Imparare a parlare con l'AIGratis11 min di lettura

Gli esempi: il pezzo più potente dei dati

Due risposte vere di Luisa a clienti che avevano contestato il prezzo, incollate dentro la richiesta. Da lì in poi l'email non va più corretta: è già scritta come parla lei.

Cosa saprai fare
  • Far scrivere l'AI con la tua voce mostrandole due o tre testi tuoi
  • Costruire in venti minuti il file di esempi che userai per anni
  • Usare le coppie prima/dopo per insegnare un criterio, non solo uno stile

Capire

Descrivere il tuo modo di scrivere non funziona quasi mai, e il motivo è semplice: gli aggettivi che useresti — diretto, cordiale, professionale, informale — li userebbero anche cinquemila altre persone che scrivono in modo completamente diverso dal tuo. Un esempio vale più di dieci aggettivi, perché non descrive: mostra.

Gli esempi sono formalmente dentro la casella DATI, ma sono un dato speciale: non aggiungono informazioni sul caso, aggiungono informazioni su di te. Ed è il tipo di informazione che l'assistente non ha alcun modo di procurarsi altrove.

Ne bastano due o tre, e devono essere veri: testi tuoi, mandati davvero, possibilmente andati bene. Va sempre aggiunta una riga che nessuno scrive e che evita il disastro più comune: «non copiare le frasi dei miei esempi, copia il modo». Senza, ti ritrovi le tue vecchie frasi ricopiate parola per parola in un contesto dove non c'entrano niente.

Vedere

Luisa Nadali cerca nella posta inviata «preventivo» e trova due sue risposte a clienti che avevano contestato il prezzo: una del maggio 2024, una del febbraio 2026. Entrambe finite in vendita. Le ripulisce dai nomi e le incolla dentro la richiesta. Tempo: sei minuti, una volta sola.

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ESEMPIO 1 (maggio 2024, poi ha comprato)
«Buongiorno, la differenza c'è ed è giusto che la veda. Nel nostro
preventivo il montaggio è di due nostri ragazzi che vengono con il
furgone e portano via la roba vecchia. Nell'altro, se guarda bene, il
montaggio è a parte. Non le sto dicendo che l'altro è caro: le sto
dicendo che sta guardando due cose diverse. Se passa in negozio
glielo faccio vedere sul preventivo, riga per riga.»

ESEMPIO 2 (febbraio 2026, poi ha comprato)
«Buongiorno, ha ragione a farsi due conti. Le dico come la vedo io:
sul piano di lavoro non le consiglio di risparmiare, perché è quello
che usa tutti i giorni. Sui pensili sì, e le faccio vedere due
alternative che tolgono 600 euro. Il resto lo lasciamo com'è.»
I due esempi, ripuliti dai nomi

In questi due testi c'è tutto quello che nessun aggettivo avrebbe trasmesso: Luisa dà ragione al cliente nella prima riga, non difende il prezzo in blocco, indica lei dove si può risparmiare, e chiude sempre con qualcosa di concreto da fare. Non è «un tono»: è un metodo di vendita.

Facciamolo insieme

  1. Cerca nella posta inviata la parola chiave del tipo di testo che ti serve: preventivo, sollecito, disdetta, recensione.
  2. Scegli due o tre messaggi tuoi che sono andati bene. Non i più belli: i più tipici, fra quelli che hanno ottenuto il risultato.
  3. Sostituisci nomi, indirizzi e riferimenti riconoscibili. Gli importi lasciali: servono e da soli non identificano nessuno.
  4. Incollali dentro la richiesta, numerati, sotto un'intestazione tipo COME SCRIVO IO.
  5. Aggiungi due righe tue: cosa devono guardare («frasi corte, do ragione subito, indico io dove si risparmia») e la riga «copia il modo, non le frasi».
  6. Salva il blocco in un file: da qui in avanti si incolla, non si riscrive.
La richiesta di Luisa, con dentro i suoi due esempi
CONTESTO
Negozio di arredamento a Treviso, siamo in tre più un montatore. Cliente arrivata dal sito a giugno, prima casa, budget dichiarato 10.000 €, preventivo 12.050 €. Mi ha scritto che online ha visto cucine simili a 6.900 €.

COME SCRIVO IO — queste sono due mie risposte vere a clienti che avevano contestato il prezzo, tutte e due finite in vendita:

1) «Buongiorno, la differenza c'è ed è giusto che la veda. Nel nostro preventivo il montaggio è di due nostri ragazzi che vengono con il furgone e portano via la roba vecchia. Nell'altro, se guarda bene, il montaggio è a parte. Non le sto dicendo che l'altro è caro: le sto dicendo che sta guardando due cose diverse. Se passa in negozio glielo faccio vedere sul preventivo, riga per riga.»

2) «Buongiorno, ha ragione a farsi due conti. Le dico come la vedo io: sul piano di lavoro non le consiglio di risparmiare, perché è quello che usa tutti i giorni. Sui pensili sì, e le faccio vedere due alternative che tolgono 600 euro. Il resto lo lasciamo com'è.»

Guarda come scrivo: frasi corte, do ragione al cliente nella prima riga, non difendo il prezzo in blocco, dico io dove si può risparmiare, chiudo sempre con una cosa concreta da fare. Non copiare le frasi dei miei esempi: copia il modo.

OBIETTIVO
Scrivi l'email di risposta. Riuscita se mi risponde indicando giovedì 4 o sabato 6 settembre.

DATI
Preventivo 214 del 3 agosto, 12.050 € IVA inclusa: mobili con ante laccate opache 5.400, piano in gres 20 mm con lavello sottopiano 1.850, cinque elettrodomestici da incasso 3.150, progetto trasporto e montaggio 1.400, smaltimento della vecchia cucina 250.

VINCOLI
Niente sconti. Non dire che le cucine online sono scadenti. Niente punti esclamativi. Dalle del lei. Massimo 180 parole.

CONTROLLO
Solo i dati che ti ho dato; il resto in fondo come [DA VERIFICARE].
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Oggetto: Preventivo 214 - guardiamolo insieme

Buongiorno Elisa,

ha fatto bene a scrivermi, e ha ragione a confrontare.

Nel mio preventivo ci sono cinque cose: i mobili con ante laccate opache
(5.400), il piano in gres con lavello sottopiano (1.850), cinque
elettrodomestici da incasso (3.150), il progetto con trasporto e
montaggio di due persone per due giorni (1.400) e lo smaltimento della
cucina vecchia (250). Nelle cucine che ha visto online, se guarda bene,
quasi sempre le ultime tre voci sono a parte.

Le dico anche dove si può intervenire: gli elettrodomestici può
comprarli lei dove preferisce, io le lascio le misure degli incassi.
Sul piano di lavoro invece non le consiglio di scendere, perché è quello
che usa tutti i giorni.

Guardiamolo insieme sul progetto stampato: giovedì 4 settembre
pomeriggio o sabato 6 mattina. Quale le va meglio?

Luisa Nadali - Arredi Nadali
Il testo ottenuto, mandato senza modifiche

Perché ha funzionato

Nel testo finaleDa quale esempio arriva
«Ha fatto bene a scrivermi, e ha ragione a confrontare»Il secondo esempio: dare ragione nella prima riga
«se guarda bene, quasi sempre le ultime tre voci sono a parte»Il primo: mostrare la differenza invece di difendere il prezzo
«Le dico anche dove si può intervenire»Il secondo: è il negozio che indica dove si risparmia
«Sul piano di lavoro non le consiglio di scendere»Il secondo, criterio compreso: si risparmia su ciò che si usa meno
«Guardiamolo insieme sul progetto stampato»Il primo: chiudere con una cosa concreta da fare

Nessuna frase è copiata: sono tutte nuove. Ma il metodo è quello di Luisa, e lo è perché lei non l'ha descritto — l'ha mostrato. È la ragione per cui questa è, in assoluto, la modifica che riduce di più il tempo di correzione: quando la voce è giusta dal primo giro, non resta quasi niente da sistemare.

Prova tu

Esercizio

Il file «Come scrivo io»

Obiettivo: Costruire una volta sola il materiale che userai per anni.

  1. Elenca i quattro tipi di testo che scrivi più spesso: per esempio email ai clienti, preventivi, risposte alle recensioni, messaggi ai fornitori.
  2. Per ognuno cerca nella posta inviata e scegli tre testi tuoi che hanno ottenuto il risultato.
  3. Ripuliscili dai nomi e incollali in un unico file, divisi per tipo.
  4. Sotto ogni gruppo scrivi due righe: cosa devono guardare in quei testi.
  5. Usa il file domani, sul primo testo che devi scrivere, e conta quante correzioni fai rispetto alla volta precedente.

💡 Se non trovi tre testi buoni per un tipo, prendine due: due esempi veri valgono più di tre inventati per l'occasione.

Se ti blocchi, apri qui

Il file completo si costruisce in venti minuti e da quel momento si incolla soltanto. Il segnale che sta funzionando non è che il testo ti piace: è che le correzioni scendono da cinque o sei a una o due, e quelle che restano riguardano i fatti, non lo stile.

Se invece il risultato somiglia troppo agli esempi — frasi intere ricopiate — mancava la riga «copia il modo, non le frasi». Aggiungila e rifai: è una riga e risolve.

Devi ottenere questo

L'esercizio produce un file e una misura. Il file lo userai per anni, la misura ti dice se è fatto bene.

  • un file diviso per tipo di testo, con due o tre testi tuoi veri per tipo — non riscritti per l'occasione — e senza nomi, indirizzi, partite IVA e numeri di telefono dei tuoi clienti. Gli importi restano: servono, e da soli non identificano nessuno
  • sotto ogni gruppo, due righe di criteri concreti («frasi corte, do ragione nella prima riga, dico io dove si risparmia, chiudo con una cosa da fare»), non aggettivi sul tono
  • in fondo a ogni gruppo, la riga «non copiare le frasi dei miei esempi: copia il modo»
  • sul primo testo scritto con il file in mano: le correzioni scendono da cinque o sei a una o due, e quelle che restano riguardano i fatti — un importo, una data — non lo stile
  • nel testo nuovo, nessuna frase intera presa dagli esempi e nessun importo o nome dei vecchi casi
Controlla
  • Il testo suona come lo avresti scritto tu, e le correzioni che ti restano riguardano solo dati e importiÈ il risultato giusto, ed è la modifica che riduce di più il tempo di correzione fra tutte quelle del modulo. Da qui in avanti il blocco si incolla, non si riscrive
  • Ritrovi frasi intere dei tuoi esempi ricopiate in un contesto dove non c'entrano nienteManca la riga del passo 5 di «Facciamolo insieme»: «non copiare le frasi dei miei esempi, copia il modo». È una riga e risolve. Se ha ricopiato anche importi o nomi dei vecchi clienti, aggiungi che i dati del caso di oggi sono soltanto quelli scritti sotto DATI
  • Il testo resta generico: andrebbe bene per chiunque faccia il tuo mestiereQuasi sempre hai descritto il tuo stile a parole — «tono cordiale ma professionale» — invece di mostrarlo, e gli aggettivi non contengono informazioni. Torna al passo 4 di «Facciamolo insieme» e incolla i testi veri, per intero e numerati, sotto l'intestazione COME SCRIVO IO
  • In ogni testo ricompare un tuo tic che non sopporti più: «spero di essere stata esaustiva», «resto a disposizione»L'assistente imita quello che gli mostri, tic compresi, e te lo ritrovi per sei mesi. Torna al passo 2 di «Facciamolo insieme» e cambia gli esempi: si scelgono i testi che hanno ottenuto il risultato, non i primi che si trovano nella posta inviata
  • Il testo nuovo è lungo il doppio dei tuoi esempiGli esempi mostrano il modo, non impongono la misura: nessuno conta le parole al posto tuo. Metti la lunghezza a numero nel formato — «massimo N parole», contate su uno dei tuoi esempi — ed è il vincolo che si dimentica più spesso di tutti
  • Il risultato non risponde al caso di oggi ma somiglia moltissimo alla situazione di uno degli esempiGli esempi hanno preso il posto dei dati. Ricontrolla il passo 4 di «Facciamolo insieme»: gli esempi stanno sotto COME SCRIVO IO e servono solo per il modo, i fatti del caso di oggi stanno nella casella DATI, e le due cose non si mescolano mai

Il modello pronto

Il blocco esempi, da compilare
COME SCRIVO IO — questi sono {{DUE O TRE}} testi miei veri, dello stesso tipo di quello che ti sto chiedendo, e sono andati bene:

1) «{{PRIMO TESTO, RIPULITO DAI NOMI}}»

2) «{{SECONDO TESTO}}»

3) «{{TERZO TESTO, SE CE L'HAI}}»

Guarda come scrivo: {{DUE O TRE CARATTERISTICHE CONCRETE: lunghezza delle frasi, come apro, come chiudo, cosa non dico mai}}.
Non copiare le frasi dei miei esempi: copia il modo.
Se hai anche una coppia prima/dopo — un testo mediocre e la tua correzione — vale doppio: non mostra solo com'è fatto un testo buono, ma quale difetto stavi correggendo.
In sintesi
  • Due o tre esempi veri battono qualsiasi aggettivo sul tono.
  • Gli esempi non dicono cosa fare: dicono come lo fai tu, e questo l'AI non può saperlo altrimenti.
  • «Copia il modo, non le frasi» è la riga che evita il plagio di te stesso.
  • Scegli i testi che hanno ottenuto il risultato, non i più eleganti: i tic vengono imitati.
  • Venti minuti per costruire il file, poi si incolla per anni.