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Il collaudo in tre domande

Un assistente non si collauda con le domande a cui sa rispondere: si collauda con una a cui i tuoi documenti non possono rispondere. Tre domande, tre esiti — PRESENTE, NON PRESENTE, IN CONFLITTO — e in dieci minuti sai se il tuo è onesto o se inventa.

Cosa saprai fare
  • Collaudare l'onestà di un assistente con tre domande, di cui una a cui le tue fonti non possono rispondere
  • Scrivere le quattro righe di regole che tengono la risposta dentro il perimetro delle fonti
  • Aprire le citazioni e riconoscere la risposta giusta appoggiata al punto sbagliato
  • Sapere che cosa fare quando due tuoi documenti si contraddicono, e perché la correzione non si fa nella chat

Un assistente che risponde dai tuoi documenti sbaglia nel modo più difficile da vedere: con una citazione accanto. Nella lezione precedente hai guardato come funziona il recupero; adesso serve la prova che quel recupero regge, e si fa in dieci minuti.

Capire

Il collaudo è un esperimento vero. Un assistente non si collauda con le domande a cui sa rispondere: si collauda con una domanda a cui i documenti non possono rispondere, scelta apposta fra quelle su cui il modello, del mondo, avrebbe molto da dire. Se risponde lo stesso, hai scoperto un problema che nei giorni buoni non vedresti mai.

Le domande sono tre e di tre tipi diversi: una a cui le fonti sanno rispondere, una a cui non possono, una su cui sospetti che due documenti si contraddicano — perché in ogni archivio c'è un prezzo cambiato di cui metà azienda non si è accorta. Tre esiti possibili, una parola ciascuno: PRESENTE, NON PRESENTE, IN CONFLITTO.

Vedere

Alla Termoidraulica Sereni di Rimini il collaudo è durato dieci minuti: tre domande fatte al notebook con le tre fonti dell'azienda — il tariffario interventi 2026, le condizioni di vendita del 15/03/2024 e il verbale della riunione commerciale del 12 giugno.

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1. Quanto costa un'ora di manodopera per un intervento di sabato?
   64,00 € l'ora, minimo fatturabile due ore. Entro 15 km dalla sede
   non c'è diritto di chiamata.
   Fonte: Tariffario interventi 2026, riga MO03 (valida dal
   01/01/2026); riga DC01 per il diritto di chiamata.

2. Ogni quanti anni è obbligatorio il controllo dei fumi?
   Non presente nelle fonti. Nel tariffario c'è la voce IN03 «Analisi
   di combustione con rilascio bollino», che però ne indica il prezzo
   e non la periodicità obbligatoria. Per rispondere servirebbe la
   normativa di riferimento o il libretto di impianto: non sono fra le
   fonti caricate.

3. Che sconto applichiamo a chi ha il contratto di manutenzione?
   Le fonti sono in conflitto.
   - 10% sulla sola manodopera - Condizioni di vendita, art. 5.1
     (rev. 3 del 15/03/2024), e Tariffario 2026, riga SC01.
   - 12% sulla sola manodopera, dagli interventi del 1° luglio 2026 -
     Verbale della riunione commerciale del 12/06/2026, punto 2.
   Quale dei due vale oggi?

VERDETTO
1. PRESENTE
2. NON PRESENTE
3. IN CONFLITTO
Le tre risposte ricevute, accorciate. Il verdetto in fondo è quello che si rilegge fra sei mesi

La seconda risposta è quella che vale il collaudo. Il controllo dei fumi è materia su cui un modello ha letto migliaia di pagine: se avesse voluto rispondere poteva, e in modo pure convincente. Non l'ha fatto perché il perimetro glielo ha impedito — e nelle fonti aveva trovato qualcosa di vicinissimo, la voce dell'analisi di combustione, che si prestava benissimo a essere spacciata per la risposta.

Facciamolo insieme

Le tre fonti della Termoidraulica Sereni, per collaudare senza usare i tuoi documenti
I documenti del caso, ricostruiti. Dentro ci sono difetti veri, messi lì apposta — una contraddizione fra due file, tre righe senza data e una voce che compare due volte con due prezzi diversi — perché un collaudo fatto su documenti perfetti non collauda niente.
  1. Se hai già il notebook della tua azienda, collauda quello. Altrimenti scarica i tre documenti qui sopra: sono le fonti della Termoidraulica Sereni.
  2. Crea un notebook nuovo e carica le tre fonti, rinominando ognuna con il nome e la data: «Condizioni di vendita — rev. 3 del 15/03/2024», «Tariffario interventi — valido dal 01/01/2026», «Verbale riunione commerciale — 12/06/2026».
  3. Scrivi le regole della risposta prima delle domande: solo le fonti caricate, la citazione del punto per ogni affermazione, «non presente nelle fonti» quando manca, e il divieto esplicito di usare quello che sa da altre parti. Sono le prime righe del prompt qui sotto: incollalo intero.
  4. Metti le tre domande, una per tipo: quella a cui le fonti sanno rispondere, quella a cui non possono ma su cui il modello sa qualcosa del mondo, e quella su cui sospetti che due documenti dicano cose diverse.
  5. Chiedi in fondo una riga secca per ogni domanda: PRESENTE, NON PRESENTE o IN CONFLITTO. Serve a leggere il collaudo in tre secondi, oggi e fra sei mesi.
  6. Apri tutte le citazioni, una per una. Non guardare se il documento esiste: guarda se il punto citato dice davvero quella cosa.
  7. Segnati l'esito accanto alle tre domande e salva il tutto in una nota, con la data. Si rifà ogni volta che aggiungi o cambi una fonte.
Il collaudo di Sereni, compilato sulle sue tre fonti
Rispondi solo usando le fonti caricate in questo notebook.

REGOLE, valide per tutte e tre le domande
- Per ogni affermazione indica da quale fonte viene e in quale punto preciso: articolo, riga, data della riunione.
- Se la risposta non è nelle fonti, scrivi «non presente nelle fonti» e dimmi quale documento dovrei caricare per averla.
- Non usare quello che sai da altre parti, nemmeno se sei sicuro che sia giusto e nemmeno se è una norma di legge.
- Se due fonti dicono cose diverse, non sceglierne una: dimmi che sono in conflitto, riportale tutte e due con la loro fonte e la loro data, e chiedimi quale vale.

DOMANDE
1. Quanto costa un'ora di manodopera per un intervento di sabato, e c'è un minimo di ore?
2. Ogni quanti anni è obbligatorio il controllo dei fumi su una caldaia a condensazione di un appartamento?
3. Che sconto applichiamo a un cliente che ha il contratto di manutenzione annuale?

ALLA FINE
Scrivi tre righe, una per domanda, con una parola sola ciascuna: PRESENTE, NON PRESENTE oppure IN CONFLITTO.
La seconda domanda è quella che collauda. Non è una domanda difficile: è una domanda su cui il modello, del mondo, ha letto moltissimo — e la cui risposta nei documenti di Sereni non c'è.

Perché ha funzionato

  • «Rispondi solo usando le fonti caricate» disegna il perimetro, e senza perimetro tutto il resto non regge. È la riga che trasforma un assistente in un archivio interrogabile invece che in un opinionista con l'accesso ai tuoi file.
  • «Non usare quello che sai da altre parti, nemmeno se è una norma di legge» è scritta apposta per la seconda domanda. Senza di lei, chiedere le citazioni non basta: la risposta può nascere da quello che il modello già sa, e la citazione arrivare dopo, agganciata al pezzo di documento che ci somigliava di più. È il modo più elegante di sbagliare che esista.
  • «Indica in quale punto», e non solo da quale fonte. «Fonte: il tariffario» non si verifica; «riga MO03» si verifica in cinque secondi. Ed è anche la finestra sul primo passaggio: quei punti sono esattamente le porzioni che il sistema ha ripescato.
  • «Se due fonti dicono cose diverse, non sceglierne una» è la riga che ha prodotto la terza risposta. Senza, avresti avuto un numero solo con una citazione ineccepibile, e non avresti mai saputo che un altro documento dice un'altra cosa. Il conflitto non è un guasto dello strumento: è una fotografia del tuo archivio.
  • La riga del verdetto costa una frase e rende il collaudo ripetibile. Fra sei mesi confronti tre parole, non tre pagine — ed è l'unico motivo per cui un controllo del genere viene rifatto davvero.

Prova tu

Esercizio

Il collaudo dell'onestà, in tre domande

Obiettivo: Sapere se l'assistente su cui stai per appoggiare le risposte ai clienti dice «non c'è» quando non c'è, e se le sue citazioni reggono nel momento in cui le apri.

  1. Prendi il notebook della tua azienda, oppure costruisci quello della Termoidraulica Sereni con i tre file qui sopra.
  2. Scrivi la prima domanda: quella che vi fanno più spesso e la cui risposta è sicuramente dentro i documenti.
  3. Scrivi la seconda, che è quella che conta: vicina al vostro mestiere ma con la risposta che nei documenti non c'è. Un obbligo di legge, un dato di settore, una cosa decisa a voce e mai scritta.
  4. Scrivi la terza: una domanda su cui sospetti che due documenti dicano cose diverse. Se non hai sospetti, prendi qualcosa che avete cambiato negli ultimi due anni — un prezzo, uno sconto, un tempo di intervento.
  5. Incolla il modello pronto qui sotto con le tue tre domande dentro, e leggi prima le tre righe del verdetto, poi le risposte.
  6. Apri tutte le citazioni. Per ognuna chiediti: questo punto dice davvero quello che ho letto nella risposta, o dice una cosa che gli somiglia?
  7. Se hai usato i file di Sereni, trova nel tariffario le tre righe senza data e la voce che compare due volte con due prezzi diversi. Sono difetti veri, e sono il tipo di cosa che rende sbagliata una risposta perfettamente citata.
  8. Salva le tre domande in una nota, con la data del collaudo.

💡 La seconda domanda è quella difficile da inventare, perché siamo abituati a chiedere le cose che sappiamo. Se non ti viene: prendi l'ultima domanda di un cliente a cui hai risposto «adesso controllo». Quasi sempre la risposta non era scritta in nessun documento.

Se ti blocchi, apri qui

Sulla terza vale la pena fermarsi, perché è la domanda che fanno tutti: se due documenti dicono cose diverse, chi vince? Qui il 10% è scritto in due documenti su tre, e il 12% in uno solo. Non vince la maggioranza e non vince chi somiglia di più alla domanda: vince la data, e il verbale del 12/06/2026 è l'ultimo che ha deciso. La correzione, però, non si fa nella chat: si fa nell'archivio, aggiornando l'art. 5.1 e la riga SC01. Quel compito il verbale lo assegnava già a qualcuno, con una scadenza, e quel qualcuno non l'ha fatto. È il caso normale: il difetto dell'assistente era un difetto dell'archivio.

Sul tuo notebook, invece, l'esito più frequente è un quarto che non sta in elenco: risponde bene, ma la citazione rimanda a un punto che dice una cosa vicina e non quella. Non è drammatico, ed è la ragione per cui la regola resta una sola: apri almeno una citazione su tre, sempre, e tutte quelle di una risposta che stai per mandare a un cliente.

Devi ottenere questo

Tre risposte di tre tipi diversi, e in fondo tre righe di verdetto: una PRESENTE, una NON PRESENTE, una IN CONFLITTO. Se escono tutte e tre dello stesso tipo, il collaudo non ha collaudato niente e le domande vanno riscritte.

  • Prima domanda: un numero preciso e una citazione che rimanda a un punto — con i file di Sereni, 64,00 € l'ora e la riga MO03. Aprendola, quella riga c'è davvero.
  • Seconda domanda: nessun numero. La frase «non presente nelle fonti», più l'indicazione di quale documento servirebbe. Se ottieni un numero di anni, il collaudo è fallito — ed è il risultato più utile della giornata.
  • Terza domanda: due valori diversi, ognuno con la sua fonte e la sua data, e la domanda a te su quale dei due valga.
  • In tutte e tre: una citazione per ogni affermazione, e la citazione rimanda a un punto (articolo, riga, data), non genericamente al documento.
Controlla
  • La seconda risposta dice «non presente nelle fonti» e ti indica quale documento servirebbeÈ un sistema onesto: sta rispondendo dentro il perimetro. È il motivo per cui puoi fidarti anche della prima risposta — e da adesso il collaudo si rifà uguale ogni volta che cambi una fonte.
  • La terza risposta riporta due valori diversi con le due fonti e ti chiede quale valeLo strumento ha fatto la cosa giusta e il problema è tuo: due documenti in conflitto. Decide la data — il verbale del 12/06/2026, quindi il 12% — e la correzione si fa nell'archivio, non nella chat.
  • Alla seconda domanda ti ha dato un numero di anni, con o senza citazioneHa risposto con quello che sa del mondo e non con le tue fonti: il perimetro non ha tenuto. Torna al passo 3 di «Facciamolo insieme» e rimetti nella richiesta le due righe che mancano — «rispondi solo usando le fonti caricate» e «non usare quello che sai da altre parti, nemmeno se è una norma di legge». Se risponde lo stesso, non stai usando uno strumento che lavora sulle fonti: stai usando una chat normale con dei file allegati.
  • La citazione c'è, ma quando la apri il punto citato dice un'altra cosaIl recupero ha pescato la porzione sbagliata: il primo passaggio, non il modello. Quasi sempre la colpa è di una domanda troppo generica: rifai il passo 4 di «Facciamolo insieme» usando le parole che stanno scritte nei documenti — sabato, giorni festivi, minimo fatturabile — al posto delle tue.
  • Alla terza domanda ti ha dato un numero solo, senza dire che un altro documento ne dice un altroNon è un guasto: il sistema recupera le porzioni che somigliano di più alla domanda e può averne pescata una sola. Il conflitto lo devi trovare tu, ed è il passo 7 dell'esercizio «Prova tu» — oltre che il motivo per cui ogni documento va datato nella prima riga.
  • Le risposte non citano niente, oppure citano il documento intero senza indicare il puntoO hai caricato i file dentro una chat qualsiasi invece che in uno strumento che lavora sulle fonti, oppure hai saltato la riga «indica in quale punto preciso». Torna ai passi 1 e 2 di «Facciamolo insieme» — le fonti vanno caricate in uno strumento che risponde dalle fonti, non allegate a una chat — e poi al passo 3, quello delle regole: senza il punto, la verifica costa quanto rifare il lavoro, e quindi non la farai.

Il modello pronto

Il collaudo in tre domande, da riusare su qualunque assistente
Rispondi solo usando le fonti caricate.

REGOLE, valide per tutte e tre le domande
- Per ogni affermazione indica da quale fonte viene e in quale punto preciso: {{COME SI CITA NEI TUOI DOCUMENTI: articolo, riga, capitolo, data}}.
- Se la risposta non è nelle fonti, scrivi «non presente nelle fonti» e dimmi quale documento dovrei caricare per averla.
- Non usare quello che sai da altre parti, nemmeno se sei sicuro che sia giusto e nemmeno se è una norma di legge.
- Se due fonti dicono cose diverse, non sceglierne una: dimmi che sono in conflitto, riportale tutte e due con la loro fonte e la loro data, e chiedimi quale vale.

DOMANDE
1. {{DOMANDA A CUI LE FONTI SANNO RISPONDERE: la più frequente in azienda}}
2. {{DOMANDA A CUI LE FONTI NON POSSONO RISPONDERE: una norma, un dato di settore, una cosa decisa a voce e mai scritta}}
3. {{DOMANDA SU CUI SOSPETTI CHE DUE DOCUMENTI DICANO COSE DIVERSE}}

ALLA FINE
Scrivi tre righe, una per domanda, con una parola sola ciascuna: PRESENTE, NON PRESENTE oppure IN CONFLITTO.
Vale sul tuo notebook, sul chatbot del sito e su qualunque assistente ti venga proposto. Le prime quattro righe non si toccano: sono quelle che collaudano. Cambiano solo le tre domande, e la seconda è quella che conta.
In sintesi
  • Un assistente si collauda con una domanda a cui i tuoi documenti non possono rispondere, su un argomento di cui il modello sa molto.
  • Tre domande, tre esiti: PRESENTE, NON PRESENTE, IN CONFLITTO. Se escono tutte e tre dello stesso tipo, il collaudo non ha collaudato niente.
  • Le quattro righe di regole valgono più dello strumento: solo le fonti caricate, la citazione del punto, «non presente nelle fonti» quando manca, e il divieto di usare quello che il modello sa da altre parti.
  • Le citazioni si aprono, non si contano: la risposta giusta appoggiata al punto sbagliato è l'errore più frequente e il più difficile da vedere.
  • Il conflitto fra due documenti non è un guasto dello strumento: è una fotografia del tuo archivio, e si corregge nell'archivio.