Che cos'è davvero l'intelligenza artificiale
Quattro parole che senti ogni giorno — intelligenza artificiale, machine learning, deep learning, AI generativa — spiegate su un caso solo: 35 richieste di preventivo smistate in due minuti da una falegnameria di Pesaro.
- Distinguere in una frase intelligenza artificiale, machine learning, deep learning e AI generativa
- Riconoscere quale dei quattro stai usando quando apri un assistente
- Far smistare da un assistente un elenco di richieste vere secondo criteri tuoi
Capire
Le quattro parole che senti ogni giorno non sono quattro cose diverse: sono quattro cerchi, uno dentro l'altro. Intelligenza artificiale è il cerchio più grande e vuol dire poco per conto suo: qualunque programma che fa una cosa che ci sembra intelligente. Dentro c'è il machine learning, che è la vera invenzione: invece di scrivere a mano la regola, si mostrano al programma migliaia di esempi e la regola se la ricava da solo. Dentro il machine learning c'è il deep learning, cioè la stessa idea portata su reti a molti strati, quelle che se la cavano con immagini, voce e testo. E dentro il deep learning c'è l'AI generativa: quella che invece di limitarsi a mettere un'etichetta su qualcosa, produce contenuto nuovo. È lì che stanno ChatGPT, Claude e Gemini.
| Parola | Che cos'è in una riga | Dove l'hai già incontrata |
|---|---|---|
| Intelligenza artificiale | L'ombrello: qualunque programma che imita una capacità umana | Il correttore automatico del telefono |
| Machine learning | Il programma ricava la regola dagli esempi invece di riceverla scritta | L'antispam, che impara da quello che segnali |
| Deep learning | Machine learning su reti a molti strati: immagini, voce, testo | Il telefono che ti riconosce in faccia, la dettatura vocale |
| AI generativa | Non etichetta: produce testo, immagini o audio nuovi | ChatGPT, Claude, Gemini, gli strumenti di questo corso |
La differenza che conta davvero per il tuo lavoro è l'ultima: classificare (metto ogni cosa nella sua casella) e generare (scrivo qualcosa che prima non c'era) sono due compiti diversi, e lo stesso assistente li fa tutti e due. Sapere quale dei due stai chiedendo cambia il modo in cui scrivi la richiesta — e cambia quanto ti puoi fidare della risposta.
Vedere
Sara Donati ha una falegnameria a Pesaro, Donati Arredi, quattro persone in laboratorio. Fra sito, Facebook e WhatsApp le arrivano circa 35 richieste al mese. Non sono 35 clienti: dentro ci sono i venditori di portali di preventivi, le proposte di fornitura dalla Cina, e le domande vaghe di chi passava di lì. Sara ci perde tre ore alla settimana, quasi sempre la sera.
Il lunedì mattina ne ha sei da smistare. Le incolla in un assistente e gli chiede di dividerle secondo criteri che decide lei, non secondo il buon senso generico del modello. Ci mette due minuti, contando il copia-incolla.
1. Buongiorno, vorrei un preventivo per una libreria su misura in rovere,
240x300 cm, per il salotto. Quando potete venire a misurare?
2. Salve, la porta della cucina non chiude più bene, si può sistemare?
3. Gentile azienda, siamo un portale di preventivi: vorremmo proporvi un
abbonamento per ricevere contatti profilati.
4. Buonasera, devo rifare la cucina completa entro novembre, budget
indicativo 12.000 euro. Le lascio il mio numero.
5. Ciao, ma fate anche parquet? Quanto costa al metro quadro?
6. Spett.le ditta, proposta di partnership per fornitura ferramenta a
prezzi molto competitivi.Facciamolo insieme
- Apri un assistente qualsiasi fra ChatGPT, Claude e Gemini: per questo compito vanno bene tutti e tre, e la versione gratuita basta.
- Apri una conversazione nuova. Non riutilizzare quella di ieri: quello che c'è scritto sopra influenza la risposta.
- Prendi le ultime richieste vere che hai ricevuto — sei o sette bastano — e copiale in un blocco numerato, senza riscriverle e senza correggerle.
- Definisci tu le categorie, con un criterio che si possa verificare a occhio: non «clienti interessanti», ma «c'è un oggetto definito e almeno fra misura, data o budget».
- Scrivi la richiesta con dentro le categorie, l'elenco e il formato dell'output che vuoi. Il prompt qui sotto è quello che ha usato Sara, compilato con le sue sei righe.
- Leggi la tabella e controlla solo le righe in cui non sei d'accordo: sono quelle che ti dicono che il criterio va scritto meglio, non che l'assistente ha sbagliato.
Ho una falegnameria a Pesaro: mobili e arredi su misura, quattro persone. Devo smistare le richieste che mi arrivano. Classifica ognuna delle richieste qui sotto in una di queste tre categorie, usando esattamente questi criteri: - A = cliente pronto: c'è un oggetto definito E almeno uno fra misura, data o budget - B = da qualificare: c'è un interesse reale ma manca l'oggetto o mancano tutti e tre gli elementi sopra - C = non è un cliente: fornitori, portali a pagamento, proposte commerciali Le richieste: 1. Buongiorno, vorrei un preventivo per una libreria su misura in rovere, 240x300 cm, per il salotto. Quando potete venire a misurare? 2. Salve, la porta della cucina non chiude più bene, si può sistemare? 3. Gentile azienda, siamo un portale di preventivi: vorremmo proporvi un abbonamento per ricevere contatti profilati. 4. Buonasera, devo rifare la cucina completa entro novembre, budget indicativo 12.000 euro. Le lascio il mio numero. 5. Ciao, ma fate anche parquet? Quanto costa al metro quadro? 6. Spett.le ditta, proposta di partnership per fornitura ferramenta a prezzi molto competitivi. Rispondi con una tabella a quattro colonne: numero, categoria, l'elemento preciso del testo che ti ha fatto decidere, prossima azione in massimo cinque parole. Non aggiungere consigli di marketing e non riscrivere le richieste.
N. Cat. Elemento decisivo Prossima azione
1 A misura 240x300 + richiesta di sopralluogo Fissare sopralluogo
2 B oggetto c'è, nessuna misura né data Chiedere foto e misure
3 C vende un abbonamento Archiviare
4 A scadenza novembre + budget 12.000 € Chiamare oggi
5 B domanda di prezzo senza metri quadri Chiedere superficie
6 C proposta di fornitura ArchiviarePerché ha funzionato
Il lavoro l'hanno fatto tre pezzi precisi della richiesta, e vale la pena vedere quale ha prodotto cosa.
- I criteri numerabili («oggetto definito E almeno uno fra misura, data o budget») sono il motivo per cui la riga 2 è finita in B e non in A. Se Sara avesse scritto «dividi fra clienti buoni e cattivi», il risultato sarebbe stato un'opinione, e le opinioni cambiano ogni volta che rilanci.
- La colonna «elemento decisivo» è la vera invenzione: costringe l'assistente a indicare il pezzo di testo su cui si è basato. Sara controlla quella colonna, non tutta la tabella, e in dieci secondi sa se fidarsi.
- Il divieto finale («non aggiungere consigli di marketing») toglie di mezzo i tre paragrafi di contorno che sarebbero arrivati comunque. Un assistente riempie sempre lo spazio: se non gli dici dove fermarsi, si ferma dove vuole lui.
E nota che cosa hai appena fatto: hai usato uno strumento di AI generativa per un compito di classificazione, quello che il machine learning fa dai tempi dell'antispam. Non è un dettaglio da corso: i compiti di classificazione sono i più affidabili che puoi dargli, perché tutto quello che serve per rispondere gliel'hai messo tu nel messaggio.
Prova tu: smista le tue ultime sei richieste
Obiettivo: Ottenere una tabella di sei righe che classifica richieste vere tue, con la colonna che dice perché — e capire in che punto il tuo criterio era scritto male.
- Copia le ultime sei richieste che ti sono arrivate (email, WhatsApp, modulo del sito). Non correggerle e non riassumerle.
- Scrivi tre categorie con un criterio verificabile a occhio. Se in un criterio compare un aggettivo tipo «interessante» o «serio», riscrivilo con un numero, una data o una parola che deve essere presente.
- Adatta il prompt di Sara e mandalo, in una conversazione nuova.
- Leggi solo la colonna «elemento decisivo» e segna le righe su cui non sei d'accordo.
- Per ogni riga sbagliata, correggi il criterio (non la risposta) e rilancia lo stesso prompt.
💡 Se tutte e sei finiscono nella stessa categoria, i criteri si sovrappongono: manca la condizione che le separa.
Se ti blocchi, apri qui
Sara al primo giro aveva scritto «A = cliente serio». Le richieste 1, 2 e 4 sono finite tutte in A, e la 2 non era un cliente pronto: era una riparazione da 80 euro. Il problema non era la risposta, era la parola «serio», che non si può verificare guardando il testo.
La correzione che ha sistemato tutto è stata sostituire l'aggettivo con una condizione contabile: oggetto definito E almeno uno fra misura, data o budget. Da quel momento la classificazione è stata la stessa a ogni rilancio, che è l'unico modo per potersene fidare la mattina alle sette.
Ho {{ATTIVITÀ}} a {{CITTÀ}}: {{COSA FAI IN UNA RIGA}}. Devo smistare le richieste che mi arrivano.
Classifica ognuna delle richieste qui sotto in una di queste categorie, usando esattamente questi criteri:
- A = {{CRITERIO VERIFICABILE, CON NUMERI O PAROLE CHE DEVONO ESSERCI}}
- B = {{CRITERIO VERIFICABILE}}
- C = {{CRITERIO VERIFICABILE}}
Le richieste:
1. {{RICHIESTA 1}}
2. {{RICHIESTA 2}}
3. {{RICHIESTA 3}}
Rispondi con una tabella a quattro colonne: numero, categoria, l'elemento preciso del testo che ti ha fatto decidere, prossima azione in massimo cinque parole.
Non aggiungere consigli e non riscrivere le richieste.- Intelligenza artificiale, machine learning, deep learning e AI generativa sono quattro cerchi uno dentro l'altro, non quattro prodotti da scegliere.
- Classificare e generare sono due compiti diversi: lo stesso assistente li fa entrambi, ma solo il primo lavora su dati che gli hai dato tu.
- Un criterio con dentro un aggettivo produce risposte instabili; un criterio con dentro un numero o una parola obbligatoria produce sempre la stessa risposta.
- Chiedere sempre la colonna «perché hai deciso così»: rende la verifica un lavoro da dieci secondi invece che da dieci minuti.