Passi 3 e 4: il prompt che regge, e i documenti che lo nutrono
Un prompt da progetto non è un prompt da conversazione: deve funzionare la centesima volta, su un testo che non hai scritto tu, in mano a un'altra persona. Qui si costruisce quello di Infissi Bertolini e si preparano i quattro documenti che gli danno la memoria.
- Scrivere un prompt che produce sempre lo stesso formato e che dichiara quanto è sicuro di quello che ha scritto
- Dire esplicitamente al prompt come comportarsi sui buchi, che è la differenza fra un dato mancante e un dato inventato
- Preparare i quattro documenti che stanno dietro al prompt, e capire che cosa va nel prompt e che cosa va nei documenti
Il prompt che hai usato ieri sera per scrivere un'email non è un prompt da progetto. Quello serviva una volta, davanti a te, e se sbagliava lo correggevi. Questo deve reggere la centesima richiesta, su un testo scritto da uno sconosciuto alle 21:40, in mano a Chiara che non ha nessuna voglia di indovinare che cosa intendevi.
Tre proprietà lo separano: un formato stabile che esce sempre uguale anche quando è quasi vuoto, un comportamento dichiarato sui buchi («non indicato» è una risposta giusta, non un fallimento), e una dichiarazione di sicurezza che dice a chi legge quanto fidarsi. E metà di quello che gli serve non sta nel prompt: sta in quattro documenti.
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