Dal prompt al sistema che lavora da solo — e il progetto che lo dimostra
Chi ha già automatizzato qualcosa a mano, o continua a rifare ogni settimana lo stesso giro di copia e incolla, e vuole smettere senza diventare programmatore.
Il salto da «io apro la chat, copio, incollo, salvo» a «quando arriva una richiesta parte tutto da solo». Cinque concetti e nient'altro: che cos'è un workflow, come si scrive con trigger, azioni e condizioni, che cosa sono davvero le API, come si legge il JSON che i passi si scambiano, e perché un webhook è un'app che dice a un'altra «è appena successo qualcosa».
Quattro flussi costruiti davvero, dal primo modulo all'attivazione: le richieste del sito che si strutturano da sole, sessantatré email al giorno che si smistano, i contenuti di un prodotto nuovo preparati mentre fai altro e le richieste di assistenza messe in ordine di urgenza prima che qualcuno le legga. Lo strumento mostrato è Make; n8n e Zapier fanno le stesse cose con altri nomi.
Che cosa è davvero un agente — modello, mandato, memoria, strumenti e libertà di scegliere il percorso — lo stesso problema risolto come chatbot, come flusso e come agente con i costi a fianco, un assistente commerciale costruito passo per passo, e la lezione che vale più di tutte le altre: quando l'automazione deterministica batte l'agente ed è più economica, più prevedibile e più facile da correggere.
Otto passi, un'attività vera del tuo lavoro, e alla fine una cosa che usi davvero. Identificare il problema, scegliere lo strumento, creare il prompt, preparare i documenti, testarlo su tre casi, correggere gli errori, scrivere il flusso e automatizzarlo solo se il conto torna. Accanto al tuo caso, lo stesso percorso svolto per intero su quello di Infissi Bertolini: 38 richieste di preventivo al mese, prima risposta dopo 3,2 giorni.
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