrivimi in 2 righe che cosa cambierei se fosse il secondo sollecito sulla stessa fattura.
- L'ho mandata così com'è, o l'ho dovuta riscrivere?
- Quante correzioni sono servite per arrivare a una versione mandabile?
- Ha inventato qualcosa che non gli avevo dato: un importo, una data, un fatto?
- Suona come parlo io ai miei clienti, o suona come una circolare?
Perché ha funzionato
- Lo stesso identico prompt: è l'unica condizione che rende il confronto una misura dello strumento e non della fortuna. Cambiando anche una riga staresti confrontando due richieste tue.
- Un compito vero e ricorrente: su un compito di prova vincono tutti. Le differenze si vedono solo su ciò che fai ogni settimana e che conosci abbastanza da giudicare.
- I criteri scritti prima: decisi dopo, si adattano al risultato che ti è piaciuto di più. È il modo più comune di scegliere male, e capita a tutti.
- Il criterio numero tre: «ha inventato qualcosa» è quello che pesa di più e quello che si dimentica sempre, perché un'invenzione ben scritta non salta all'occhio.
- I trenta giorni: la differenza fra due strumenti principali è piccola, la differenza fra usarne uno bene e quattro male è enorme. Il tempo lo si guadagna nell'abitudine, non nella scelta.
Prova tu
La prova dei due strumenti, sui tuoi tre compiti
Obiettivo: Uscire da questo modulo con una casa base scelta con un metodo, e non per sentito dire.
- Elenca i cinque compiti che ti tornano ogni settimana e abbinali alle righe della tabella qui sopra.
- Prendi i tre più frequenti e scrivi per ciascuno un prompt compilato con dati veri, come quello di Fabio.
- Incolla ogni prompt in due strumenti diversi, identico, e valuta con i quattro criteri della checklist.
- Somma: se uno dei due vince su due compiti su tre, è la tua casa base. Se vincono uno a testa, scegli quello dove ti trovi meglio a scrivere e chiudi la questione.
- Segna sul calendario la data fra trenta giorni. Fino a quel giorno non cambi strumento, qualunque cosa legga o senta.
- Fra sei mesi rifai la stessa prova con gli stessi prompt salvati: è un quarto d'ora e ti dice se è cambiato qualcosa davvero.
💡 Se non ti viene in mente il compito ricorrente, guarda la cartella «inviati» della tua email: le tre cose che scrivi più spesso sono lì, in fila.
Se ti blocchi, apri qui
Il risultato normale è che i due strumenti se la giochino, e che tu resti indeciso. È un'ottima notizia: significa che la scelta conta meno di quanto temevi, e che puoi smettere di studiarla. Prendi quello dove ti trovi meglio a scrivere e vai avanti.
Il risultato che invece merita attenzione è il criterio tre. Se uno dei due, in tre compiti su tre, si è inventato un importo o una data che non gli avevi dato, quello è un motivo sufficiente per escluderlo dal tuo lavoro quotidiano — a prescindere da quanto scriva bene.
Alla fine dovresti avere una configurazione minima e stabile: una casa base per scrivere e ragionare, uno strumento per le ricerche con le fonti, e un notebook per i documenti della tua azienda. Tre cose. Chi ne ha sette, tipicamente, non ne usa nessuna.
Il modello pronto
Sono {{CHI SEI: attività, città, dimensione}}. Devo {{IL COMPITO, IN UNA RIGA}}.
Dati veri del caso:
- {{DATO 1: nomi, numeri, importi, date}}
- {{DATO 2}}
- {{DATO 3}}
- {{DATO 4: la storia o il contesto della relazione}}
Scrivimi {{COSA DEVE PRODURRE}}: massimo {{LUNGHEZZA}}, tono {{COME DEVE SUONARE}}, senza {{COSA NON DEVE ESSERCI}}. Chiudi con {{L'AZIONE PRECISA CHE CHIEDI}}.
Sotto, scrivimi in 2 righe che cosa cambieresti se {{LA VARIANTE PIÙ FREQUENTE: secondo tentativo, cliente nuovo, importo più alto}}.- Ho elencato i cinque compiti che mi tornano ogni settimana
- Ho fatto la prova dei due strumenti su almeno un compito, con lo stesso prompt
- Ho scelto una casa base e ho segnato sul calendario la data fra trenta giorni
- Ho salvato in una nota i prompt compilati che userò di nuovo
- So quale strumento aprire quando mi serve una risposta che devo poter dimostrare
- «Qual è il migliore» non ha risposta; «per questo compito da dove parto» ce l'ha sempre.
- Due criteri che non scadono: dove stanno i tuoi file, e se ti serve poter dimostrare la fonte.
- Il confronto è onesto solo con lo stesso identico prompt e i criteri decisi prima.
- Uno strumento usato bene batte quattro strumenti provati: il metodo si trasferisce, l'abitudine ai menù no.